A Bologna Alma Mater e Unindustria danno vita ad una esperienza unica di collaborazione nel panorama nazionale, la Cinti commenta

La vice responsabile dell' Italia Dei Diritti per la Scuola e l' Istruzione: “Si tratta di approfondire un costruttivo spazio di espressione, una piattaforma sperimentale a tutto campo attraverso cui studiare e fattivamente realizzare la convergenza positiva, ma soprattutto concreta ed efficace, tra le energie ed i talenti maturati nell' ambito dell' istruzione accademica – spesso decontestualizzata rispetto alle esigenze vere del mondo lavorativo in continua evoluzione – e l' impresa, con le sue specifiche modalità di funzionamento e competenze richieste”

Bologna, 18 marzo 2013 – L' obiettivo è quello di unire le forze per dar vita a start up d' eccellenza ed innovative che valorizzino i giovani talenti provenienti dal mondo universitario e li predispongano ad intraprendere un cammino fruttuoso in ambito imprenditoriale. A tal proposito, dunque, nasce ALMA CUBE Srl, il contesto nel quale Università ed Unindustria collaboreranno attraverso una società di capitale utile a favorire e ad accelerare percorsi di realizzazione di progetti aziendali nati a livello universitario, con la condivisione del rischio di impresa mediante compartecipazione nella compagine societaria della start up. In seguito allo scioglimento del Consorzio di imprese Alma Cube, infatti, l' ateneo bolognese e Unindustria hanno costruito una società partecipata al 50%, grazie alla quale l'Università conferisce il marchio insieme al cosìddetto “Know how”, mentre Unindustria offrirà i servizi di accompagnamento al mercato e risorse sia economiche che umane per le diverse attività. Nello specifico, inoltre, ogni anno Alma Cube si prefigge lo scopo di istituire spin off basati su brevetti potenzialmente proiettati alla crescita e al successo di mercato, con il coinvolgimento diretto di uno studente o di un neolaureato presso l' Alma mater. Ci si guarderà anche attorno per individuare altre imprese interessate ad essere inserite all' interno della compagine delle nuove imprese e attirare investimenti privati. Infine, al termine del primo anno si valuterà una eventuale apertura multicampus su altri territori ed anche uno sviluppo a carattere internazionale.
Luana Cinti, esponente dell' Italia Dei Diritti e vice responsabile per la Scuola e l' Istruzione dichiara in merito: ” Un progetto certamente rilevante e innovativo, tanto nell' organizzazione che nelle importanti finalità che si prefigge. Mai come in questo momento si ha bisogno di una base nuova di partenza che metta d'accordo e realizzi progressivamente un progetto condiviso e ad ampio raggio tra Università e mondo imprenditoriale. Si tratta di approfondire un costruttivo spazio di espressione, una piattaforma sperimentale a tutto campo attraverso cui studiare e fattivamente realizzare la convergenza positiva, ma soprattutto concreta ed efficace, tra le energie ed i talenti maturati nell' ambito dell' istruzione accademica – spesso decontestualizzata rispetto alle esigenze vere del mondo lavorativo in continua evoluzione – e l' impresa, con le sue specifiche modalità di funzionamento e competenze richieste. L'Università di Bologna mette pertanto a disposizione dell' imprenditoria la propria esperienza, e questa se ne serve costruttivamente offrendo a sua volta quanto necessario in termini di risorse materiali ed umane, perchè la comparteciazione (anche in termini di rischi) generi maggiori opportunità per i giovani, trattandosi di un programma che imposta il lavoro di collaborazione su iniziative precise, funzionali allo sviluppo di brevetti e idee progettuali nate in ambito universitario. Il coinvolgimento degli studenti, pertanto, viene volutamente messo al centro dell' operazione, così come il loro impegno e motivazione, con la prospettiva di metterli alla prova sul campo, appositamente predisposto per la realizzazione di attività con alta probalità di successo sul mercato. Non meno significativo, infine, l' obiettivo di testare il progetto entro un certo arco di tempo, per poi ampliare il raggio d' azione ad altre realtà aziendali disposte a mettersi in gioco e condividere quanto sino ad allora maturato a livello di risultati conseguiti, con l'importante prospettiva di attrarre ulteriori risorse economiche e non solo, ed estendere la base progettuale a realtà esterne all' ambito locale, con aspirazioni a carattere nazionale ed internazionale”.

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