Le elezioni del regime iraniano ed il suo nuovo presidente — 1

Il nuovo presidente iraniano dovra presentare il suo gabinetto sabato 3 agosto ,
vi mando un brief sul Rowhani ( nuovo presidente ) e la situazione dell'Iran e il ruolo del leader supremo Khamenei e si vede che con questa sistema non si cambia niente.
Mahmoud Hakamian
commissione esteri del consiglio nazionale della resistenza iraniana
3776850726
www.ncr-iran.org/it
Le elezioni del regime iraniano ed il suo nuovo presidente – 1
Le elezioni presidenziali del regime teocratico e la vittoria del mullah Rowhani sono importanti per diversi aspetti:
1.La vera natura di Rowhani
Rowhani è stato un funzionario del regime teocratico negli ultimi 34 anni, rientra totalmente nel quadro di questa dittatura religiosa ed è sotto il controllo del Leader Supremo. Un’occhiata al suo passato rivela senza alcun dubbio la sua vera natura politica. Sulle politiche di base del regime, cioè la repressione interna, il progetto per ottenere armi nucleari, l’interferenza nella regione …. fondamentalmente non è diverso dalle altre fazioni del regime. È stato segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale del regime per 16 anni ed il rappresentante di Khamenei all’interno di quest’organo negli ultimi otto anni e fino ad oggi.
Ciononostante, a dispetto del passato di Rowhani, immediatamente dopo che i risultati delle elezioni sono stati annunciati Maryam Rajavi, rivolgendosi al Gran Raduno degli Iraniani del 22 Giugno a Parigi, ha chiesto a Rowhani di “accettare le urgenti richieste del popolo iraniano”. Ha sottolineato: “Nulla cambierà fintantoché la libertà di espressione e i diritti umani saranno negati, fintantoché i prigionieri politici ed i partiti politici non saranno liberi, fintantoché la politica intransigente del regime in Siria ed Iraq rimarrà intatta e fintantoché il regime insisterà a voler ottenere armi nucleari. Noi diciamo, vada avanti, questa è la sua occasione. La realtà tuttavia, è che il Leader Supremo è ben consapevole che qualunque vero cambiamento in queste politiche porterebbe al rovesciamento di tutto il regime nel suo complesso.”
Le attuali cariche di Rowhani
·Rappresentante di Khamenei al Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale (dal 1989)
·Membro dell’Assemblea degli Esperti (dal 1998) e presidente della sua commissione politico-sociale
·Membro del Consiglio del Discernimento (dal 1991) e presidente della sua commissione politica-sicurezza-difesa
Le precedenti cariche di Rowhani
·Primo vice-Presidente, capo della Commissione Difesa e capo della Commissione per la Politica Estera del parlamento del regime
·Segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale e Consigliere del Presidente per la Sicurezza Nazionale per 13 anni
·Membro del Consiglio Supremo per la Difesa (1982-1988) ed Assistente del Vice-Comandante del Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate (1988-1989)
·Capo del Comitato Esecutivo del Consiglio Superiore di Supporto Bellico e capodel quartier generale centrale della Base di Khatam
2.Potere ed autorità del Presidente
Se anche Rowhani fosse un riformista, cosa che non è, dovremmo vedere qual’èl’ampiezza dei suoi poteri e della sua autorità all’interno del sistema.
·Nell’ambito del regime teocratico, tutti i poteri risiedono nella figura del Leader Supremo ed il Presidente è semplicemente un funzionario esecutivo. Secondo l’Articolo 110 della Costituzione i capi di tutti e tre i rami, esecutivo, legislativo e giudiziario, sono sotto la supervisione del Leader Supremo. Il capo del ramo giudiziario viene da lui nominato ed il Presidente viene da lui approvato. I comandanti dell’IRGC, delle forze armate (esercito, aeronautica, marina), i cinque comandanti dell’IRGC ed il capo dell’enorme sistema radio-televisivo di stato sono tutti nominati dal Leader Supremo. Le funzioni degli organi di politica estera e sicurezza sono sotto la sua diretta supervisione.
·I candidati di tutti gli organi apparentemente eletti, come il presidente, i rappresentanti del parlamento, i rappresentanti dell’Assemblea degli Esperti e persino i rappresentanti dei consigli comunali, devono passare dal filtro del Consiglio dei Guardiani, i cui membri vengono selezionati dal Leader Supremo. I candidati vengono approvati solo se la loro fede, in pensiero e azione, nel Leader Supremo viene provata al di là di ogni dubbio dal Consiglio dei Guardiani. Oltre alla giurisdizione ufficiale, anche molti altri affari ricadono sotto il il dominio diretto del Leader Supremo. Per esempio il progetto atomico negli ultimi 16 anni non è mai stato legato al Presidente, ma è sotto la diretta supervisione del Leader Supremo sul piano dei negoziati.
·In poche parole, il Leader Supremo è un sovrano assoluto la cui autorità sorpassa quella dello Scià ed è specificato nella Costituzione che il Presidente ha semplicemente un ruolo esecutivo con una giurisdizione molto più limitata di quella del primo ministro ai tempi dello Scià.
3.Il Presidente preferito da Khamenei
·A parte la vera natura di Rowhani e l’autorità limitata del presidente, Khamenei cercava un presidente che fosse il più coerente con le sue politiche e completamente obbediente. Perciò Rowhani non era il miglior candidato per Khamenei secondo l’avviso del Leader Supremo. Preferiva un candidato più vicino a lui come Jalili o Qalibaf per quella carica e ha fatto molti tentativi a questo riguardo. Il problema di Khamenei con uno come Rowhani non sta nel fatto che adotti politiche differenti, quanto nella preoccupazione di un governo bipolare e di uno scisma ai vertici, cosa che indebolirebbe il governo e creerebbe spazio per una protesta popolare.
·È stato con questa mentalità che Khamenei ha estromesso il canditato presidenziale Rafsanjani, un pilastro del regime che aveva fatto di tutto per insediarlo come Leader Supremo. Nonostante ciò, a causa della crescente crisi all’interno del regime, Khamenei non è riuscito ad imporre la sua volontà e per questo ha accusato un duro colpo all’equilibrio interno del regime.
4.Perché Khamenei non è riuscito ad imporre il suo candidato preferito
Due elementi fondamentali hanno impedito a Khamenei di concludere l’importante operazione che aveva iniziato eliminando Rafsanjani:
·Primo elemento: nonostante l’eliminazione di Rafsanjani, l’aumento delle differenze all’interno della fazione di Khamenei non hanno consentito a questa fazione di presentare un singolo candidato e, praticamente, è apparsa sulla scena elettorale con quattro candidati. Ciò vuol dire che c’è troppa discordia all’interno del regime.
·Secondo elemento: più di qualunque altra cosa, Khamenei è preoccupato per il verificarsi di una protesta popolare come quella del 2009 con la differenza che se esplodesse oggi una protesta popolare, sarebbe molto più difficile domarla come quella del 2009. Perciò Khamenei non ha avuto la libertà di mettere in atto delle frodi in favore di un candidato rispetto ad un altro. Sebbene tecnicamente Khamenei avrebbe potuto fare imbrogli in favore di un candidato e a danno di un altro per portare le elezioni al secondo turno, con la speranza di un cambiamento negli equilibri a suo favore,ha avuto più timore di allungare le elezioni fino ad un secondo turno ed innescare una rivolta. Perciò hamesso fine al tutto al primo turno.
5.L’entità della partecipazione alle elezioni
Per proteggere gli interessi del sistema nel suo complesso, Khamenei è solito ricorrere ad ogni sorta di imbroglio per aumentare la percentuale di votanti e partecipanti alle elezioni. Questa frode normalmente è condivisa da tutte le fazioni del regime. Il regime ha utilizzato vari schemi per rappresentare un’alta percentuale di affluenza dei votanti, come:
·Diminuire il numero dei votanti ammessi di almeno cinque milioni
·Usare i certificati di nascita di persone decedute a milioni, durante le elezioni
·Portare urne già piene ai seggi elettorali
·E, più importante, moltiplicare il numero dei voti nelle cosiddette “stanze di accumulo dei voti
6.Chi è che decide la politica riguardo alle quattro questioni della repressione, esportazione del terrorismo, progetto atomico e relazioni con l’Occidente e gli U.S.A.?
Il punto davvero evidente nella struttura del regime iraniano è che le politica per la sicurezza nazionalee la politica estera sono completamente controllate da Khamenei, che il Presidente attua solo le sue decisioni e non ha alcuna influenza su queste questioni.
·Repressione interna: la politiche sulla repressione e sui relativi organi, come l’IRGC, le Forze di Sicurezza dello Stato (FSS), il Ministero dell’Intelligence (MOIS) e del ramo Giudiziario sono tutte direttamente controllate da Khamenei stesso.
·Progetto atomico: questo progetto è nelle mani di Khamenei dalla A alla Z. Né Ahmadinejad, né Khatami hanno avuto alcun ruolo in esso. A volte Khamenei agisce come se la decisione venisse presa dal presidente per fuorviare le sue controparti o creare un illusione. Il 4 Luglio 2013, nella sua conferenza stampa Ahmadinejad ha affermato: “Io non entro nelle discussioni del progetto atomico, su come potrebbe essere risolto e le opportunità che abbiamo o non abbiamo avuto. È già da qualche tempo che non sono coinvolto in questa questione.”
·Esportazione del terrorismo:la decisione di interferire negli affari regionali ed in Siria è ufficialmente di competenza del Leader Supremo ed è completamente in mano all’IRGC e alla Forza Quds, i quali sono connessi direttamente a Khamenei. Il Presidente del regime non ha nulla a che vedere con questo.
·Relazioni con gli U.S.A.: di nuovo, il Presidente e gli altri organismi non hanno nulla a che fare con questo e la questione dipende totalmente dalla politica del Leader Supremo.
7.La politica delle varie fazioni riguardo alle quattro questioni della repressione, l’esportazione del terrorismo, il programma atomico e le relazioni con l’Occidente e gli U.S.A.
Le diverse fazioni all’interno del sistema hanno una visione comune sulle politiche fondamentali come la repressione, l’esportazione del terrorismo, il programma atomico e le relazioni con l’Occidente e gli Stati Uniti. Le dichiarazioni di Rowhani qui di seguito, abituali, non eccezionali, parlano da sé:
·Repressione: il 14 Luglio 1999, nel pieno delle proteste del 1999, Rowhani disse che insultare Khamenei è “insultare l’Iran, l’Islam, i musulmani, la Costituzione e coloro che credono nell’Iran come madrepatria dell’Islam. Questi dimostranti sono troppo miserabili per essere chiamati rivoluzionari…. ieri, al tramonto, è stato emesso un ordineperentorio di reprimere duramente qualunque movimento di questi elementi.”
·Siria: il 17 Giugno 2013, proprio due giorni dopo le elezioni, in una conferenza stampa ha detto che il governo di Assad rappresenta i siriani.
·Programma atomico: Rowhani ha detto chiaramente di aver ingannato l’Occidenteper avviare il programma atomico e che i progressi maggiori nel programma sono avvenuti quando lui era il negoziatore del regime per il nucleare.
8. Risultati delle elezioni
A.La speranza che il nuovo presidente cambi le politiche fondamentali del regime è completamente assurda perché:
·Prima di tutto, non desidera farlo! Ma se anche lo volesse, ci sarabbe solo un modo per farlo ed è quello di limitare l’autorità del Leader Supremo e cambiare l’attuale ciclo del potere.
·Per intraprendere ciò, il Presidente dovrebbe essere così potente da riuscire ad alterare la struttura del regime scavalcando la Costituzione, perché la Costituzione non conferisce al Presidente una tale autorità.
·Tuttavia, la riduzione dell’autorità del Leader Supremo porterebbe velocemente al crollo dell’intero regime del Velayat-e faqih, compreso il suo presidente.
B.Ciononostante, questa elezione ha estremamente indebolito il regime e Khamenei. Sebbene Khamenei abbia evitato un’altra protesta con la scusa delle elezioni, vedrà arrivare una crisi molto più grave nel prossimo futuro.
Anche se il nuovo presidente è completamente inserito nel quadro del Velayat-e faqih, non essendo il candidato favorito di Khamenei, cambierà la polarità all’interno del regime e gli equilibri di potere degli ultimi anni. Intensificherà la lotta di potere all’interno del regime e aprirà la via alla protesta popolare e al rovesciamento del regime stesso.

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