NON PERMETTEREMO A NESSUNO DI INSULTARE GLI AVVOCATI


La manifestazione del 23 ottobre è stata certamente un evento epocale per l’Avvocatura italiana. Per la prima volta un’iniziativa partita dagli ordini territoriali ha mobilitato più di diecimila Colleghi in un’azione che ha avuto grandissima risonanza sui media, riuscendo a “bucare” la cortina di silenzio che da troppo tempo occulta la vera situazione in cui versa la nostra Categoria e che aveva finora consentito a chi sparge fango sull’Avvocatura di poterlo fare senza alcun contraddittorio.

Un corteo imponente di Colleghi ha detto basta e, al grido di “La nostra Dignità è la vostra libertà”, si è rivolto direttamente ai cittadini, interrompendo la vergognosa campagna di disinformazione con cui si tenta di screditare la figura dell’Avvocato. Vedi il filmato cliccando su questo link .

Ma l’aspetto più importante di questi eventi è la ritrovata unità che ha spinto gli Ordini territoriali ad iniziare una serie di incontri per concordare le prossime iniziative con cui difendere e rilanciare il ruolo dell’Avvocato come custode e principale protagonista del diritto alla difesa che la Costituzione garantisce al cittadino.

Tra le prime iniziative che si è stabilito di avviare spicca quella che ci vede replicare alle vergognose affermazioni che il giornalista Bruno Vespa ha proferito nella trasmissione “Porta a Porta” del 24/10/2012.

Egli ha affermato testualmente:

: “… oggi la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale la mediazione obbligatoria. Benissimo, la mediazione obbligatoria serviva, era già servita l’anno scorso –dati del Ministro Severino all’ultima inaugurazione dell’Anno giudiziario- a far scendere i processi civili; noi abbiamo credo 13 milioni tra penale e civile di processi arretrati … è stata dichiarata incostituzionale e non ne farete un’altra perché gli avvocati ve lo impediranno, perché gli avvocati guadagnano sui processi lunghi, se dura 10 anni … io ho risolto una causa di mediazione che non era ancora obbligatoria in due sedute. Due invece di fare causa che sarebbe durata 10 anni e in Parlamento la lobby degli avvocati … ma possiamo andare avanti così con le lobby … e gli avvocati, e i giornalisti, e i farmacisti, i notai … e che cavolo!”

Ebbene, tutti gli Avvocati d’Italia si sono sentiti offesi da quanto il giornalista Bruno Vespa ha dichiarato ed alcuni di essi – ritenute prive di efficacia le modalità di protesta finora effettuate – hanno fatto espressa richiesta di mettere a disposizione di tutti i Colleghi un atto di citazione innanzi al Giudice di Pace con richiesta di risarcimento dei danni da diffamazione per un importo di 1.000 euro, in modo da poter proporre in tutta Italia un’analoga individuale azione, con devoluzione in beneficenza degli importi ottenuti.

Troverete copia dell’atto di citazione ed i relativi allegati sui seguenti link:

Atto di citazione innanzi al Giudice di Pace

Allegato n.2

Allegato n.3

Allegato n.4

Allegato n.5

Allegato n.6


La proposizione dell’azione civile per diffamazione permetterà inoltre, per chi la vorrà attuare, di introdurre un’ulteriore forma di protesta contro l’aumento dei costi dell’accesso alla giurisdizione già indicata durante la manifestazione del 23 ottobre: il rifiuto di versare il contributo unificato, per poi impugnare innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale l’eventuale richiesta da parte dell’amministrazione (con atto che sarà messo a disposizione di chi ne farà richiesta).

La prevedibile numerosa adesione a questa duplice iniziativa farà in modo che tutti sappiano che non si può infangare la nostra nobile Professione senza che vi sia, da parte nostra, una decisa reazione.

Vi salutiamo cordialmente.


Il Presidente Il Segretario

Mauro Vaglio

Pietro Di Tosto

Mauro Vaglio Pietro Di Tosto

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