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Non è tempo di Giochi, nemmeno quelli olimpici!

In condizioni normali le Olimpiadi sono sicuramente un evento straordinario e una vetrina unica per il Paese che le ospita. Quelle attuali, però, non sono condizioni normali: la crisi non molla la presa, le casse dello Stato sono vuote e i Giochi rappresentano un rischio enorme che un Paese come l’Italia oggi non può permettersi di correre. In queste condizioni, perciò, anche noi, che non siamo certo dei tifosi del governo Monti, riteniamo che sia stato saggio e opportuno dire no alla candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020.

Certo, sarebbe stato bellissimo per l’Italia tornare a ospitare i Giochi a distanza di sessanta anni da Roma 1960, ma per lanciare una sfida del genere servono tanti soldi e questo non è evidentemente il momento adatto. Stando alle stime del comitato promotore, la spesa complessiva prevista per impianti, infrastrutture, ammodernamento dell’aeroporto di Fiumicino era di circa 10 miliardi di euro, di cui 4,7 a carico dello Stato. Una cifra inevitabilmente destinata a salire, come purtroppo insegnano i tanti precedenti analoghi. Ebbene, siamo in recessione, ai cittadini vengono chiesti grandi sacrifici, non ci sono nemmeno i fondi per finanziare gli ammortizzatori sociali: dove li andiamo a prendere questi miliardi?

Dicono i sostenitori delle Olimpiadi che i giochi sono un grande business, una imperdibile opportunità di rilancio economico per la città che li ospita. E’ successo solo due volte, per Los Angeles 1984 e per Barcellona 1992, per il resto si sono rivelati soprattutto un terrificante boomerang, basti considerare l’impatto che hanno avuto sull’economia greca i Giochi di Atene del 2004 e l’esempio negativo di Londra della prossima estate

Non è tutto, perché dove ci sono tanti soldi arrivano pure il malaffare e gli speculatori. Lo Stato ci mette denaro pubblico, i privati si lanciano all’assalto della diligenza per razziare anche gli spiccioli. Siamo il Paese degli sprechi, degli appalti gonfiati, delle mazzette facili, dei ‘grandi eventi’ trasformati in macchine mangiasoldi, della corruzione elevata a sistema. Abbiamo vissuto già la vergogna di Italia 90, del Giubileo del 2000, dei Mondiali di nuoto del 2009, non si sente assolutamente il bisogno di dare alle varie cricche, sempre in agguato, un’altra imperdibile occasione per fare affari e soldi sporchi.

Insomma, tutti vorremmo le Olimpiadi in Italia ma semplicemente non possiamo permettercele. Come ha detto Monti, in un altro momento il rischio sarebbe stato anche accettabile ma in questa situazione è piuttosto un rischio non responsabile. Le priorità sono altre. Non è tempo di Giochi, nemmeno quelli olimpici!

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