La ministra della dIstruzione

E’ suonata la prima campanella del nuovo anno scolastico, ma non è stata per niente una campanella festosa. I fondi per l’autonomia scolastica son stati ridotti del 38%. In soldoni significa che i genitori se vogliono che i lor figli possano usufruire dei servizi scolastici minimali come l’attività di sostegno e recupero dovranno pagarsele da soli. Non che sia una novità: già lo fanno, ma dovranno in futuro farlo sempre di più. Aggiungendo le spese a quelle già pazzesche per i libri di testo: un affare lucroso che viene denunciato a ogni inizio di anno scolastico e poi, l’anno dopo, tutto resta identico a prima. A parte il prezzo dei libri che continua a salire come se niente fosse.
La mazzata si somma al taglio milionario previsto dalla controriforma Gelmini e anticipa i prossimi, quelli previsti dalla manovra sotto la voce ipocrita “tagli agli enti locali”: una mazzata tanto disastrosa che anche gli stessi sindaci e presidenti di Regione del Pdl non ne possono più, ma non hanno il coraggio di staccare la spina e protestano quanto e più di quello che fa l’opposizione. Centinaia di istituti saranno accorpati così ad altre scuole già affollatissime, sino a rendere impossibile garantire sia la sicurezza che una didattica efficiente nelle classi strapiene. Resteranno senza lavoro anche centinaia di dirigenti e personale amministrativo, in aggiunta ai 30mila precari già fatti fuori dall’uragano Gelmini.
Ma ormai a essere in pericolo non sono più solo migliaia di posti di lavoro o il diritto dei giovani a un’istruzione decente: è la stessa scuola pubblica che viene sradicata da queste politiche folli e irragionevoli, che distruggono la principale risorsa del Paese, cioè la formazione dei suoi giovani e giovanissimi.
Noi dell’Italia dei Valori contrasteremo questa opera di distruzione con ogni mezzo. Saremo a fianco di tutte le mobilitazioni a partire da quella organizzata oggi dai precari di fronte al ministero della Pubblica istruzione. Lavoreremo perché il centrosinistra sia pronto, quando un governo coperto dal discredito se ne sarà finalmente andato, a invertire rapidamente, con proposte concrete e non ideologiche, la corsa verso il precipizio a cui questo governo e questa ministra della distruzione hanno condannato la scuola pubblica.

Postato da Antonio Di Pietro

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