Bisogna ammettere che per certi versi la nostra democrazia somiglia aduna dittatura

In fondo, diciamo la verità, non ci troviamo in una dittatura, peròbisogna ammettere che per certi versi la nostra democrazia somiglia auna dittatura. Partiti, governo, e anche il Presidente dellaRepubblica, fanno ciò che vogliono loro e non ciò che vuole lapopolazione. In qualche modo sono i nostri padroni. La somiglianzadella nostra democrazia ad una dittatura, sta nel fatto che icittadini sono impotenti. Non possiamo fare nulla per impedire lemorti sul lavoro (555 persone da gennaio ad oggi), non possiamo farenulla per impedire che per salvaguardare ricchezza e privilegi, ilgoverno succhi il sangue alla povera gente, e persino ai malati. Nonpossiamo fare niente per impedire che l’ambiente intorno a noi siasempre più inquinato e invivibile. Non possiamo fare niente perimpedire che gli uomini maltrattino e uccidano le donne (oltre 100 nel2012). Non possiamo fare niente per impedire che si spendano enormisomme in armi. Non possiamo fare niente, non possiamo fare, nonpossiamo fare niente… Possiamo protestare, scendere in piazza tuttii giorni, ma a che serve? Le elezioni! Con le elezioni possiamomandare a casa coloro che si comportano da padroni. Risultato? I nuovieletti, una volta al potere si trasformeranno in nuovi padroni. E noinon potremo fare niente, non potremo fare niente… Una differenzasostanziale, però c’è. Nelle dittature ogni tanto accade che si facciala rivoluzione e si uccida il dittatore, nella nostra democrazia non èpossibile fare la rivoluzione, non è possibile uccidere i padroni.Sarebbe cosa molto ingiusta. Non sarebbe democratico.

Carmelo Dini

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