INTERVISTA ALL’ASSESSORE MARCONI

D: Il 19 ottobre scorso è stato varcato il limite di metà legislatura. La prima cosa che le viene in mente tra le più importanti.

R: Senza ombra di dubbio il fatto che, in questi due anni e mezzo, siamo riusciti a mantenere inalterato l’impegno finanziario per i servizi sociali. Un merito da ascrivere all’intera Giunta per una scelta di bilancio che per primo il Presidente Spacca ha fortemente voluto.

D: Ma potevate fare diversamente da così?

R: Alcune regioni lo hanno fatto riducendo il trasferimento ai comuni e ai servizi sociali in proporzione ai tagli governativi. La nostra scelta invece è stata quella di reperire risorse aggiuntive per mantenere inalterato l’impegno economico e in alcuni casi addirittura aumentandolo.

D: Sembra una bella favola, ma per crederci veramente può darci qualche cifra?

R: Volentieri anche perché è tutto nero su bianco da più di due anni. Credo che anche nel 2013 riusciremo a mantenere inalterati i nostri capitoli del bilancio sociale. Concretamente: il fondo regionale ai comuni è di 10 milioni ed è tutto da soldi regionali in quanto lo Stato ha letteralmente cancellato il fondo nazionale politiche sociali che fino a pochi anni fa superava per le Marche i 25 milioni; il Fondo per gli anziani non autosufficienti da assistere a domicilio con la famiglia con personale a pagamento è di 9.200.000 euro tutto a carico del bilancio regionale, anche questo era garantito dai trasferimenti statali ed è stato letteralmente cancellato; l’impegno per la disabilità è salito da 21 a 25 milioni; le carceri da 400 a 800.000 euro; la famiglia da 1.200.000 a 3.100.000 euro; il servizio civile, anche questo annullato dal Governo, è ripristinato con 500.000 euro di nostri fondi; il contrasto alla povertà estrema da 200 a 400.000 euro.

D: Preso atto di questa interessante realtà vien da dire che l’Assessore ai Servizi sociali deve anche essere un po’ assessore al bilancio.

R: Abbiamo un ottimo Assessore al Bilancio, il collega Marcolini, con il quale ho lavorato molto bene in questi anni. Ma non c’è dubbio che queste massicce operazioni di gestione ordinaria possano essere fatte con un’attenzione quasi settimanale da dedicare ai conti. Prima ancora dei progetti e delle dichiarazioni di principio, oggi la buona amministrazione impone un attento controllo delle risorse dal quale discendono scelte chiare e trasparenti. Ci tengo a dire che abbiamo instaurato un rapporto stretto con i comuni ed il sindacato attraverso il quale oltre la ordinaria condivisione delle comuni problematiche, siamo riusciti a comunicare in modo trasparente le nostre disponibilità e le nostre scelte.

D: Ma questi messaggi raggiungono la popolazione? La gente sa delle vostre scelte e delle vostre difficoltà?

R: Innanzitutto sono le nostre difficoltà e le nostre scelte perché toccano la carne viva del corpo sociale delle Marche a cominciare dai più deboli e dai più fragili. In secondo luogo un’opera importante la svolgete voi della stampa quando oltre alle inutili polemiche tra esponenti politici che siete costretti a registrare, offrite anche un’informazione attenta e puntuale delle cose che si fanno. Certamente molto dovrebbero fare i Sindaci per far sapere alle loro popolazioni quello che la regione continua a fare trasferendo risorse ai comuni. Molti lo fanno, come il Sindaco di Pesaro ad esempio, recentemente incontrato dalla Giunta regionale, qualcuno lo fa un po’ meno, pochi per fortuna vendono per proprie le iniziative quelle che la Regione finanzia. Con il tempo, con pazienza, e con tanta onestà intellettuale riusciremo a far sapere a tutti che la Regione Marche, Presidente in testa, hanno a cuore i servizi sanitari, socio-sanitari e sociali più di qualsiasi altra distrazione legata alla gestione del potere.

Segr. On. Luca Marconi

rilasciata al Corriere Adriatico

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