BENE IL PRINCIPIO DELLE RESPONSABILITA’ CIVILI DEI MAGISTRATI: ORA TOCCA ALLA POLITICA AMMINISTRATIVA DELLA RES PUBBLICA!

Spesso anche su questo giornale ho posto una precisa domanda:” Chi controlla il controllore?”

Fino a qualche giorno fa, non avevo troppi dubbi: il popolo. Oggi i nostri politici con un ememdamento da parte della Lega hanno sentenziato che anche i giudici che sbagliano, devono pagare, laddove c’e’ il dolo. In linea di principio il provvedimento e’ in perfetta sintonia con l’ articolo 28 della nostra Costituzione:” I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti. In tali casi la responsabilità civile si estende allo Stato e agli enti pubblici.” A mio avviso il provvedimento legislativo pasato alla camera non rispecchia in toto il primo comma dell’ articolo terzo:” Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge…” Se il provvedimento dovesse passare anche al Senato se un giudice sbaglia il cittadino puo’ citarlo per il risarcimento, mentre se sbaglio un primo ministro, o i ministri con decreti leggi o voti di fiducie ( vere e proprie sentenze) , oppure se sbaglia un funzionario e dipendenti dello stato in generale, il cittadino subisce il dolo due volte e non puo’ farci assolutamente niente, anche volento le loro responsabilita’ civili si estenderebbero ancora allo Stato, ossia sulle spalle dei cittadini. Facci un esempio banalissimo che anche un bambino di 10 anni capirebbe, i funzionari statali della cosa pubblica nel corso dei decenni ci hanno regalato un debito pubblico non eguale nel mondo e se il cittadino si ribella, dichiarano bancarotta e non ti pagano piu’ la pensione (per dirne una).Tornando alla domanda da me postra a priori :” Chi controlla il controllore?”, ultimamente mi stanno sorgendo dei seri dubbi, cio’ che vale per un “controllore”, non vale per un “altro”. (I will say no more. Si fa per dire!)

Carmine Gonnella (Progetto Pie) Londra

Lascia un commento