E’ ora di indignarsi !!!

In questi ultimi mesi mi sono speso, invero molto timidamente per non apparire un soggetto reazionario se non addirittura eversivo nei confronti delle Istituzioni democratiche sulle quali ho improntato in maniera quasi ossessiva il senso del mio dovere civile allo scopo di risvegliare le nuove generazioni dal letargo al quale sono state indotte da una democrazia agonizzante.

Ho incominciato con i giovani delle ACLI a livello nazionale interessando il loro giovane presidente, ma anche intrattenendo un mio coetaneo di Belluno, segretario provinciale.

Successivamente, in diversi giornali, sempre con qualche titubanza ad evitare di essere frainteso dalle autorità che vigilano in questo contesto, ho lanciato qualche timido ad una qualche reazione democratica, civile e pacifica allo scopo di attirare l’attenzione sul fatto che l’Italia, in mancanza di un minimo di reazione, sta andando oltre il baratro. E le previsioni di cui parlo inascoltato da molto tempo si sono purtroppo maledettamente e puntualmente avverate.

Ma oggi sono stato incoraggiato da uno scrittore molto più anziano di me (oltre 90 anni) Stéphane Hessel, il quale, in un libercolo di sole 61 pagine, ADD Editore Torino, 2011, invita i giovani ad indignarsi e quindi a reagire.
Per quanto si tratti di cose già facenti parte del mio bagaglio democratico e civico, mi pare utile estrapolare alcune frasi da questo libro di Stéphane Hessel, già esponente nella stesura delle Dichiarazioni Universali dei diritti dell’uomo adottate dalle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948.
Il titolo : “Indignatevi !” Il contenuto, per stralci :

– è necessario ricreare un’organizzazione razionale dell’economia che garantisca la subordinazione degli interessi particolari all’interesse generale;
– è necessaria una stampa indipendente per avere una vera democrazia, svincolata dal potere del denaro e dalla influenza estera
– è necessario che la scuola sia anch’essa svincolata dalla società del denaro e sia rivolta allo sviluppo della creatività e dello spirito critico;
– come mai, a suo tempo, in un’Europa in ginocchio dopo la liberazione si è visto crescere in maniera considerevole la ricchezza ed ora che c’è tutto non cresce affatto ?
– il motore moderno per cambiare le cose è l’indignazione. I responsabili politici (quelli seri) non devono abdicare, né lasciarsi intimidire dalle dittature dei mercati finanziari che minacciano la pace e la democrazia;
– dobbiamo abbracciare un’evoluzione storica, una maggiore libertà (non quella incontrollata della volpe nel pollaio);
– basta una minoranza attiva che reagisca e ciò sarà il lievito per far crescere le coscienze;
– ci vuole un vero impegno civile: la corsa al “sempre di più” della politica economica moderna sono come un uragano devastatore;
– si vive in un contesto di interconnettività senza precedenti, ma non ci si parla più e, se lo si fa, spesso si creano situazione intollerabili;
– per essere efficaci occorre organizzarci in rete, approfittare di tutti i mezzi di comunicazione,
– il futuro appartiene alla non violenza, alla conciliazione fra le varie culture: non dobbiamo lasciare che si accumuli troppo odio nel mondo;
– il pensiero produttivistico dell’occidente è fallito per cui è necessario rompere le vertigini del “sempre di più” sia in ambito finanziario che in quello della scienza e della tecnica;
– i rischi a cui siamo esposti oggi sono gravissimi e potrebbero mettere fine alla stessa avventura umana in un pianeta che diventerebbe inabitabile.

Che altro aggiungere ? Chi avrà la cortesia di leggere questi punti non potrà certamente sottrarsi da specifiche e correlate riflessioni. Il fallimento infatti sta diventando globale !
ARNALDO DE PORTI

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