Un insegnante intelligente che ringrazio

di Francesco S. Amoroso

Voglio iniziare questo articolo con un ricordo personale che ha poi segnato positivamente il mio percorso di studi.
Nel 1980 avevo, alle scuole medie una insegnante di lettere che aveva l’abitudine di farci imparare poesie a memoria:”Il sabato del villaggio”,”La pioggia nel pineto”,”La spigolatrice di Sapri”,”L’infinito” tanto per citarne alcune.
Ancora adesso, a 43 anni, le ricordo tutte e con questo articolo vorrei ringraziarla.
Questo metodo didattico oggi è stato messo in soffitta, bollato come nozionismo.
Attualmente invece, grazie a uno studio di alcuni psicologi americani, questo sistema è stato riabilitato ed anzi è considerato il migliore per apprendere.
Io, per imparare le poesie, non solo le ripetevo ma le scrivevo anche. Il prendere appunti a mano, infatti, aiuta a ricordare di più; questo perché il collegamento tra l’attività motoria dello scrivere ed il cervello costituisce un contributo agevolatore all’apprendimento.
Imparare a memoria aiuta a sviluppare le capacità cerebrali così come il prendere appunti,anche questo un metodo adatto a far ricordare le nozioni studiate.
Memorizzare poesie,sembra strano,è utile anche oggi nell’era delle nuove tecnologie. Attualmente si assiste a una povertà di apprendimento dovuta al difetto degli strumenti capaci di organizzarlo.
Tornare all’apprendimento sistematico è una via per recuperarli.
Provateci e vedrete che funziona. Non è mai troppo tardi!

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