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DI BENESSERE NON SI MUORE

Alle porte dell’estate, restano aperte ancora numerose posizioni correlate agli impegni di questo Esecutivo che, per la verità, pochi credevano che potesse nascere. Monti era un “tecnico”, ma Letta non lo è. Eppure ci sembra che parecchi punti del suo programma rispecchiano quelli di un Governo d’indubbia emergenza. Ma se la linea ha da essere innovatrice manca, a nostro avviso, un concreto “allineamento” politico. Il PdL ha dei problemi interni non di poco conto ed il PD soffre di una crisi d’identità al vertice del Partito. L’attuale patto, pur potendo contare su una fiducia parlamentare abbastanza consistente, potrebbe presentare, in tempi brevi, problemi di “sopravvivenza” proprio sul fronte dell’emergenza. Per ora, si è concluso poco; ma si è proposto molto. Resta che le principali “riforme” sono sempre tutte nell’attesa del loro varo. Gli aspetti non sono solo sociali, ma anche politici. Le promesse operative, pur se validamente articolate, non bastano più. Con i programmi, anche in buona fede, non si modifica assolutamente la realtà italiana. Ci sono possibili alternative? In verità, e lo scriviamo subito, non ce ne sono. Ma è anche vero che non è possibile attendere tempi migliori che, probabilmente, non verranno. Se l’inflazione è stata frenata e i bilanci dello Stato sono meno preoccupanti, lo dobbiamo, soprattutto, ad una politica economica che ci ha portato a rinunciare con la preoccupazione di non poterci permettere tempi meno grami. In economia, però, non si possono fare delle previsioni su dei parametri tanto instabili ed indipendenti da fattori interni. Una soluzione si deve trovare; magari stabilendo dei percorsi di favore per le questioni più urgenti che, per il passato, non sono state affrontate pur potendolo fare. A conti fatti, anche questo Esecutivo dovrà fare i conti con un Potere Legislativo messo sotto pressione da cambiamenti già considerati, da molti, inaccettabili. Quindi, se le cose dovessero andare male nell’area governativa, all’opposizione l’aria non sarebbe migliore. Anche perché, guarda caso, non esiste un’”opposizione” come, di norma, s’intende. Il M5S non ho mescolate le carte in tavola ed il suo “rinnovamento” è stato solo una folata di vento che non ha smosso nessuno più di tanto. Le attuali alleanze, nate per salvare il Paese, non sono supportate da posizioni univoche, o in ogni caso, integralmente condivisibili. Mancando un’omogeneità d’intervento, ogni innovazione potrebbe chiedere ripensamenti insostenibili. Chiaro è che nei prossimi mesi il Governo dovrà fare una verifica politica al suo interno dalla quale possa evidenziarsi il futuro della XVII Legislatura. Al punto in cui siamo, non riteniamo che sia solo una sensazione isolata. La stretta economica ci ha fatto capire che l’economia di un Paese ha radici internazionali solo in parte. Mentre scriviamo, la recessione si è fatta meno analizzabile. Di fatto, ci sono già problemi nati dopo la nascita del Governo. Di un fatto siamo certi: di benessere non si muore. Da noi succede il contrario perché quel poco che avevamo non esiste, in sostanza, più.

Giorgio Brignola

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