MICHELE PAGANO (UDC): “L’UDC DEVE SELEZIONARE UNA CLASSE DIRIGENTE LEGITTIMATA E NON DI NOMINATI”

ROMA – “E’ quanto mai opportuno il richiamo del vice presidente della Regione Lazio, On. Luciano Ciocchetti, alla meritocrazia e alla selezione di una classe dirigente veramente capace e all’altezza delle sfide future che attendono il Paese – dichiara Michele Pagano, presidente del Coordinamento Udc della provincia di Roma -. Il partito deve eliminare, con tutta l’urgenza del caso, quelle incrostazioni che lo appesantiscono e ne ostacolano l’ulteriore crescita. Non si può continuare a tollerare, o sottacere, l’accesso a ruoli politici e amministrativi di “nominati” che non sono diretta espressione di un legame con il territorio che è alla base della rappresentanza e dell’acquisizione del consenso Questa alterazione politica ha portato a quella degenerazione che percepiscono, ormai, anche i cittadini. L’Udc deve farsi garante di un rinnovamento che vada oltre alle semplici enunciazioni di merito. Bisogna ridare un ruolo di primo piano a quanti, nel partito, operano giornalmente per dargli visibilità e trasmetterne i valori sul territorio. L’Udc deve essere davvero, sempre di più, una casa di vetro. La trasparenza applicata alla selezione della classe dirigente, ai vari livelli istituzionali, comunali, provinciali, regionali e nazionali, darà – conclude Pagano – quel segnale di discontinuità che in molti reclamano dall’interno e dall’esterno”. Per Nelido Vallocchia, segretario amministrativo del Coordinamento Udc della provincia di Roma, “il dibattito apertosi all’interno del partito a seguito delle dichiarazioni del vice Presidente della Regione Lazio, On. Luciano Ciocchetti, dà finalmente seguito e concretezza a un diffuso malumore che si raccoglie tra molti amici che ritengono opportuno rilanciare, all’interno dell’Udc, un confronto sulla necessità di individuare un metodo, chiaro e trasparente, di selezione della classe dirigente che passi attraverso il consenso, il merito e la capacità personale di quanti andranno a ricoprire incarichi interni o esterni. Attardarsi su prassi che hanno unicamente veicolato personalismi significa privilegiare atteggiamenti politicamente borderline che nulla hanno a che vedere con la nostra storia e il nostro essere al servizio della collettività”.

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