Una T&A praticamente perfetta piega la Danesi e conquista lo scudetto 2011

Gara7 s'incanala ben presto nella direzione del Titano. Un secondo inning da 5 punti segna una partita nella quale il cuore nettunese non è stato sufficiente contro le bordate e la classe dell'attacco sammarinese. Dura poco più di 1 inning, nella decisiva gara7, la speranza della Danesi Nettuno di potere cucire sulle casacche lo scudetto per la diciottesima volta. Un secondo inning da 5 punti della T&A San Marino contro i lanci di Remigio Leal, scava un solco che si rivela impossibile da colmare per la giovane formazione laziale. La corazzata del Titano si affida ai lanci di Vicente Bonilla e del suo rilievo Cubillan, supera qualche timore d'inizio partita, poi scioglie tutta la potenza del suo attacco e con la classe di tutti i suoi campioni conquista, alla fine agevolmente, con un perentorio 10-1, il secondo titolo della sua storia.Nettuno affronta la partita con una disciplina impressionante nel box, che costa a Bonilla la bellezza di 30 lanci nel primo inning ma, soprattutto, frutta ai tirrenici il primo punto della gara, ad opera di un Ennio Retrosi (3 su 4 alla fine) da manuale, che tocca un singolo dopo un lungo duello con il lanciatore avversario, guadagna la seconda sulla palla in diamante di Camilo, ruba alla grande la terza base e pesta il piatto con il singolo a sinistra di Kelly Ramos.Nella parte bassa della ripresa, Leal può contare su di un Caradonna ispiratissimo, che vola letteralmente a intercettare la linea di Granato e si occupa della battuta di Ramos per il terzo out, dopo il K di Pantaleoni, con assistenza di Ramos, e la base di Vasquez.È ancora l'attacco laziale, invece, a premere con insistenza: una fucilata da inginocchiato di Albanese, che coglie rubando in seconda Renato Imperiali con la ‘collaborazione straordinaria' di Tony Granato, si rivela determinante per la T&A per uscire senza danni da una ripresa in cui Nettuno arriva a riempire le basi con 2 singoli, una base ball e un errore di Vasquez sulla battuta di Ambrosino; la squadra più esperta in campo, sembrava a questo punto preda della pressione del momento.Alla succulenta occasione persa, però, risponde inesorabilmente un San Marino che ritrova tutta la potenza del suo lineup: con Chapelli in base, Carlos Duran picchia una palla che Sparagna può solo guardare sparire nella notte oltre la recinzione, per il pareggio e sorpasso 2-1 dei padroni di casa, ma il calvario di Leal non è concluso, perché Francesco Imperiali batte un doppio contro la recinzione del centrocampo e Albanese lo porta in terza, pronto a segnare sul singolo di Granato; Giovanni Pantaleoni scaraventa a sua volta il primo lancio del partente nettunese fuori dal terreno di gioco, per il 5-1, costringendo Claudio Scerrato a chiamare sul monte José Escalona.L'impatto del big inning sammarinese è evidentissimo: Bonilla esce dal terzo inning con 7 lanci, mentre i suoi compagni riempiono i cuscini con 2 singoli a seguire di Chapelli e Duran e la base ad Avagnina, seguiti dal secondo doppio al centro della serata di Francesco Imperiali, che porta il 7-1 e la sostituzione di Escalona con Fernando Gutierrez.Il motore dei titani gira a questo punto a pieno regime, con Granato a regalare qualche altra perla difensiva delle sue, come la presa in tuffo, spalle al piatto, del quinto, che sottrae letteralmente una valida a Enzo Sanna, ma soprattutto con un attacco il quale, dopo un quarto inning di pausa, riprende a macinare implacabilmente punti: sono 3 nell'inning, grazie al doppio inaugurale di Duran, e la sequenza di singolo-doppio-singolo di Francesco Imperiali, Simone Albanese e Granato, per il 10-1.Dal sesto, c'è Kris Wilson sul monte per la Danesi, mentre Bonilla termina la sua ottima prova dopo 7 riprese complete, con 1 solo punto subito in virtù di 7 valide, 2 basi ball e 6 strikeout, sostituito da Darwin Cubillan, ma non succede più nulla che possa impensierire i padroni di casa.Sono 12 le valide di San Marino, alla fine, in una prova corale impressionante, in cui brillano il 3 su 4 di Carlos Duran e Francesco Imperiali, e che porta il tricolore nell'Antica Terra della Libertà.IL TABELLINO LE INTERVISTE

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