Femminismo romantico

di Marta De Luca

Emanuela Ruggeri, ventunenne romana, ha esordito di recente sul panorama editoriale con il libro d’avventura: “La vendetta dei pirati”, edito dal gruppo Albatros Il Filo. Il libro narra l’avventura di Mila Ligte, figlia del pirata più temuto dei sette mari. Fin da piccola sogna di poter seguire le orme del padre ed entrare a far parte della ciurma della Drago Rosso, la nave dove è cresciuta. Ma essere un pirata significa cancellare definitivamente ogni forma di pietà: non è una cosa per donne. Quando, però, il padre di Mila viene ucciso da Occhio Avvelenato, suo acerrimo nemico, la ragazza giura vendetta e, assieme al fratello e al suo amico Jimmy, tenterà di ritrovare il Marchio Oscuro per regolare definitivamente i conti con il suo capitano. Amori, tradimenti e grandi emozioni, per un romanzo avventuroso e appassionante. 'La vendetta dei pirati' rielabora il fascino senza tempo del lupo di mare e lo rilegge in chiave moderna, aggiungendo un pizzico di femminismo e di romanticismo. Emanuela scrive da quando era molto piccola, cominciando da storie brevi e fantastiche. Diplomata al liceo classico, frequenta il secondo anno universitario alla facoltà di Lettere. Da sempre il suo sogno è quello di diventare una brava scrittrice, apprezzata da tanti lettori. “La vendetta dei pirati” nasce quando lei aveva soli dodici anni. Dopo sette anni Emanuela ha deciso di riprendere in mano le bozze del romanzo e riscrivere il tutto, ampliando capitoli e aggiungendo nuovi personaggi. La storia nasce dalla sua passione per i pirati e le avventure in mare. Un scelta coraggiosa, quella dell’autrice, nei confronti di un genere letterario che, nell’epoca di internet, sembra essere pericolosamente a rischio di finire tra gli scaffali dimenticati, mentre rimane un mezzo essenziale, soprattutto tra gli adolescenti, per favorire l’incontro con la lettura anche al fine abituare il pensiero a una costruzione sintattica più corretta del linguaggio. Nell’epoca degli sms abbreviati, dei tvb e dei po’ con l’accento anziché l’apostrofo, la scelta di questa giovanissima autrice ci è parsa pertanto assai meritevole di essere incoraggiata e applaudita. (Laici.it)

Lascia un commento