Il ragazzo disabile più volte lasciato a piedi dal bus, la Cinti commenta

ragazzo disabile più volte lasciato a piedi dal bus, la Cinti commentaLa vice responsabile dell' Italia Dei Diritti per l' EmiliaRomagna:”Anche ammesso che i bus siano pochi e inadeguati, a maggiorragione si dovrebbe intervenire e adoperarsi per tutelare chi non puòsopportare un certo tipo di attesa e vive quotidianamente un disagioche non può essere aggravato, ma reso per quanto possibile piùaccettabile, grazie all'impegno e alla partecipazione delleIstituzioni e della società civile, all'interno della quale ilrispetto per le disabilità è parte integrante del tessuto del viverequotidiano e va concretamente dimostrato, con semplici pratiche dibuona educazione”

Bologna, 23 ottobre 2012- E' una triste vicenda riguardante un ragazzodisabile dell' Istituto “Macrelli” di Cesena che necessita diun'insegnante di sostegno, al quale per almeno tre volte, dall'iniziodella scuola, è capitato di essere lasciato alla fermata del buspoichè troppo pieno. Purtroppo, l'attesa si è poi protratta per dueore, costringendo il giovane a far ritorno a Borella, il suo Comune diresidenza, alle 15, quando ormai era non solo nervoso, ma piuttostoaffamato. Questo perchè anche gli altri due successivi mezzi intransito verso Borella hanno semplicemente tirato dritto di frontealla fermata Puglie (zona via Emilia). Un disagio aggravato dal fattoche l' accompagnatrice incaricata si trova ad assistere anche altridue studenti. E' stato il padre del ragazzo ad attivarsi rivolgendosiai responsabili del servizio di trasporto scolastico, senza peròricevere alcuna risposta. A tal proposito il genitore dichiara: ” Sei bus non sono sufficienti bisogna aumentarli. Comunque anche se sonopieni, gli autisti devono fermarsi, non possono far finta di nulla etirar dritto”. E in seguito aggiunge:” A volte, anche se ci sarebbequalche posto libero a bordo, qualcuno dei passeggeri blocca la portaper non far salire più nessuno”. Che in tal situazione si tratti di”maleducazione da parte di certi ragazzi” sembra assodato, ciònonostante “andrebbe impedito da chi è alla guida dell'autobus”.Luana Cinti, esponente dell' Italia Dei Diritti e vice responsabileper l' Emilia Romagna commenta: ” La vicenda racchiude in sè elementidiversi, ugualmente inconcepibili e preoccupanti. Ad un giovaneportatore di disabilità, e pertanto in una condizioni di particolarefragilità, è stato impedito di accedere ad un servizio offerto allacollettività tutta, come se non avesse gli stessi diritti degli altristudenti, e in più obbligato a pagare lo scotto di un'attesainsostenibile che si è riversata direttamente su altri giovani comelui bisognosi di assistenza. Il fatto che pure i bus successivi, e perben tre volte in diverse occasioni, abbiano reiterato talecomportamento, induce a riflettere non tanto sul servizio di trasportoscolastico scadente o lacunioso rispetto alla portata del numero diutenti (probabile sia reale), e per il quale il papà del ragazzo hachiesto in prima istanza chiarimenti, quanto piuttostosull'atteggiamento discriminatorio testimoniato dal fatto che perquanto al colmo della capienza, l'autista (e in questo triste caso piùdi uno) ha ignorato la presenza dello studente e proseguito la corsasenza la dovuta sosta. Non è quindi tanto sul disservizio che ènecessario e doveroso soffermarsi, bensì sull'indifferenza di chi erainvece tenuto a fermarsi, dando l'esempio anche agli altri studenti ericonoscendo pertanto la priorità nell'aiutare questo ragazzo indifficoltà come tutti gli altri in una situazione simile alla sua.Anche ammesso che i bus siano pochi e inadeguati, a maggior ragione sidovrebbe intervenire e adoperarsi per tutelare chi non può sopportareun certo tipo di attesa e vive quotidianamente un disagio che non puòessere aggravato, ma reso per quanto possibile più accettabile, grazieall'impegno e alla partecipazione delle Istituzioni e della societàcivile, all'interno della quale il rispetto per le disabilità è parteintegrante del tessuto del vivere quotidiano e va concretamentedimostrato, con semplici pratiche di buona educazione. Inaccettabile,infatti, è che qualcuno si sia preso la libertà di bloccare le portedel mezzo per non lasciar salire lo studente, arrogandosi così ildiritto di stabilire chi dovesse accedere e chi no, tra l'altro senzache l'autista intervenisse per favorire il giovane con la suaaccompagnatrice e impedire che altri si frapponessero ingiustamente”. Ufficio Stampa Italia Dei Diritti Emilia Romagnaitaliadeidiritti@yahoo.ithttp:/www.italiadeidiritti.it

Lascia un commento