TRAFFICO DI BAMBINI A SCOPI SESSUALI_PRESENTATO A BANGKOK REPORT MONDIALE_ECPAT E THE BODY SHOP

(ECPAT) Roma, 29 mar – Ventidue Stati nel mondo si sono impegnati a proteggere i bambini dal traffico di minori a scopi di sfruttamento sessuale, cambiando leggi o adottando trattati internazionali. A riportarlo è il rapporto di ECPAT-International e The Body shop, presentato oggi a Bangkok, dopo una campagna durata tre anni, 2009-2012. 7milioni le firme di una delle più partecipate petizioni mai presentate alle Nazioni Unite, 64 i Paesi coinvolti.

Stime del fenomeno. Il traffico di persone è un'industria illegale che genera miliardi di dollari, il terzo mercato al mondo dopo droga e armi. Si stima che circa l'80% di questo traffico nel mondo sia per sfruttamento sessuale, il 20% sono bambini. Dopo oltre venti anni dalla Convenzione dei Diritti dei Bambini, accettata universalmente dagli Stati, rimangono almeno 1,2 milioni di bambini trafficati ogni anno nel mondo.

Cosa è cambiato? Il rapporto ‘Creating Change through Partnership’ rivela come la scossa mondiale della campagna “Stop al traffico di bambini a scopi sessuali” abbia ispirato i governi di tutto il mondo ad agire contro la tratta di esseri umani. Dove la campagna è stata presentata direttamente agli Stati, 14 Governi hanno cambiato o si sono impegnati a cambiare politiche dell'infanzia e leggi. Otto hanno adottato gli standard internazionali sui diritti umani (vedi elenco sotto)

La campagna da' le pagelle. Turchia, Malesia e Singapore in quanto a progressi in materia erano incasellati tra i Paesi che ne avevano fatti pochi nel 2009 e sono rimasti lì anche nel 2012. Notevoli progressi dal 2009 al 2012 sono stati fatti da Romania, Danimarca, Filippine, Spagna, Polonia. L'Italia rimane tra i Paesi che hanno fatto qualche passo in avanti

Riconoscimenti speciali alla campagna. L'ex Presidente degli Usa Bill Clinton ha descritto la campagna come “un esemplare approccio per indirizzare un cambiamento globale” e altre personalità chiave delle Nazioni Unite hanno dato il loro apporto: Joy Ezeilo (Relatore Speciale dell'Onu sul traffico di esseri umani), Dr Najat M’jid Maalla (Relatore Speciale ONU sulla vendita, prostituzione e pornografia dei bambini), Martha Santos Pais (Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite sulle violenze contro i bambini).

Note
I dati della campagna

Otto Paesi hanno adottato norme giuridiche internazionali per proteggere i bambini dal traffico di sesso:

Quattro paesi hanno ratificato il protocollo delle Nazioni Unite sul Traffico:
– India
– Indonesia
– Grecia
– Irlanda
Quattro paesi hanno ratificato il Protocollo opzionale sulla vendita di bambini, la prostituzione infantile e la pornografia infantile:
– Pakistan
– Lussemburgo
– Malta
– Nuova Zelanda

Quattordici paesi hanno modificato le proprie politiche e leggi per proteggere meglio i bambini dal traffico del sesso:
– Austria
– Belgio
– Cambogia
– Germania
– Irlanda
– Lettonia
– Lussemburgo
– Paesi Bassi
– Messico
– Filippine
– Romania
– Svezia
– Svizzera
– USA

— Fabio Bellumore Comunicazione e ufficio stampa ECPAT Italia ONLUS www.ecpat.it Vicolo Scavolino 61

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