I sacrifici dei professionisti e dei lavoratori e lo spreco autorizzato dal Governo Monti. Lo scandalo delle "auto blu"

di Fabrizio Bruni*

Avvocato del Foro di Roma e Presidente dell'Associazione degli Avvocati Romani

Il mio precedente articolo: “La pistola fumante della Confindustria” terminava con queste parole: “ora tocca a noi: chi sarà il prossimo?” Le recenti notizie che parlano dell'abrogazione dell'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori e le recentissime indiscrezioni apparse oggi su La Repubblica secondo cui sarebbe avvenuto un colloquio riservato ed ultra segreto tra il premier Monti e Susanna Camusso, leader della CGIL, fanno comprendere come la morsa si stia stringendo anche sui lavoratori dipendenti, che probabilmente dovranno rinunciare a questa forma di tutela. Sarebbe interessante aprire un dibattito sulla globalizzazione ed in particolare sul dilemma che si è aperto nel mondo occidentale circa l'abbattimento dei propri sistemi di tutele per i lavoratori al fine di restare competitivi a livello globale. In maniera più concreta, quello che invece vorrei evidenziare è che il Governo “tecnico” sembra voler procedere ad alcune riforme sostanzialmente inutili ai fini della competitività e della concorrenza interna (per non parlare dell'incidenza sul PIL o sui risparmi dei consumatori), come ad esempio l'abrogazione delle tariffe forensi e l'obbligo della redazione dei preventivi, mentre non interviene sui costi della politica che sarebbero più facilmente aggredibili e che comporterebbero un enorme risparmio di costi. In particolare, oggi mi vorrei occupare dei costi delle cd. “auto blu”. Il Formez (Centro servizi, assistenza, studi e formazione per l'ammodernamento delle P.A), su incarico dell'ex ministro Brunetta nel 2010 stimava (dati riferiti al 2009) circa 4 miliardi di euro annui di spesa per auto Blu, distinte in Blu, Blu-Blu e Grigie, dato reperibile alla pagina web relativa al “Monitoraggio Formez auto blu nella P.A.”: http://www.formez.it/notizie/monitoraggio-auto-blu-nella-pa.html-2, oltre ad essere riscontrabile nella notizia ADN Kronos del 14 luglio 2010, e negli articoli del Corriere della sera del 26 giugno 2010, Ilsole24ore del 14 luglio 2010, Il Giornale del 15 luglio 2010, Libero del 14 luglio 2010). Circa metà delle amministrazioni pubbliche non aveva fornito risposta al questionario alla data del 7 luglio 2010. Nessuna fu sanzionata. L'ex ministro Brunetta, il 28 marzo 2011, emanò una seconda direttiva in materia di contenimento e razionalizzazione della spesa per le autovetture della PA, promuovendo l'avvio di una nuova rilevazione nazionale aggiornata al 31/12/2010. All'indagine, realizzata da Formez PA nel periodo 29 marzo-6 giugno 2011, hanno risposto 5.095 enti, pari al 61,6% delle amministrazioni (8.277), fonte webpage FORMEZ http://costopa.formez.it/node/229 . Si noti che secondo la stessa fonte, le pagine web del Formez, le amministrazioni “tenute a rispondere” erano 10354 (e non 8277!!), vedi webpage: http://www.formez.it/notizie/censimento-permanente-auto-blu-possibile-fornire-i-dati-fino-al-31-dicembre-2011.html . E' significativo rilevare che, secondo il Formez, fra gli enti della PA centrale, in 68 giorni solo il 65% ha fornito una risposta! Anche gli enti della PA centrale sembrano ignorare le direttive di un ministro. Esclusi i mezzi con targhe speciali e/o dedicati a finalità di sicurezza e controllo del territorio (esercito, carabinieri, polizia, guardia di finanza, forestale, vigili del fuoco, nas) il FORMEZ ha stimato un parco auto pubbliche composto di 72.000 autoveicoli, dei quali: – 2.000 sono auto “blu blu” (di rappresentanza politico-istituzionale a disposizione di autorità e alte cariche dello Stato e delle amministrazioni locali); – circa 10.000 sono auto “blu”, di servizio a disposizione di dirigenti apicali); – le auto dichiarate come “grigie”, adibite esclusivamente a servizi operativi, sono 59.700. Il parco macchine della PA è composto per il 77,6% di auto in proprietà e dal rimanente 22,4% di auto detenute ad altro titolo (noleggio o leasing, noleggio, affitto, comodato). La spesa stimata per il personale nel 2010 è di oltre 1,2 miliardi di euro, di cui quasi 600 milioni di euro per gli autisti. 72000 auto (escluse le 16000 per servizi di polizia, pompieri, polizia locale, carabinieri); 800 milioni di km annui; 11000 km/anno per auto. Sono 1,8 miliardi di euro circa di costi annui per auto blu stimati da FORMEZ (inclusi 14000 autisti ed altri 21000 addetti al parco auto dichiarati dalle amministrazioni rispondenti). Già FORMEZ, implicitamente, lascia intendere che tale costo sia più realisticamente di 2,3 miliardi di euro. Considerando le amministrazioni che non hanno risposto, la discrasia riscontrata dal FORMEZ fra i dati PRA e dati della rilevazione, una stima più probabile attesta i costi delle auto blu intorno ai 3 miliardi di euro. E' interessante la lettura comparata delle due indagini in materia realizzate dallo stesso ente, il FORMEZ, a distanza di un solo anno; nel 2010 stimano 90.000 auto blu e 4 miliardi di costi complessivi, nel 2011 non indicano un costo complessivo ma lo suddividono in voci, pervenendo ad una stima di 72000 auto blu (oltre a circa 16000 autoveicoli in uso alla polizia locale) e ad un irrealistico costo inferiore a 2 miliari di euro. Le due stime, a distanza di soli 12 mesi sono in stridente contrasto, evidenziato palesemente nella seconda stima letta congiuntamente alla webpage . Non è possibile che i costi si siano dimezzati in 12 mesi, stante la sostanziale pari consistenza del parco auto. Quanto ora riepilogato fa comprendere che ogni anno il costo delle auto blu per il comparto statale supera i 2,3 miliardi di euro (stima minima in un rapporto che giunge ad una stima massima di 4 miliardi). Appare quantomeno singolare l'atteggiamento di questo e del precedente governo che, a fronte di dati preoccupanti da esso stesso forniti, pare del tutto inerme non solo sul fronte della riduzione dei costi della PA ma finanche dell'imposizione forzosa a ciascuna PA dell'obbligo di comunicazione dei dati relativi ai veicoli in uso ed alla esatta ricognizione dei relativi costi, unita all'indulgenza nei confronti degli amministratori inadempienti. E che dire poi delle scorte che nella sola Roma (fonte Presa Diretta –RaiTRE- di domenica 5.2.2012) vedono impiegate autovetture e personale delle forze dell'ordine in numero superiore a quello utilizzato per la protezione dei cittadini ed per il contrasto alla criminalità (il programma è impietoso nel descrivere la penetrazione della criminalità organizzata nella Capitale). E' ora di dire basta. E' ora che i nostri rappresentanti in Parlamento chiedano al Governo Monti che siano ripensate tasse odiose come l'IMU sugli immobili e siano eliminate dalla manovra misure dannose per intere categorie di lavoratori come quelle adottate nei confronti delle libere professioni, misure quest'ultime, peraltro, assolutamente inutili, mentre devono essere eliminate le spese per servizi inutili e per mantenere assurdi priviliegi, come quelli descritti in questo articolo. Siano eliminate e vendute tutte le auto blu, escluse quelle per le più alte cariche e siano eliminate le scorte (escluse quelle per i soggetti minacciati dalla criminalità e per ragioni di terrorismo). Tutti a piedi e che lor signori utilizzino, a proprie spese, le proprie autovetture regolarmente acquistate, consentendo un risparmio di spesa pubblica annuale che da solo vale quanto una piccola manovra.

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