Leva: "Un progetto per riformare la Giustizia ma Berlusconi non ci condizionerà "

“Vogliamo l`abolizione dell`ergastolo. E la custodia cautelare va valutata caso per caso” – Intervista di Alberto Custodero, la Repubblica
di Danilo Leva, pubblicato il 10 agosto 2013 , 683 letture
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«Pensiamo all`abolizione dell`ergastolo. E all`introduzione di nuovi reati come falso in bilancio, tortura e autoriciclaggio». I1 deputato Danilo Leva, presidente del Forum Giustizia del Pd, spiega i pilastri sui quali i democratici poggiano il loro progetto di riforma del sistema giudiziario italiano.

Qual è lo spirito della riforma vista dal Pd?
«Abbiamo l`idea di una giustizia che alzi la voce con i forti. E non solo con i deboli. La riforma, però, non può essere l`appendice ai problemi personali del Cavaliere, né può essere una sorta di maschera dietro la quale nascondere la richiesta della sua impunità. Né, tantomeno, l`oggetto di un patto segreto di scam bio per tenerein piedi questo governo».

Dopo queste doverose premesse, su quali punti non siete disposti a trattare con il Pdl?
«La riforma deve partire dal rispetto della Costituzione senza modificare il titolo Quarto. Su questo terremo duro. Però siamo disponibili ad aperture».

Su quali punti c`è margine di trattativa con il partito di Berlusconi che, soprattutto dopo la sentenza Mediaset, invoca una riforma “punitiva” per i magistrati?
«A proposito del controverso tema dell`organizzazione della magistratura, siamo contrari alla separazione delle carriere. Ma disponibili a ragionare su norme ordinarie che possano rafforzare la distinzione delle funzioni. Ma, ripeto, senza minare l`autonomia e l`indipendenza della magistratura».

Si fa un gran parlare di riforma della custodia cautelare. Qual è la posizione del Pd?
«Credo sia ormai improcrastinabile una modifica dell`istituto della custodia cautelare. Nel nostro Paese spesso se ne fa un uso improprio senza contare la correlazione con il sovraffollamento delle carceri. La nostra proposta è eliminare le ipotesi normative che la dispongono obbligatoria per titoli di reati, ad eccezione di quelli gravi. Si lascerebbe così a ogni singolo magistrato la valutazione dell`arresto caso per caso, in base all`effettiva pericolosità sociale dell`indagato».

Siete a favore dell`abolizione dell`ergastolo?
«Sì, va reso effettivo l`articolo 27 della Costituzione secondo il quale lo Stato non può rinunciare a priori alla rieducazione e al recupero del condannato. Va eliminata la formula “fine pena mai” e sostituita con una pena massima di trent`anni».

E sull`azione disciplinare, altro argomento usato dal Pdl per “intimidire” la magistratura, cosa proponete?
«Epossibile ragionare per una soluzione in grado di portare l`esercizio dell`azione disciplinare in capo a un giudice terzo o comunque a una sezione distinta».

Come pensate di ridurre i tempi della giustizia in particolare nella sezione civile?
«Va completata su tutto il territorio nazionale l`informatizzazione del processo. Quindi, ci vuole il superamento della frammentazione dei riti: non è possibile costringere i cittadini a passare da un giudice del lavoro a uno civile, poi amministrativo, poi magari fallimentare. Ci vorrebbe una maggiore semplificazione e unitarietà dei riti».

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