ASPETTANDO UN VIRTUALE GOVERNISSIMO…

Il Presidente del Consiglio dei ministri dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile. Mantiene l’unità di indirizzo politico ed amministrativo, promovendo e coordinando l'attività dei ministri.[ art. Cost. 95 ]

Adesso qualcuno mi chiedera’ “che cia ‘zzecca” l’ articolo 95, ossia le funzioni del Consiglio dei Ministri ? Tutto e niente ! Tutto se un governo ha la maggioranza assoluta nei due rami del Parlamento, e quindi puo’ responsabilmente dirigere politica generale e amministrazione pubblica tramite i ministeri. Niente se si opta per una coalizione dei due primi partiti. Un virtuale governissimo a due e’ impossibile perche’ rispeccherebbe due realta’ politiche contrapposte. (per non dire controverse) Compromesso significa scendere a patti e non un accordo basato sui ricatti, come oggi spesso viene interpretato dai nuovi legislatori. Il “fantomatico” governo di larghe intese e’ gia’ partito da un ricatto del PDL sul Quirinale:” 0 un moderato oppure si va al voto”, poi rifrasato in:” Uno non avverso al centro destra”. Resta poi il fatto che nel programma elettorale del centro destra ( PDL + Lega + partitini vari) era incluso il premierato forte e la creazione di una Megaregione al Nord, ambedue linee politiche gia’ bocciate da un referendum confermativo del 2006. Tutti sappiamo che per cambiare la seconda parte della Costituzione occorre che il disegno legge abbia due letture e votazioni in Camera e Senato e un governo di larghe intese e’ solo transitorio, non avra’ il tempo materiale per portarle in porto. Per la creazione poi di una Megaregione o la fusione di sole due regioni, l’ iter parlamentare e’ talmente lungo che non basta una legislatura, altrimenti l’ avrebbero gia’ creata nei decenni passati. Un intesa ci dovra’ essere, ma solo sulla ripresa economica e sociale , e lo “voglia “ il “Signore” una modifica della legge elettorale. Anche se io resto dell’ opinione che fasterebbero meglio ad abolire sia il porcellum che il mattarellum e’ andare a votare a giugno con vecchio sistema elettorale, per una nuova assemblea costituente.

Carlo Zaga

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