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Austerity buona e austerity cattiva

Club della Libertà
BRUXELLES – EUROPA********Austerity buona e austerity cattiva

In un recente articolo, Lucrezia Reichlin mette in evidenza le origini lontane – quindici anni – della bassa crescita italiana e sottolinea l'indifferenza per l'andamento economico italiano ed europeo dell'introduzione dell'Euro. La Reichlin chiude l'articolo invitando a cercare le vere cause degli italici (europei?) insuccessi.

Forse è un caso, ma è giusto d

a una quindicina di anni che l'Italia persegue politiche di austerity necessarie a raddrizzare bilanci pubblici in perenne deficit e, forse, la “causa” è da cercare in quella politica apparentemente saggia. Saggia, certamente, ma indirizzata nel luogo sbagliato !! Perché oggetto dell'austerity non deve essere chi lavora, produce (esporta) e consuma (sostenendo la domanda in un circolo virtuoso) ma lo Stato con la sua organizzazione invadente, mastodontica e paralizzante, nonché vagamente kafkiana ed inquisitoria.

Una richiesta di mandato politico per sostituire l'austerity pubblica a quella privata, sarebbe la sola giustificazione che il popolo italiano capirebbe per sostenere (con entusiasmo?) la proposta dal Cavaliere di un presidenzialismo alla francese disegnato per dare più efficacia al potere esecutivo. Al grido di meno amministrazione = meno tasse e più salari e pensioni per tutti, l'elettore del centrodestra potrebbe ricompattarsi dietro la nuova battaglia politica del Cavaliere.

Il messaggio che deve passare è che non basta che tutti paghino le tasse per stare meglio ma che bisogna che lo Stato diminuisca, come una nave in tempesta, la propria velatura concentrandosi sull'essenziale, liberando risorse per il popolo, sia esso consumatore o investitore, lavoratore o pensionato.


LA MALATTIA ITALIANA NASCE PRIMA DELL'EURO

di Lucrezia Reichlin
PIU' TASSE, CRESCITA BLOCCATA: I NUMERI DAGLI ANNI 60 A OGGI NON LASCIANO MOLTI DUBBI SUL MECCANISMO CHE HA INCEPPATO L'ITALIA

di Luca Ricolfi
NOI NON MOLLIAMO
di Carmelo Abbate
ISTAT – Commercio con l’estero globale

A marzo, il saldo commerciale risulta in attivo e pari a 2,1 miliardi di euro (valore più elevato da luglio 2009), derivante da attivi di 1,6 miliardi per i paesi Ue e di 0,5 miliardi per quelli extra Ue. Al netto dei prodotti energetici, il saldo è di +7,6 miliardi di euro.
Nel primo trimestre 2012 il deficit è pari a -3,4 miliardi di euro, in forte miglioramento rispetto ai -13 miliardi dell'anno precedente. In tale periodo, il saldo non energetico è pari a +14,0 miliardi, in aumento di quasi 12 miliardi rispetto all'anno precedente.

ISTAT – Stima preliminare del commercio estero con i paesi extra Ue

Ad aprile 2012 la bilancia commerciale presenta un disavanzo di 904 milioni di euro, in netto miglioramento rispetto ad aprile 2011 (-2.516 milioni). Infatti, a fronte di un contenuto peggioramento del deficit energetico su base annua, da 5.109 a 5.471 milioni di euro, si amplia notevolmente l'avanzo nell'interscambio di prodotti non energetici (da 2.593 nel 2011 a 4.567 milioni nel 2012).

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