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Dopo sigarette e valuta è in aumento il contrabbando di generi alimentari

La vicina Svizzera non solo meta di contrabbando di valuta per la fuga di capitali di “produzione” italiana la gran parte di provenienza illecita o non dichiarati al fisco: ora per quanto è possibile appurare dalle cronache, il paese d’oltralpe è divenuta terra ambita per peregrinazioni clandestine che non ci saremmo aspettate se non fosse arrivata una lunga catena di sequestri e sanzioni rivolte per lo più a carico di piccoli negozi o ristoratori.

Di recente, infatti, le Sezioni antifrode delle dogane di Lugano, Sciaffusa e Basilea hanno effettuato un’operazione contro il contrabbando di… salumeria, olio alimentare e bevande alcoliche: una vera e propria banda di almeno quattro persone, si era organizzata da tempo per importare generi alimentari dai valichi ticinesi.

La merce veniva distribuita tra almeno 70 imprese al dettaglio in particolare nella Svizzera tedesca, per un totale di quasi 400.000 franchi sottratti al fisco elvetico tra il 2007 e il 2010.

Si pensi che circa il 70% delle infrazioni osservate dalla sezione antifrode della polizia doganale riguarda la messa in pericolo o la sottrazione del dazio o dell’IVA, proprio derivanti dal contrabbando di generi alimentari, e tra essi nello specifico, carne, salumeria, formaggi prodotti ortofrutticoli nonché bevande alcoliche.

Per Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, visto l’aumento lungo i confini italo-svizzeri dei casi di contrabbando di generi alimentari, l’aumento dei casi di fuga di capitali e di valuta che abbiamo segnalato come un fenomeno preoccupante, sarebbe il caso di intensificare i controlli a campione anche dal nostro versante per i veicoli in transito verso la Svizzera.

17.04 27/02/2012

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