Site icon archivio di politicamentecorretto.com

Mascherin: “Decreto del fare: agli avvocati deve essere mantenuto il potere di autentica in tutta la procedura di divisione a domanda congiunta delle parti dei beni in comunione. Occorre l’approvazione dei parametri forensi”

Il consigliere segretario del CNF Andrea Mascherin, a Roma con il consigliere Aldo Morlino, commenta lo stato dei lavori parlamentari sul decreto del fare, in corso di conversione al Senato

“Limitare il potere di autentica di firma degli avvocati al solo ricorso introduttivo, e non consentire le altre autenticazioni che fossero necessarie nel corso del procedimento di divisione di cui all’articolo 791 bis del codice di procedura civile, riduce fortemente l’effettività della delega a favore degli avvocati e quindi la sua portata liberalizzatrice”.
Il consigliere segretario Andrea Mascherin, a Roma con il consigliere Aldo Morlino in rappresentanza del CNF per seguire i lavori parlamentari sui decreti legge, in particolare sul decreto “del fare”, e verificare lo stato dei lavori ministeriali sul decreto Parametri, esprime preoccupazione per alcuni emendamenti, presentati da alcuni rappresentanti dei partiti di maggioranza (Pd, Pdl e Scelta civica), all’articolo 76, che nella versione approvata dalla Camera dei deputati estende anche agli avvocati, oltre che ai notai, la competenza a seguire l’ intero procedimento di divisione a domanda congiunta.

Domanda. Cosa prevedono questi emendamenti depositati in Senato?
Risposta. Gli emendamenti mirano a limitare il potere di autentica delle firme attribuito all’avvocato riducendolo alla sola sottoscrizione del ricorso congiunto e non anche ai successivi atti della procedura di divisione.

Domanda. Questa modifica, presentata come un semplice chiarimento formale, cosa comporta?
Risposta. La specificazione che si vorrebbe inserire con l’emendamento, impedisce agli avvocati di autenticare le sottoscrizioni apposte in calce ai verbali relativi alle operazioni di divisione successive al ricorso introduttivo. L’estromissione degli avvocati dalla procedura vanifica la portata liberalizzatrice e semplificatrice della norma. Per questo abbiamo inviato una nota esplicativa a tutti i senatori e a tutti gli onorevoli (allegata in calce a queste news) diretta a sensibilizzarli sul punto. La decretazione d’urgenza su materie tanto disomogenee, i tempi ristretti di conversione, non danno modo di valutare a fondo i riflessi negativi di alcune proposte di modifica.

Domanda. Ci sono invece emendamenti condivisibili?
Risposta. Sì. Vanno segnalati alcuni che vanno nella direzione indicata dal CNF, di equiparare per avvocati e magistrati il limite di età ai fini della nomina a giudici ausiliari.

Domanda. Ci sono altre novità in Parlamento?
Risposta. E’ notizia di queste ore che un gruppo di deputati è in procinto di depositare un progetto di legge, prima firmataria Laura Venittelli, avente ad oggetto la negoziazione assistita e la istituzione delle Camere arbitrali, che amplia il ruolo sussidiario dell’avvocato all’interno della giurisdizione e incrementa gli strumenti deflattivi del processo.

Domanda. Ci sono novità sul tema dei parametri?
Risposta. Il CNF ha inviato la proposta, pienamente condivisa da tutti gli Ordini e da tutte le Associazioni forensi, già il 24 maggio scorso e si è sempre reso disponibile, richiedendolo più volte, a un confronto tecnico con gli uffici ministeriali. Nessuna convocazione formale è finora giunta e, per quel che ci riguarda, l’incontro operativo con gli uffici non deve tardare oltre la prima settimana di agosto.

Il consigliere Aldo Morlino, coordinatore della commissione Parametri del CNF, ricorda gli aspetti salienti della proposta. “Da un punto di vista costituzionale, la proposta del CNF ripristina quella equità nei compensi dei legali che l’articolo 36 della Carta Costituzionale ritiene un diritto fondamentale per tutti i lavoratori.
Domanda. Quali sono le altre novità principali?
Risposta. Numerose ma in questa sede ne voglio sottolineare due: innanzitutto la proposta CNF, stabilendo le modalità della libera pattuizione del compenso, favorisce il pieno rispetto dei principi comunitari; in secondo luogo, essa svincola il compenso degli avvocati dalle singole attività processuali e lo calcola in relazione alle fasi processuali. Tale modalità, liberando la determinazione del compenso da criteri quantitativi, favorisce l’ accelerazione dei processi.
Il consigliere Morlino conferma la sua disponibilità, per conto del CNF ad una collaborazione operativa con gli uffici tecnici.

Leggi la nota inviata ai parlamentari Divisione a domanda congiunta

A cura dell’Ufficio Comunicazione e Media

Exit mobile version