Lei è candidato a sindaco di Palermo? “Sì, candidato al primo turno”. Così il portavoce dell’Italia dei Valori, Leoluca Orlando, in questa intervista, pubblicata oggi da L’Unità .

Non ha accettato di partecipare alle primarie con Pd e Sel?
“Sto andando a Pistoia per le primarie di coalizione, poi andrò ad Asti, le primarie sono uno strumento di partecipazione”.

Ma a Palermo?
“A Palermo le primarie sono aperte alla possibilità di un’alleanza con Raffaele Lombardo e con i partiti del Terzo polo. Ma il Terzo polo non è una categoria dello spirito, si tratta delle persone che hanno sgovernato Palermo con Diego Cammarata. Noi abbiamo tenuto aperto per un anno e mezzo un tavolo delle primarie al quale il rappresentante del Pd non ha ritenuto di partecipare. Non c’è stato un pronunciamento chiaro per l’esclusione di chi ha massacrato Palermo, quindi IdV sta al di fuori”.

C’è una stranezza che dal Continente è difficile capire, lei, Rita Borsellino, Fabrizio Ferrandelli provenite dalla stessa storia.
“Io mi confronto al primo turno, non alle primarie. La stranezza è nell’accordo innaturale fatto dal Pd, che si è messo al servizio di Raffaele Lombardo (mi assumo la responsabilità di ciò che dico) rinunciando a una coalizione alternativa. Da queste parti si dice: ci vuole il vento in chiesa ma non che spegne le candele”.

Rita Borsellino ha ribadito la stima e l’amicizia nei suoi confronti.
“E io confermo amicizia e stima antiche”.

Vi siete parlati in questi giorni?
“Fino a ieri sera. Abbiamo storia e valori comuni e da quattro mesi la supplico di non cadere nella trappola”.

Quale trappola?
“Quella del rapporto con Lombardo. Mi dispiace ma Rita si è messa in un vicolo cieco. Faccio una previsione: Rita le primarie le perde, perché lei ha i voti larghi ma non quelli dell’apparato. A Palermo ci sarà un bis di Napoli, Rita farà la fine di Umberto Ranieri, alla fine vincerà il candidato di Cracolici e Lumia”.

Mi scusi ma in questo momento il candidato di Cracolici e Lumia sembra provenire dall’IdV…
“Nell’Italia dei Valori qualcuno ha sbagliato e quando si sbaglia si chiede scusa. C’è una dichiarazione di Antonio Di Pietro che non lascia adito a dubbi, è chiarissima, c’è un solo candidato dell’Italia dei Valori”.

Il segretario del Pd Lupo sostiene che il centrosinistra unito può vincere al primo turno, senza necessità di altri apparentamenti.
“A Palermo bisogna vincere con un progetto politico alternativo, invece il Pd usa la foglia di fico delle primarie per scaricare le proprie contraddizioni interne. Ma facciano un congresso! Oppure, se il partito democratico deve parlare con una voce sola, mandino un commissario. Noi diciamo no ai massacratori della città”.

La Sicilia è stata paralizzata in questi giorni da autotrasportatori e forconi. Il presidente di Confindustria Sicilia ha denunciato infiltrazioni mafiose.
“Io rispetto e condivido le preoccupazioni di Lo Bello ma la mafia esiste anche quando la gente non protesta e nelle campagne siciliane c’è puzza di fame”.

Il presidente degli industriali ha fatto battaglie importanti, questo fa pensare che in Sicilia un progetto alternativo non sia una questione di destra e sinistra. Il Terzo polo non rappresenta delle novità?
“Non è una questione di destra e sinistra, la mafia, se gli conviene, avvicina anche gente di sinistra. Ma, quanto al Terzo polo, mi faccia una cortesia, organizzi un incontro a Palermo fra me e Bruno Tabacci”.

Perché?
“Tabacci a Milano è stato all’opposizione di Letizia Moratti, invece a Palermo parliamo di gente che ha governato con il primo e il secondo Cammarata, quello dei brogli, per i quali siamo in attesa di una sentenza definitiva. L’elettorato del Pd non accetterà di trovarseli tutti insieme”.

Che ne è della foto di Vasto?
“La foto di Vasto non è una foto ricordo, per noi è stato l’inizio di un percorso strategico. Io sto andando a Pistoia per le primarie e sono la stessa persona che non le accetta a Palermo”.

La situazione di Palermo può influire su quella nazionale?
“Non vorrei che la palma del Pd siciliano contagiasse quelle dello Stivale. Palermo è un’eccezione, non vorrei divenisse la regola”.

Lei è candidato sindaco a Palermo?
“Sì. Non è una questione di persone ma di progetto. Se si crea un tavolo di centro sinistra si decide insieme”.

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