RAI ITALIA, OSCURAMENTO ALL’ ESTERO E FATTORE RISOLUTORE

Noi e’ risaputo samo italiani ( pur all’ estero) intellettualmente onesti e trasparenti. Corrono notizie che il criptaggio all’ estero sia stato risolto e quindi e’ meglio fare un po’ di chiarezza.. Rai Italia, che altro non e’ che la vecchia Rai Internazionale e’ un programma del palinsesto Rai a pagamento. Fu istituito sopratutto per quelle nazioni al di sotto dell’ equator, poiche’ avrebbero avuto bisogno di una parabolica satellitare troppo grande, faccio un solo esempio in Australia per avere il segnale Rai satellitare occorre un aparabola di circa 4/5 metri di diamentro, solo per montarla ci vogliono sei persone e non parlare del costo.

Adesso veniamo al titolo!
Il criptaggio e’ dovuto eslusivamente al pagamento da parte della Rai di diritti di trasmissioni di alcuni programmi in diretta trasmessi da altri canali, tutto il resto e’ in chiaro, in Europa basta un parabola di 60 centimetri ed un commune ricevitore. Piu’ si va giu’ sino al corno d’ Africa e per recepire il segnale occorre aumentare la parabola. Parte del problema in Europa e’ stato risolto con un ricevitore Tivvusat, ( per chi non lo sapesse e’ un ricevitore satellitare per quelle zone d’ Italia dove il segnale digitale e’ scarso), ed e’ tutto in chiaro, per quell 23 % di italiani all’ estero che possiedono un immobile in Italia e pagano il canone Rai, tutto entra nella normalita’ e legalita’, e’ un loro diritto, pero’ questo lo puo’ fare chiunque all’ estero, basta andare in Italia ( alcuni se lo fanno addirittura spedire) comprarlo e farlo attivare. E’ poco legale ma il mezzo spesso giustifica il fine.

Quale sarebbe il fattore risolutore, per tutti ( o quasi) ?

Semplicissimo! Visto che ( sopratutto in Europa e non solo) ogni residente all’ estero possiede un sistema satellitare poiche’ e’ l’ unimo modo per ottenre il segnale, occorre legalizzare anche all’ estero il Tivvusat. Come? Ci sono due strade, la prima e’ che il cittadino italiano residente all’ estero vada in Italia, paga il canone ( come tutti) la seconda e che se lo faccia mandare, legalmente da un suo parente o conoscente. Con questo sistema si prendono due piccioni con una fava. E per i furbetti di ogni eta’ e tempi? Mettere delle sanzioni per chi trasgredisce, il ricevitore andrebbe accompagnato con ricevuta fiscale e bolletta canone. La Rai in questo modo non deve pagare diritti di tramissioni ulteriori anche all’ estero. Il risparmio e’ enorme e tutto va a favore dell’ ormai famosa “crescita e sviluppo” !

Carmine Gonnella ( Progetto Pie) Londra Italy

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