Newsletter CNF n. 114

Mediazione, Alpa scrive al presidente del Senato Schifani: la reintroduzione dell’obbligatorietà violerebbe l’orientamento della Corte Costituzionale

Una nota del presidente del Cnf Guido Alpa, inviata al presidente del Senato Renato Schifani, segnala il pericolo di un contrasto tra le Istituzione derivante dall’ eventuale approvazione degli emendamenti sulla mediazione al decreto legge crescita 2.0 (AS 3533, di conversione del d.l. n. 179/2012), all’esame oggi della Commissione Industria. Di seguito riportiamo il testo della nota.
“L’ eventuale approvazione degli emendamenti volti a reintrodurre l’istituto dell’obbligatorietà della mediazione finalizzata alla conciliazione della lite, in qualsiasi settore fosse prevista, si porrebbe in contrasto con l’orientamento della Corte costituzionale che ha voluto sottolineare la sua contrarietà a questo sistema coattivo addirittura pubblicando il dispositivo della pronuncia prima del deposito della sentenza con relativa motivazione.
La reintroduzione della conciliazione obbligatoria potrebbe suonare come una scelta parlamentare indifferente all’orientamento della Corte e sensibile alle richieste di quanti , per ragioni diverse, erano favoriti dal sistema riprovato dalla Corte.
Non si tratta solo, come è ovvio, di eccesso di delega rispetto ai principi indicati dalla legge delegante, ma si tratta dell’intera organizzazione che deve essere rivista.
Proprio per questo, è stata una infelice scelta del Ministero della Giustizia estendere anche al condominio e alla responsabilità per la circolazione stradale una tecnica di conciliazione obbligatoria quando le regole erano già state sottoposte al vaglio della Corte.
A maggior ragione, sarebbe poco rispettoso delle Istituzioni insistere su questa scelta ancor prima di conoscere le motivazioni della Corte.
Sulla base di queste semplici argomentazioni gli emendamenti proposti dovrebbero essere dichiarati inammissibili o comunque respinti. Ed in ogni caso, ogni proposta legislativa in materia dovrebbe essere accantonata in attesa della lettura del testo integrale della pronuncia.
Il CNF auspica che la politica rifiuti di farsi interprete dei desiderata di quei poteri adusi a sacrificare i principi di una società solidale e fondata sul principio di eguaglianza, al profitto ed all’interesse di pochi.
Ciò più che mai in una fase in cui il cittadino elettore questo pretende e pretenderà dai propri rappresentanti parlamentari”.

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I deputati, avvocati e non, promuovono la riforma forense: “Giustizia più efficiente con un’avvocatura ad alta qualificazione”
Carolina Lussana (Lega), Donatella Ferranti (Pd) e Palomba (Idv): la Camera ha votato convinta.

La riforma forense deve vedere la luce in questa legislatura. Altrimenti sarà un’altra occasione persa per l’amministrazione della giustizia.
E’ il leit motiv che si raccoglie ascoltando le opinioni dei deputati che hanno approvato la proposta di legge e guardano con apprensione al lavoro del Senato, incalzato dall’imminente fine della legislatura.
Carolina Lussana (Lega) dice: “La riforma forense non si poteva rimandare oltre. Ogni legge è perfettibile, ma il testo approvato alla Camera risolve molti nodi cruciali: la formazione, i compensi professionali, la pubblicità, i giovani che per la prima volta potranno contare su compensi”. Per l’onorevole della Lega, soprattutto, le soluzioni trovate vanno nella direzione di una maggiore tutela del consumatore/cliente, senza snaturare la prestazione di opera intellettuale. “Andare da un avvocato non è come comprare una merce dal supermercato. Per questo la riforma si fa carico delle esigenze di tutela del mercato tenendo conto delle specificità della professione. Cosa che andrebbe fatta per ogni professione”, sottolinea.
Lussana non ha dubbi circa il fatto che la riforma forense è una riforma per il sistema Paese. “Non ritengo questa una riforma da casta e non è certo con questo spirito che la Camera se ne è occupata. I numeri lo dicono, d’altra parte. Per esempio sulla consulenza si è definito un perimetro che non è una riserva a favore i legali. Piuttosto è stato fissato un principio di necessaria competenza per dare al cittadino consumatore la garanzie di affidarsi a un professionista qualificato”.
La Lega ha guardato anche molto ai giovani: “Per la prima volta si è introdotto il principio del compenso per i praticanti. Io credo che faccia lustro all’avvocatura, nonostante il periodo di crisi, farsi carico dei giovani praticanti”.
Preparazione, professionalità, deontologia e responsabilità sono i quattro pilastri sui quali con la riforma l’avvocatura potrà riscattarsi, secondo Donatella Ferranti (Pd). In aula, alcune sue dichiarazioni molto chiare hanno voluto puntualizzare il lavoro svolto in Parlamento in assoluta autonomia: “Il mio sarà un intervento molto breve. Francamente, rimango costernata da questi continui interventi nei quali si vuole etichettare un provvedimento come frutto di lobby dell'avvocatura o di altre intese. Io non sono avvocato, non eserciterò mai la professione di avvocato, ma questo non mi impedisce di aver potuto lavorare a questo testo, cercando di migliorarlo”.
“Il testo realizza una valorizzazione della figura dell’avvocato di cui si gioverà anche l’amministrazione della giustizia. Sono convinta che una maggiore qualificazione potrà contribuire anche ad evitare le lungaggini processuali”, è convinta la Ferranti. I passaggi fondamentali del nuovo ordinamento disegnano un percorso per la professione che rafforza la preparazione, la deontologia, la trasparenza nei confronti del cliente, la responsabilità dell’avvocato. “C’è una grande attenzione ai giovani avvocati. Come tutte le riforme ha alcuni punti di mediazione. Ma occorre mettere un punto fermo su di essa che proietta l’avvocatura su di un piano di maggiore qualificazione. D’altra parte, molte obiezioni che oggi8 si siwntono non attengono ai temi specifici e propri dell’ordinamento professionale.
Mi auguro dunque che il Senato approvi il testo così com’è, perché modificarne anche un solo passaggio significherebbe destinarlo a d un binario morto, a questo punto della legislatura”, conclude.
Federico Palomba (Idv), già magistrato, ritiene che l’articolato votato dalla camera sia stato “redatto e approvato con estrema precisione e anche con senso di responsabilità in rapporto alle modifiche anche rilevanti operate sul testo del Senato. Questo è segno di una assunzione di responsabilità e denota la bontà del lavoro svolto dalla Commissione prima e dall'Aula poi”.

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Etica della professione: dalla deontologia alla responsabilità sociale-Dichiarazione conclusiva della III Conferenza europea

L’etica professionale forense sposta in avanti la frontiera della deontologia e si spinge verso la responsabilità sociale dell’avvocato, verso l’adempimento di doveri nei confronti della collettività che travalicano il rapporto fiduciario con il cliente o di colleganza con gli altri avvocati, verso la tutela dei diritti umani.
La terza Conferenza europea della formazione, organizzata dalla Scuola superiore dell’Avvocatura e dal Consiglio nazionale forense, che si è svolta il 15 e16 novembre a Roma, dedicata proprio al tema “Etica professionale e responsabilità sociale dell’avvocato”, si è chiusa con una dichiarazione comune delle avvocature europee che raccomanda agli ordinamenti giuridici di riconoscere esplicitamente il ruolo sociale dell’avvocato e impegna le istituzioni forensi affinché il tema della responsabilità sociale costituisca tema essenziale della formazione professionale.
Alla conferenza internazionale sono intervenuti il presidente del Cnf, Guido Alpa, i vicepresidenti Carlo Vermiglio e Ubaldo Perfetti, il vicepresidente della Scuola Alarico Mariani Marini, il consigliere coordinatore della commissione deontologia, Stefano Borsacchi, e i rappresentanti delle Avvocature europee e del Ccbe (la rappresentanza europea degli Ordini forensi).
Dalla Conferenza è emerso che con la piena efficacia della Carta europea dei diritti dell’uomo, la Corporate social responsability (CSR), originariamente prevista per le imprese sulla scia di grandi scandali mediatici (come il caso della Nike che impiegava bambini nella fattura di palloni di calcio), ha allargato il suo raggio di azione. “Da questa svolta storica del diritto europeo anche l'avvocatura deve trarre conseguenze: la professione legale non è soltanto investita dalla responsabilità del mandato di difesa del singolo cittadino, ma anche dai doveri verso la società per la difesa dei diritti fondamentali degli altri e della collettività, perché questi sono i fondamenti dello Stato di diritto scritti nelle Costituzioni, nelle Carte internazionali sui diritti umani e nelle sentenze delle Corti europee, e spetta in primo luogo agli avvocati difenderne la effettività”, ha sottolineato Mariani Marini.
Fino ad ora la CSR aveva interessato gli avvocati nella misura in cui fossero le imprese, loro clienti, a richiederne attuazione nelle proprie attività, contratti etc.
Ma il trattato di Lisbona chiama in causa direttamente la responsabilità sociale dell’avvocato come professionista e ne dovrà indirizzare sempre più i comportamenti, dentro e fuori il processo.
L’avvocatura, sempre più elemento essenziale dello stato di diritto, messo a dura prova dalla crisi economica e dalla teorizzata superiorità del mercato, sarà sempre di più impegnata nella necessaria sintesi tra la tutela degli interessi del cliente e di quelli della collettività.
In questo senso vanno le attività pro bono promosse dagli studi legali e anche qualche esperimento, come il bilancio sociale approvato dal Coa di Verona nel 2008.
Leggi la Dichiarazione comune della III Conferenza europea delle scuole forensi.

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Consigli giudiziari, fare chiarezza sul diritto di tribuna dei componenti avvocati soprattutto nelle materie relative alla carriera dei magistrati

Rafforzare la presenza e l’apporto nei Consigli giudiziari della componente degli avvocati, garantire la conoscenza degli ordini del giorno degli affari, promuovere il diritto di tribuna.
E’ questo l’impegno condiviso tra i rappresentanti del Consiglio nazionale forense e del Consiglio superiore della magistratura nel corso dell’incontro, il 17 novembre scorso, con i componenti i Consigli giudiziari organizzato dal gruppo di lavoro Consigli giudiziari del Cnf in occasione della presentazione della II edizione del Vademecum edito dal Cnf.
Il Vademecum sui Consigli giudiziari, che sarà inviato agli Ordini e ai Consigli giudiziari, è una aggiornatissima raccolta della normativa primaria e secondaria in questa materia; ma soprattutto costituisce l’approfondimento delle linee interpretative individuate non appena entrata in vigore la nuova disciplina (orami 4 anni fa) e ora confermate dall’esperienza acquisita dalla componente non togata.
Si contraddistingue per attualità e completezza ed è dunque uno strumento utile per orientarsi con sempre maggiore competenza nell’organizzazione degli uffici giudiziari. Ambito nel quale l’Avvocatura ora è chiamata a contribuire per il migliore assetto del sistema giustizia.
Il coordinatore della commissione consigli giudiziari del Cnf, Ettore Tacchini, ha sottolineato l’importanza dei risultati raggiunti finora; risultati che spronano a proseguire verso obiettivi ancora più ambiziosi: fare in modo che ci sia una omogeneità nei regolamenti che disciplinano il funzionamento del Consigli giudiziari con riguardo al maggior apporto da parte dei componenti avvocati nelle questioni attinenti alla vita professionale dei magistrati (valutazioni di professionalità-conflitti di interesse-carriere).
“Questo inizio di collaborazione tra magistratura e avvocatura debba essere sviluppato con lo sforzo dell’avvocatura che deve riconoscersi come facente parte a pieno titolo dell’amministrazione giustizia del paese”.
Ai lavori è intervenuto Riccardo Fuzio, presidente della commissione incarichi direttivi del Csm che ha evidenziato come “l’avvocatura sia il presupposto essenziale perché il diritto dei cittadini possa avere il pieno riconoscimento, sia dal punto di vista interno che dal punto di vista della credibilità esterna. Magistratura e Avvocatura sono accomunate da una necessaria immagine di imparzialità ed indipendenza”.

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Schede d’analisi Ufficio studi/Prime note su Società a responsabilità limitata semplificata

La legge n. 27/2012, di conversione del decreto legge n. 1/2012 (cosiddetto decreto Sviluppo), ha introdotto la società a responsabilità limitata semplificata, per facilitare l’ingresso sul mercato dei giovani.
L'Ufficio studi ha predisposto una prima analisi della disciplina del nuovo istituto, indicando alcune soluzioni alle questioni operative più problematiche emerse in sede di prima applicazione (il limite anagrafico dei soci, i contenuti dello Statuto, la governance) con l’avvertenza che – in ragione del fatto che allo stato mancano orientamenti giurisprudenziali e opinioni consolidate nella dottrina – si tratta di soluzioni nient’affatto definitive e che presentano talune criticità, per l’approfondimento delle quali si rinvia allo studio, rinvenibile anche sul sito Cnf .
Leggi le Prime note sulle società a responsabilità limitata semplificata

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Riforma forense in primo piano, ma anche i ricorsi contro il Dpr Professioni e Dm Parametri, la mediazione, la legittimità dei nuovi canoni deontologici per avvocati-mediatori: la voce dell’Avvocatura sui Media questa settimana.
Il tema della riforma forense ha tenuto banco con la lettera del presidente Alpa agli Avvocati e con l’audizione presso la commissione giustizia del Senato. Il presidente Alpa ha parlato di formazione e specializzazione con le facoltà di giurisprudenza
Editoriale Guida al Diritto, la riforma forense può restituire all’Avvocatura una dignità messa a dura prova negli ultimi anni 17_11_2012
Rassegna stampa Lettera Alpa agli Ordini 7_11_2012
Rassegna stampa Audizione senato 14_11_2012
Rassegna stampa incontro CNF-facoltà di giurisprudenza 17_11_2012

La contrarietà del Cnf alla reintroduzione della obbligatorietà e il futuro della mediazione nelle parole del consigliere segretario Mascherin
Rassegna stampa Mascherin su Mediazione 14_11_2012
Rassegna stampa No a reintroduzione obbligatorietà 18_11_2012

La formalizzazione dei ricorsi contro il Dpr professioni e il Dm parametri, annunciata per Newsletter, ha avuto eco sul web
Rassegna stampa Ricorsi CNF 20_11_2012

Geografia giudiziaria, il Sole 24 Ore riporta il doppio binario dell’azione del Cnf: un progetto alternativo contro i tagli lineari del Governo e le impugnative contro le norme attuali
Sole 24 Ore, Doppia via Cnf contro la revisione della geografia giudiziaria 19_11_2012

Il Tar del Lazio ha ritenuto legittimo il nuovo articolo 55 bis del codice deontologico che disciplina alcune incompatibilità per l’avvocato che svolga anche funzioni di mediatore
Rassegna stampa CNF legittimità art. 55 bis cod. deontologico

Professione e rappresentanza di genere, l’articolo su Economiaweb
EconomiaWeb, Avvocati poche donne al comando

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