L’ITALIA E’ FALLITA E GLI ITALIANI NON POSSONO INSERIRSI NELLA PROCEDURA FALLIMENTARE

…IN QUANTO L’AMMINISTRATORE DELEGATO, ALIAS BERLUSCONI, HA DISTRATTO TUTTI I BENI DEL PAESE ATTRAVERSO UNO STUOLO DI “NOMINATI” INCAPACI, IMMORALI, FACCENDIERI, IN GRAN NUMERO INQUISITI E CONDANNATI

Lo scorso 15 giugno 2011, sentendo forte odore di bruciato, scrissi un pezzo su “Politicamentecorretto”, a titolo : “Il momento è tragico”.
Detto pezzo, ha avuto in pochi giorni 463 visite, molto verosimilmente perché il tasto toccato era in linea con la tragedia che sta vivendo oggi il nostro Paese. Oggi infatti, di questa situazione, ne recepiamo la più lapalissiana conferma e quindi non c’è bisogno di aggiungere altro in quanto l’Italia, non solo non potrà risollevarsi dall’attuale default nemmeno nel lungo termine stante il fatto che il debito pubblico è fisiologicamente insanabile, ma anche perché – e questo è ancor più grave – quand’anche le stesse opposizioni a questo governo dovessero assumere le redini per raddrizzarne il timone, esse non sarebbero assolutamente in grado di farlo.
Oggi, non c’è più nulla da fare: è inutile girare attorno al problema inventandone ogni giorno una di nuova per dare alla manovra un assetto accettabile in quanto i numeri non tornano e, quand’anche volessimo forzatamente farli tornare, il palco cadrebbe rovinosamente addosso a quella parte onesta della stramaggioranza di cittadini di buon senso, che ha taciuto dignitosamente per fare gli interessi del Paese, provocando così una tale reazione sociale al confronto della quale lo Tsunami potrebbe apparire una sorta di venticello di primavera. Questa è la realtà.

Oggi non ci sono più i beni da aggredire come succede per i fallimenti. Oggi, oltre a questi, sono spariti anche quelli “immateriali”, come per esempio, l’onestà intellettuale, i meriti delle persone per bene, il rapporto sociale, il pensiero pulito, la normale ragionevolezza, lo stile di vita, il rispetto reciproco, le vere amicizie, la concordia sociale ecc.ecc., per cui, se ai mezzi materiali vengono a mancare anche quegli “immateriali” non esiste più appiglio per ripartire.
Oggi l’Italia ha bisogno di un potentissimo lavaggio gastrico per detergere quelle tonnellate e tonnellate di tossine che il berlusconismo, con la sua becera politica, ha purtroppo iniettato sullo stile di vita del popolo italiano che ora, accortosi di essere stato brutalmente ingannato da messaggi fasulli, dalla politica delle immagini senza costrutto, ecc.ecc., si accorge che non esiste più una via d’uscita.
Guardando in faccia i nostri politici, anche nelle varie trasmissioni TV, è facile recepire la loro vergogna che non riescono più nemmeno a nascondere e sulla quale cercano di glissare perché la contropartita economico-finanziaria correlata alla loro posizione, val pur sempre (per loro) una brutta figura…atteso che ormai ci hanno fatto anche il callo, come si usa dire.

In questo momento, io non saprei che pesci pigliare. Eppure una soluzione ci sarebbe, eccome !
Smantelliamo per gradi tutte le Regioni che costano circa 400 miliardi di euro all’anno e facciamo pagare lo scotto a questa gente che finora ha goduto di questo privilegio nelle Regioni, che non sono altro che una duplicazione inutile dello Stato Centrale, che ha un debito di 1900 miliardi !! Vadano a cercarsi un altro lavoro, quelli delle Regioni, come sono costretti oggi a fare i giovani. Accorpiamo alcune province, ma soprattutto tutti i comuni viciniori.

Questa è l’unica strada. Difficile, odiosa, impopolare, conflittuale, se vuoi anche impossibile, ma è l’unica.

Altrimenti non si andrà da nessuna parte. Sono in attesa di…strali al curaro.

ARNALDO DE PORTI

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