IL GOVERNO MONTI CHE BISOGNO HA DI CHIEDERE LA FIDUCIA, ESSENDO GOVERNO TECNICO ?

Più volte ormai abbiamo sentito, soprattutto dal Ministro Fornero, una sorta di ritornello secondo il quale, se non c‘è la fiducia, il governo va a casa. Anche oggi con riferimento al Ddl corruzione.

Non ho capito bene se questo refrain è supportato dal fatto che, non esistendo altra via possibile per l’Italia se non il governo Monti, il Ministro Fornero gioca con le parole nella consapevolezza che gli Italiani sono costretti a fare di necessità virtù tenendoselo stretto per non andar incontro al peggio, oppure se detto Ministro avverte già da adesso momenti di stanchezza politica che non dischiudono all’orizzonte un qualche obiettivo finalizzato alla soluzione, anche di minimo respiro, dei problemi del Paese.

Il fatto che questo governo tecnico abbia fatto ormai parecchie retromarce in ordine ad alcune modifiche strutturali del sistema non mi piace. Sentir dire dalla stessa Fornero che i “poteri forti” non consentono modifiche al sistema, rigettando le varie proposte, non è infatti un buon segnale per gli Italiani che sono tutti in ansiosa attesa che si sblocchi qualcosa in positivo.

Che i partiti siano ormai tutti allo sfacelo non è una novità, ma proprio da questa infelice congiuntura il governo tecnico dovrebbe trarre forza per approfittarne durante i pochi mesi che gli rimangono fino al 2013. Perché altrimenti, cosa è venuto a fare ? Anzi a non fare ? Posto che non sia venuto a chiedere ai politici, di cui è surrogato su designazione del Capo dello Stato, se lo lasciano governare ?

Il 15 giugno dello scorso anno ho scritto un pezzo su questo giornale, a titolo: “Il momento è tragico”, articolo che ha avuto in pochi giorni un riscontro di ben 2.305 letture. Stigmatizzavo il berlusconismo perché condotto in maniera padronale, senza regole, che arricchiva i suoi adepti a danno della povera gente, allargando insomma sempre più la forbice fra ricchi e poveri. Con detto governo, la ricchezza infatti si è trasferita tutta da una parte, e cioè in mano a pochi.

Domanda: “ Ma i nostri esperti si sono mai chiesti perché l’economia non cresce ?

O forse non l’ hanno ancora capito” ?

Come può crescere l’economia se il capitale è stagnante in mano di pochi e quindi non produce ricchezza se non quella di tipo parassitario nell’interesse di questi pochi, mentre la povera gente, a corto di denaro, non può certo far girare l’economia, con il risultato che abbiano tutti sotto gli occhi, e cioè che siamo in forte recessione e quindi, sogniamocelo che il PIL possa crescere se non si utilizzano gli strumenti necessari, quelli ad hoc, per ridistribuire la ricchezza ! A volte rapinata legalmente ! “Il ricco diventa tale perché c’è altro”….recita una Enciclica papale

Bisogna pertanto tassare subito i patrimoni che, in questa disgraziata vicissitudine della politica italiana, hanno trovato ingiusta collocazione, non essendo essi frutto dell’intelligenza di certi operatori economici, fatte salve le opportune eccezioni, ma il risultato di una politica economica parassitaria che ha prodotto illegalità, mancanza di distribuzione della ricchezza e grande conflittualità sociale di cui non vedo una fine a breve, anzi !

Non è necessario essere professori alla Bocconi per capire questo ! La soluzione non è facile e non ci riuscirà neanche Mario Monti se continua a fare marcia indietro quando i poteri forti lo ricattano.

ARNALDO DE PORTI

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