Lord Jim e la politica

L’Istat certifica che un pensionato su otto vive con meno di 500 euro al mese e, ancora, che ogni giorno si perdono 614 posti di lavoro. Gino strada, in tv, ci informa che sono ormai 15 milioni gli italiani che si rivolgono a Emergency perché non possono permettersi cure mediche, neanche calmierate dai ticket.
Intanto la politica continua a fare il suo giro, senza nessuna certezza a due giorni dalla’inizio del voto per il Presidente della Repubblica e con il partitto del continuo no e di rottura, il Movimento 5 Stelle, che propone la Gabanelli per quel ruolo, invita il Pd a votarla per iniziare un possibile dialogo e da un foglio da leggere alla sua senatrice Giovanna Mangili che vuole dimettersi ma, evidentemente, non lo sa fare senza appunti.
L’aula ha rifiutato quelle dimissioni e Maurizio Gasparri si è detto inquieto perché “Il Senato è un luogo di libertà in cui ognuno può esprimersi e assistere a scene di questo tipo è davvero preoccupante”.
Il capogruppo grillino Vito Crimi ha parlato di “crudeltà” ed intanto di vera politica operativa, che liberi milioni di italiani dal giogo della indigenza, non vi è alcuna traccia.
L'esortazione lanciata dal presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, durante la celebrazione di una messa nello stabilimento di Fincantieri di Sestri Ponente a Genova, che ha parlato della situazione economica e occupazionale del Paese, è stata per un sollecito risveglio di tutte “le persone che hanno responsabilità a tutti i livelli, politico, amministrativo, imprenditoriale, aziendale”, che “devono fare sempre di più la propria parte, e in modo sempre più urgente”, rinunciando agli “interessi particolari che, in politica e in economia, a volte sono solamente di comodo”.
Come ha scritto Tommaso Segre, i conti pubblici non sono ancora sotto controllo, nonostante i proclami trionfanti e la perdita continua di competitività delle imprese con l’eccessivo peso di fisco e burocrazia richiederebbero una serie di energiche misure, che invece non vengono.
Al momento è sconfortante assistere al silenzio su questi temi, che, piuttosto, sono oggetto di rivendicazioni di segno opposto da parte delle frange populiste e più illiberali: si pensi, ad esempio, alle lamentele sui tagli, quando invece, anche nel 2012, la spesa pubblica è aumentata rispetto all’anno prima.
In questo senso, l’exploit del Movimento 5 Stelle ha peggiorato le prospettive: dietro ad una facciata di trasparenza, di nuovismo e di polemica contro la casta politica, vi sono istanze dirigiste e spesso finanziariamente insostenibili (come l’abbassamento dell’età pensionabile), sintomo di una radicata mentalità statalista. Lo stesso tormentone sulla diminuzione del numero e delle indennità dei parlamentari, presentato come la principale iniziativa contro gli sprechi, rappresenta quasi una non-questione, essendo una misura praticamente irrilevante dal punto di vista economico.
Nel frattempo, le famiglie intaccano i risparmi e riducono i consumi, le imprese, i loro dipendenti e i lavoratori autonomi devono fare i conti con una pressione fiscale unica al mondo (il Total Tax Rate italiano sfiora il 70 %), numerose e crescenti complicazioni burocratiche e una regolamentazione che si rileva soffocante e dannosa.
I problemi all’ordine del giorno per gli imprenditori sono però lontani anni luce dalle priorità fissate dai leader politici: l’intervento pubblico, il sostegno tramite sussidi a pioggia, l’investimento in settori “strategici”, sollecitato dal gruppo di interesse di turno.
Nel libro di Joseph Conrad, “Lord Jim”, il protagonista salva la città dalla spaventosa crudeltà del “generale” e quando il vecchio capo vuole arrendersi, per convincerlo a resistere, gli promette che, se una sola persona verrà uccisa, risponderà con la propria vita.
Marchiatosi dell’onta di aver abbandonato con il resto dell’equipaggio il “Patna”, una nave carica di ignari pellegrini musulmani, al suo destino temendo che affondasse da un momento all’altro, Jim, ragazzotto onesto e romantico, pagherà con la vergogna il fatto e si riscatterà, nella sua vita successiva.
Ma di Lord Jim, fra i politici nostrani, non se ne vedono neanche all’orizzonte.

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