Primarie soluzione migliore, mi candiderò anch’io

Io sono convinto che una delle cause fondamentali della mancanza di credibilità del nostro Paese presso le istituzioni, i mercati e i partner internazionali siano proprio questo governo e il suo capo. Fare una manovra finanziaria per la quarta volta e forse per la quinta vuol dire non avere le idee chiare. Quando uno non ha le idee chiare su cosa fare e come fare, mette a rischio la tenuta stessa dei conti e la credibilità del Paese.
Se a questo si aggiunge il fatto che il presidente del Consiglio, col suo modo di essere e di fare e col suo uso personalissimo delle istituzioni, ha reso poco credibile il Paese, a me pare che ogni giorno in più che lui sta al governo è un giorno in più che perde il nostro Paese per riconquistare la credibilità internazionale e dei mercati. Per questo io non mi sto più solo battendo per fare opposizione a Berlusconi ma mi sto impegnando per costruire un'alternativa. Alla fine, in democrazia, bisogna offrire un'alternativa e bisogna che questa alternativa abbia la maggioranza dei voti degli italiani.

L'Italia dei Valori sta dimostrando che può non essere solo opposizione ma anche alternativa. Lo abbiamo dimostrato con fatti concreti. I referendum che abbiamo promosso e che, tutti e tre, hanno passato il vaglio dell'elettorato su temi importanti come le leggi ad personam, la privatizzazione o meno dell'acqua e le centrali nucleari hanno dimostrato che i cittadini su temi concreti intendono dare la loro risposta. Anche oggi ci sono centinaia e centinaia di banchetti in giro per l'Italia, promossi anche dall'Idv, nei quali stiamo raccogliendo le firme per modificare la legge elettorale e per abrogare tutte le Province.

Una forza politica come la nostra, che sta all'opposizione e quindi non può cambiare le cose in Parlamento perché non ha la maggioranza, ma fa il suo dovere insieme ai cittadini per coinvolgerli direttamente nelle decisioni più importanti per questo Paese, credo che abbia le carte in regola per proporre e proporsi come alternativa. Due mesi fa l'IdV ha depositato non solo in Parlamento ma ha mandato, con una lettera di accompagnamento a mia firma, al presidente del consiglio e al ministro Tremonti, una contromanovra, in cui indicavamo come andavano a nostro avviso corrette le proposte fatte dal governo. Quel che più ci interessava era individuare delle correzioni strutturali soprattutto sulla spesa e sugli sprechi. I costi e gli sprechi della politica andavano eliminati in maniera molto determinata.

Di tutti questi tagli non c'è niente, neppure quello delle Province come dicono i giornali. Magari avessimo da votare l'abolizione delle Province! Non è così. Oggi hanno solo detto che faranno un disegno di legge costituzionale. Quando arriverà in Parlamento, andrà in Commissione, affinché si studi cosa fare: se potessimo campare per tutti gli anni che serviranno per fare questa modifica costituzionale diventeremmo Matusalemme.

Inserire nella manovra la modifica dell'art. 18 senza una discussione con le parti sociali è stata una forzatura e un colpo di mano che doveva e poteva essere evitato. La manovra serve per far tornare i conti. Inserire una norma che nulla ha a che fare con la contabilità ma ha a che fare solo con una resa dei conti fra datori di lavoro e lavoratori mi sembra una forzatura capziosa da parte del governo che, approfittando di una manovra che deve essere approvata nel più breve tempo possibile, ci ha inserito anche una norma repressiva. Questa forzatura va contrastata perché una riforma di questo genere va fatta attraverso la discussione con le parti sociali e nell'ambito di una riforma complessiva.

Costruire l'alternativa a Berlusconi non è facile, anche perché il Pd è attraversato da mille difficoltà e il “sì ma anche no” sembra diventato il suo mantra. Credo che la soluzione ideale per l'individuazione del candidato premier siano le primarie, in modo che ognuno possa presentare il proprio programma e mettere in gioco la propria credibilità, e questo è un vantaggio sia per la coalizione che per i cittadini. Capisco e rispetto il desiderio del Pd di scegliere il candidato e se a vincere le primarie sarà Bersani niente in contrario, però mi candiderò anche io.

Postato da Antonio Di Pietro

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