Estero: Il voto va controllato, le schede scortate e custodite da Carabinieri

Di Mario Farina segretario di “INSIEME per gli italiani”

44. Noi abbiamo proposto l’introduzione del voto elettronico per tutti gli italiani che consentissero a quelli all’estero di partecipare alle competizioni elettorali in Italia senza venirci. I nostri avversari politici promuovono invece muffa stantia, immobilismo intellettuale e politico. Quali sono i vostri suggerimenti, qual è la vostra proposta per rendere sicuro il voto degli italiani all’estero con le procedure tuttora in vigore per evitare i brogli del passato?

Le 44 domande ai nostri avversari politici

Alle scorse elezioni all’estero, abbiamo assistito a brogli di una disinvoltura tale da farci preoccupare molto seriamente sulla regolarità del voto nella primavera prossima. Il bizzarro meccanismo a metà strada tra il risparmio in economia e l’ingenuità di un bambino, sembra rimanere quello di un tempo. Le autorità consolari hanno il compito di ordinare alle tipografie la stampa delle schede. Le tipografie stesse poi provvedono anche alla spedizione dei plichi agli indirizzi degli italiani iscritti all’AIRE. Quindi i pacchi devono raggiungere gli uffici postali dai quali le schede partiranno per raggiungere i loro destinatari. E’ capitato e capiterà ancora che moltissime di queste schede non raggiungeranno mai i loro destinatari perché non reperibili e ritorneranno all’ufficio postale di spedizione. Ciò è dovuto all’irresponsabile atteggiamento delle autorità italiane che non provvedono ad aggiornare le liste dei nostri connazionali residenti all’estero iscritti nelle liste AIRE. Insomma, in tutta questa procedura avviene che, mancando un controllo che segua passo passo il viaggio delle schede, il suo ritorno a partire dalla stampa in tipografia, molte “mani” leste approfittano nel sottrarre, ricompilare e votare in massa quelle integre quando non distruggere addirittura le schede votate. Dal momento che nessun sistema è stato approntato dal governo italiano che ripensasse la procedura piena di falle e di possibilità di ruberie, allora dobbiamo cercare di rendere sicuro almeno quella che è tuttora in auge. Noi di “INSIEME per gli italiani” chiediamo e proponiamo che vengano impiegati dei carabinieri che, in missione di pace questa volta, vigilino sulle schede, sulla loro fedele stampa nei numeri e nella fattura, controllino i tipografi nella spedizione fedele agli indirizzi ricevuti, scortino le schede agli uffici postali sino al momento della loro effettiva spedizione. Allo stesso modo, saranno i carabinieri a recarsi agli uffici postali per ritirare le schede che mano mano mano ritorneranno indietro e a questi sarà affidata la custodia ed il controllo del deposito dei pacchi che dovranno raggiungere le sedi di scrutinio in Italia. Non sembra esserci una diversa soluzione dal momento che nulla è cambiato nelle procedure di voto. Nessuno gridasse allo scandalo per l’impiego di 200 carabinieri in tutto che svolgeranno una missione di controllo e questa volta non di guerra è che assicureranno la regolarità dell’andirivieni delle schede votate e non votate affinché nessuno possa allungarci le proprie mani per correggere ed alterare l’esito del voto delle urne. Noi di “INSIEME per gli italiani” proviamo a proporre soluzioni, rimedi che si adattino alla situazione di fatto ed ai sistemi attuali ma la nostra proposta è dirompente, costituzionale ed innovativa: introduzione in Italia del voto elettronico in maniera tale da consentire anche agli italiani all’estero di votare in Italia e vedere i propri diritti alla stessa stregua degli italiani residenti in Italia e di entrare nell’innovazione direttamente adottando i sistemi che la tecnologia offre per migliorare e facilitare la vita dei cittadini. I nostri avversari politici promuovono invece muffa stantia, immobilismo intellettuale e politico.

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