Gli italiani all’estero non ci sono più

All’estero non ci sono più italiani che possano definirsi tali. Attualmente abbiamo solo delle presenze che ce lo ricordano: i parlamentari che sono stati eletti e chiamati a rappresentarli e quanti avrebbero voluto e vogliono arrivare a diventare loro rappresentanti.
Ma chi dovrebbe essere l’oggetto di queste attenzioni non c’è oppure è assente. Senza dubbio, quanti si posero di traverso alla legge che istituiva la circoscrizione estero, attualmente hanno una parte di ragione difficilmente confutabile. Tutto quanto concerne gli italiani all’estero è approssimativo, incerto, confuso. Una sorta di nebulosa che li avviluppa e li rende invisibili. A partire dai registri AIRE mai aggiornati, dalla riluttanza e dalla strafottenza di occuparsi di sé stessi, per finire alla certezza dell’esistenza in vita di quanti percepiscono le pensioni. Ma non è l’elenco delle cose che sono indecifrabili che ci interessa sottolineare quanto del perché della superficiale considerazione che di essi si è avuta e che essi stessi hanno.
Il clima che si respira in patria, e non solo oggi perché inquinato da una crisi senza inizi e senza fine, non è certo di quelli che tende ad aggregare gli italiani tra di loro. Neanche l’amor proprio. Nessun singulto di dignità aggiusta le autocritiche irresponsabili che calpestano sia il senso dell’Unità patrio, sia la consapevolezza di non essere in fondo un popolo nato per strada ma con un passato assai nobile. Questo atteggiamento non potrebbe cambiare ovviamente per quanti vivono all’estero fantasmi allontanatisi da casa per colpa di una vita insostenibile al confronto della quale il razzismo trovato all’estero sembrava un semplice gioco da ragazzi. Le abbiamo provate tutte le strade: sinistra, centrosinistra, destra e centrodestra. Nulla. L’atteggiamento di fastidio e di imbarazzo trasversale, allo stesso tempo, hanno posto fuori gioco in pratica le argomentazioni a sostegno. Possiamo solo biasimare, e più di tanto, lo sconcertante silenzio di questa gente che non dichiara di esistere, di essere presente né tantomeno si fa sentire. La voce di diciotto parlamentari, abbiamo visto, non è udibile per una questione di separazione politica e quindi di amplificazione. Se gli italiani all’estero esistono ancora ebbene che ne diano una prova incontrovertibile altrimenti ciccia. Non è sufficiente “battere un colpo”.

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