Il 10 Giugno 1940 all’epoca del Regno d’Italia!!!

Quella remota data modifico’ il destino dell’Italia e del Popolo Italiano. I politici italiani, declassarono il passato, dimenticando la storia del Paese organizzato come Nazione. Questa generazione valuti ogni cosa, prima di proiettarsi nel futuro. Se non si conoscono l’esperianze ereditate nel tempo, non si potra’ ottenere un radioso futuro.
L’Italia d’allora con la monarchia istituzionale ed un Parlamento, vi regnarono Re Vittorio Emanuele II, fondatore del Regno d’Italia, Re Umberto I precocemente assassinato da un anarchico, Re Vittorio Emanuele III, re soldato e vincitore nella I Guerra Mondiale, successivamente Imperatore ed abdico’ nel 1946 e parti’ in esilio per l’Egitto, Re Umberto II, che nonostante i molti dubbi relativo l’esito sfavorevole del referendum istituzionale, dignitosamente parti’ in esilio per il Portagallo. I quattro regnanti, tutti membri di Casa Savoia.
Detto cio’ non si puo’ negare che Re Vittorio Emanuele III, nel 1918, dopo avere vinto la I Guerra Mondiale, negli anni dal 1919 al 1922 fu un periodo politico delicatissimo ed i governi si avvicendarono e caddero a breve distanza di tempo uno dietro l’altro. All’epoca una politica poco efficiente e negativa in quanto i partiti che si coalizzarono per formare nuovi governi non garantirono la stabilita’, indebolendone la democrazia e si creo’ piu’ spazio ai movimenti anarchici che scorazzarono mettendo a rischio la stabilita’ politica a danno della societa’ civile.
Il Re Capo dello Stato, nel 1922, colse consapevolmente l’opportunita’ per affidare l’incarico a formare il nuovo governo a Benito Mussolini, allora capo di un movimento nazionale, intenzionato a riprestinare l’ordine in Italia. Dal 1922 al 1925,tale governo agi’ secondo le regole del Parlamento Italiano.
L’attentato a Giacomo Matteotti, nel 1924, causo’ la morte a tale deputato socialista e senza tanti scrupoli, i rappresentanti del gruppo socialista, Deputati al Parlamento, indicarono come mandante Benito Mussolini, allora Capo del Governo, non ancora regime fascista. Mussolini con il suo discorso del 3 gennaio 1925, respinse tutte le accuse e soffoco’ le provocazioni e possibili violenze dichiarandosi consapevolmente estraneo a tale crimine. Mussolini non ebbe alcuna difficolta’ nell’assunmersi, ogni responsabilita alla tragedia accaduta alla famiglia Giacomo Matteotti.
A quel punto i deputati del Partito Popolare di Don Sturzo ed i socialisti disertarono definitivamente dal Parlamento, e parteciparono alla secessione dell’Aventino”, con l’intenzione di paralizzare ogni azione politica, quindi tale avventata manifesta protesta creo’ il presupposto del partito fascista al potere che governo’, anche se disertarono da Monticitorio. Fu da quel momento, che il Partito Nazionale Fascista, ebbe piu’ forza.
Da quella situazione anomale subita dalla politica, si consolido’ il potere del fascismo. Anche se L’Italia con l’economia prevalentemente agricola ed il settore industriale non sufficientemente sviluppato il governo d’allora adotto’ una buona politica interna e nulla da invidiare con le Nazioni piu’ forti e ricche: Francia, Regno Unito, Stati Uniti d’America e Germania. Ed e’ innegabile che tale politica interna, targata e voluta dal Capo del Fascismo a favore del popolo italiano con l’Italia consapevolmente povera di materie prime. Ma dovette sacrificarsi inventando l’autarchia, una modalita’ emergenziale, per gli effetti subiti delle sanzioni, dichiarate dalla Societa’ delle Nazioni’, al Regno d’Italia, nel 1936 che conquisto’ l’Impero, in Africa Orientale.
Gli italiani d’allora, furono piu’ disciplinati e nelle famiglie anche in condizioni non floride si rassegnarono e mantennero coportamenti digntosi, All’epoca del 1922 non vi erano sufficienti case ed abitazioni per le fascie della societa’ piu’ deboli ed il regime attivo’ cantieri per costruire migliaia e migliaia di case popolari. In Sicilia imperverso’ un periodo critico, dovuto alla mafia, ma tale governo fu inflessibile e l’arroganza ed angherie nell’arco di poco tempo, scomparvero i malavitosi dalla circolazione. Quindi, in Sicilia si riprestino’ la legalita’, la tranquillita’ a beneficio della societa’ civile, e tutto rientro’ nella normalita’
Le citta’ ed i piccoli centri urbani e rurali piu’ importanti e meglio organizzate furono senza dubbio molto piu’ curati e puliti, il governo di quell’epca, pianifico’ la costruzione di migliaia e migliaia di edifici scolastici in tutto il territorio nazionale. Certamente vi era un tenore molto piu’ basso, comunque l’Italia con meno debito. Pubblico. Ci furono le bonifiche in piu’ Regioni d’Italia e fondarono molte citta’. Anche i treni erano certamente meno veloci, ma rispettavano gli orari con margini di qualche decina di minuti in ritardo.
Non credo sia necessario che elencare tutte le cose che furono realizzate nell’arco di un ventennio. Forse ci sono ancora italiani che possono testimoniare che la crisi economica del 1929 subita dall’Italia, emerge una considerazione di provenienza americana, che nello stesso periodo piu’, ricchi ed evoluti nel settore finanziario, si meravigliarono del governo fascista che seppe superare con rapidita’ tale crisi del 1929.
La Nazione nostra, che entro’ in Guerra alla data del 10 giugno 1940, all’epoca povera, ma integra, moralmente a posto, non vi erano corrotti e corruttori, non vi erano scandali eclatanti, le forze dell’ordine compirono il loro dovere, non vi erano ladri ed irresponsabili. Ovviamente, la nazione non era al 100% democratica, ma e’ altrettanto vero che furono ottimi dirigenti e funzionari in tutti campi e nella politica, dell’unico partito nazionale. E senza alcun dubbio contrastati dagli attivisti socialisti e comunisti che agirono nella clandestinita’.
I dissidenti o coloro considerati meno pericolosi e non allineati alla politica fascista, non furono condannati a marcire nelle galere come accadde nelle nazioni governate dai comunisti, ma isolati al confino e trattati con dignita’ e condizionati ad essere osservati dalla polizia in abiti borghesi.
All’epoca del Regno d’Italia e con un governo nazionale, fortemente sostenuto dal partito fascista, che non trascuro’ ne l’Italia e neppure il Popolo Italiano, con la tempra e volonta’ di conquistatori, soprattutto in Africa per avere posseduto le Colonie: l’Eritrea e la Somalia. La Libia considerata la III sponda, poi la Conquista dell’Impero dell’Abissinia, ora Etiopia, che nonostante a 73 anni dall’inizio della II Guerra Mondiale, le popolazioni e le autorita’ locali di quelle terre d’Africa, accoglierebbero l’Italia a mani aperte per la collaborazione amministrativa se si agevolassero i loro sviluppi economici ed utili scambi commerciali.
L’Italia prima del 10 giugno 1940 non era mutilita, come appare dalla cartina geopolitica in quest’epoca satorica, perche’ possedette i territori italiani, annessi al Regno d’Italia nel 1918, ora perduti a causa degli effetti del II conflitto mondiale: una sostanziale parte territoriale della Regione Venezia Giulia, l’Istria, Fiume, Zara e la Costa Dalmata, del Protettorato d’Albania e le Isole dell’Egeo. Anche su questo panorama di cio’ che si possedeva, nutro molti dubbi se veramente e’ stata l’Italia ad entrare in Guerra o fu un diabolico inganno che i “poteri forti” convinsero il Regno d’Italia ed il Governo di Mussolini ad entrare in Guerra a fianco della Germania? Credere o non credere e’ un vero rebus che nessuno risolvera’.
A prescindere ed al di la del regime fascista o dalle ideologie politiche, non si puo’ negare che il Regno d’Italia era libero ed indipendente ed un debito pubblico contenibile, che non preoccupava lo Stato e nemmeno gli italiani. Soprattutto c’era piu’ ordine, disciplina, senso dello Stato ed orgoglio Nazionale. Le persone credibili a cui affidare determinate responsabilita’ alle autorita’ locali e nazionali, dove vi era la sovranita’ monetaria e territoriale, le persone disponibili a sacrificarsi per migliorare la Nazione nostra. A quell’epoca gli italiani furono poveri, ma vi era la speranza di un radioso futuro.
Ora, dovremmo riflettere con serenita’ e sottoporci ad un‘esame a cio’ che si fa di positivo per l’Italia, Patria nostra ed in primis un giudizio di noi stessi: Siamo stati tutti onesti? Altrimenti non ci dovrebbero essere gli evasori fiscali. Sono state virtuose le persone attive, effienti ed operative nell’interesse dell’Italia?Perche’ la maggioranza degli Italiani e le autorita’nell’ambito della Repubblica Italiana hanno speso di piu’ delle loro possibilita’?
Le Confederazioni Sindacali, che promossero scioperi e proteste, hanno veramente difeso gli interessi di tutti gli operai italiani? Perche’ le strutture governative non hanno curato con attenzione il territorio nazionale con le politiche di bonifiche e prevenzione a tutela dei cittadini nelle prossimita’ di grandi centri industriali? Perche’ i governi che si avvicendarono dal 1948 al 1980 investirono notevoli risorse per lo sviluppo industriale e poco sostegno alle universita’ed a ricercatori, all’innovazioni e lo smantellamento di molte attivita’ prevalentemente agricole?
Perche’ i governi italiani non introdussero politiche per reincentivare i centri rurali in Italia? Perche’ tali governi non introdussero norme e leggi per una politica di determinati piani industriali e maggiore supporto alle strutture per la valorizzazione del Turismo e restauri ai Beni Culturali? Perche’ non e’ stato controllato meglio il flusso immigratorio legale ed insufficientemente quello clandestino? Perche’ le persone immigrate per vario titolo, che dalle loro localita’ di provenienza, decisero di approdare sulle coste italiane e gli Enti locali insufficentemente organizzati e predisposti con opportuni piani d’accoglienza se mirate a lungo termine, affinche’ potessero vivere dignitosamente? E perche’ i governi italiani, non pretesero e non insistettero per ottenere piu’ aiuti e risorse speciali dall’Unione Europea a favore degli immigrati che soggiornano o residenti permanenti in Italia nella condizione ancora da disperati?
Perche’ i governi italiani non difesero con opportuni decreti leggi protettive per arginare la quantita’ di merci importate in Italia? Perche’ i governi italiani, non hanno ancora riformato la Giustizia con strutture piu’ organizzate, moderne e nuove norme per abbreviare l’iter giudiziario con sentenze definitive? Perche’ lo Stato non si decida a ristrutturare la mastodontica macchina burocratica, per la riduzione dei costi di gestione che rallenterebbero i tempi per il rilascio di autorizzazioni a coloro richiedenti, per l’avvio di nuove attivita’ imprenditoriali?
Perche’ le Banche Italiane che ottennero miliardi di euro a prestiti agevolati dalla Banca Centrale Europea pensarono eslusivamente ad investire su Titoli di Stato, congelandone il flusso regolare creditizio alle aziende ed imprese? Perche’ lo Stato non accelero i pagamenti nei confronti dei suoi fornitori relative ad aziende private? Si percepisce che lo Stato trova difficolta’ ad abolire l’IMU per la prima casa? Ed evitare l’aumento dell’ IVA? Anzi e’ meglio che il gpverno decida a ridurla di 2 punti, perche’addizionare piu’ tasse equivale a meno commercio, meno produzione, meno lavoro e sale inevitabilmente la disoccupazione. Ed e’ in questa fase piu’ acuta che senza ordini o commesse alle aziende, lo Stato come supporto dovrebbe detassare gli imprenditori. Lo smentellamento forzato e quotidiano di strutture industriali, provocherebbe meno lavoro, poca produzione e consumi, che ne delimita la circolazione del denaro nel mercato interno ed estero.
Quindi, meno entrate per lo Stato e c’e’ da credere, che da questo punto inizierebbe il periodo negativo irreversibile e inerosabilmente colpirebbe gravemente l’economia della nazione. Ora con il governo della politica di larghe intese, un’alleanza emersa per affrontare l’emergenza, vi e’ la percezione dalle novita’ di quest’ultimi giorni, emergono i primi segnali e provvedimenti a suon di decreti un tentativo come fare ripartire l’economia italiana. Ma per la crescita ed allontanarci dalla recessione saranno necessari altri decreti e provvedimenti e molte risorse da investire nel settore dell’Industria, del Commercio dell’Artigianato, del Turismo e dei Beni Culturali. Ma per consolidare tutta la forza lavoro e produttiva, l’Italia deve o dovra’ battere il pugno sul tavolo dei negoziati, perche’ possa riesaminare tutti i trattati e vincoli che la legano con l’UE, se cio’ non sara’ possible, questo governo e non il prossimo di turno, dovra’ assolutamente svincolarsi dall’Europa e riappropriarsi della sovranita’ nazionale e monetaria.
Boston, 17 giugno 2013
On. Michele Frattallone Presidente del Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo, Inc.

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