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Governo e semplificazioni: Outsider: un passo in avanti e uno indietro

“Non possiamo che apprezzare la nuova proposta del Governo di riformare il valore dei titoli di studio e i criteri concorsuali per accedere alla pubblica amministrazione. Questa proposta dimostra che il Governo crede fermamente nella crescita, questa è la vera notizia positiva. La semplificazione di un sistema bizantino come quello italiano è certamente un passaggio fondamentale per ritornare a far correre l'economia. Tuttavia, crediamo che i problemi si debbano affrontare, e non basti girargli attorno.”
Inizia così il comunicato di Outsider- Partito degli Esclusi di commento al decreto semplificazione approvato oggi dal Consiglio dei Ministri.
“Per esempio- continua la nota- Il valore legale del titolo di studio non è solo un limite alla crescita ma è un bastone tra le ruote della libera iniziativa. E' un pezzo di carta inutile con cui lo Stato e la politica affermano il proprio controllo su quelle che dovrebbero essere le scelte autonome dei cittadini e degli enti con cui loro operano, siano essi università pubbliche o private. Va abolito subito. Dobbiamo lasciare libere le Università di scegliere i propri corsi e competere attorno ad essi: ugualmente dobbiamo lasciare che i cittadini scelgano corsi e percorsi di studio liberamente, sulla base della qualità dell'offerta formativa di ciascun ente universitario. L'urgenza di abolire il valore legale del titolo di studio è ben spiegata in tutti i suoi dettagli dalle più recenti analisi elaborate dal Partito degli Outsider, ma viene da lontano (Einaudi ne scrisse a cavallo tra gli anni '40 e '50).
Deludono, allora, le dichiarazioni del Ministro Profumo in conferenza stampa, che sembrerebbero giustificare la mancata abolizione del valore legale del titolo con il desiderio delle famiglie di vedere i propri figli ottenere un titolo come premio del percorso scolastico; per poi sostenere che il titolo non ha più valore per le aziende che basano le proprie scelte di assunzione su altri criteri. Che contraddizione.
Non sarà che il Governo è troppo timido? Se non si riforma lo Stato, togliendogli quel potere eccessivo rispetto ai cittadini, per tornare a ridare all'individuo il diritto fondamentale di scegliere, di farlo responsabilmente, non si tornerà più a crescere. Quella dell'amministrazione pubblica è una riforma che non può tardare.”
Per ulteriori informazioni: info@partitodegliesclusi.it

Segue il profilo di Outsider:
Outsider – Partito degli Esclusi, malgrado il nome, non è un partito (non c’interessa l’ennesimo inutile partitino in Italia) ma un movimento che vuole trasformare i vecchi partiti e far nascere un nuovo modo di affrontare le scelte politiche. I problemi sono reali. I temi da affrontare sono delicati e seri. Le difficoltà generate dalla“società italiana duale” sono durissime. Per questo facciamo un “partito della seconda tessera” per chi già ne ha una ma vorrebbe portare valori diversi e più attuali nel dibattito politico, della prima tessera per chi non crede nei vecchi partiti ma sente di volersi impegnare per cambiare strutturalmente l’Italia. ESC non è estremista, non agirà per buttare via quanto di buono il Paese esprime. ESC non vuole raccontare balle ben vestite né promettere miracoli. Siamo arrabbiati, delusi, competenti, siamo professionisti e lavoratori che non vogliono il posto fisso ma esigono opportunità vere.

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