Riforma forense 1: L’avvocatura fa quadrato: approvazione immediata alla Camera

L’Avvocatura fa quadrato sulla riforma forense e ne chiede l’approvazione immediata alla Camera
E’ questo l’esito della affollatissima riunione (la più partecipata degli ultimi anni) convocata ieri, 26 luglio, a Roma dal Consiglio nazionale forense per fare il punto dopo i tentativi di aggressione, tramite una liberalizzazione selvaggia, alla professione durante l’esame della Manovra finanziaria e assumere le iniziative necessarie.
Al tavolo della presidenza Guido Alpa, presidente del Cnf, Alberto Bagnoli, presidente della Cassa forense, Maurizio De Tilla, presidente dell’Organismo unitario dell’avvocatura.
Ha portato il saluto il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Michele Vietti.
Erano presenti numerosissimi presidenti degli Ordini forense, delle Unioni, delle Associazioni.
Sono intervenuti anche alcuni rappresentanti politici (vedi oltre)
L’avvocatura ha convenuto, a larga maggioranza, sulla necessità di chiedere alla camera l’approvazione in tempi rapidi della riforma della professione forense. Di senso contrario Anf.
E’ stato riconosciuto come il testo, licenziato al Senato, affermi principi fondamentali e irrinunciabili per il riconoscimento del ruolo che la Costituzione riconosce all’avvocatura. Tra questi la specialità della professione forense, la funzione insopprimibile degli Ordini, l’assoluta diversità della professione dall’attività di impresa.
“L’attività dell’avvocato si connota per essere depositaria dell’esercizio del diritto della difesa attraverso l’assistenza legale garantita ai cittadini. E non può certo essere confusa con l’attività di commercio”, ha dichiarato il presidente Alpa.
“E’ necessario salvaguardare ad ogni costo la qualità, la deontologia e l’efficienza della professione. Siamo accanto ai cittadini e quindi anche alle imprese. Ma non vogliamo essere dominati dal sistema economico. Per questo dobbiamo difendere, anche con la riforma, l’autonomia e indipendenza dell’avvocatura”, ha ribadito fermamente il presidente del Cnf.
Alpa ha ripercorso i tratti qualificanti della riforma: la specializzazione, la riserva di consulenza, l’assicurazione obbligatoria, la deontologia, il ripristino delle tariffe minime: “garanzie per i cittadini e non arroccamenti corporativi”.
Nel suo intervento, il presidente Cnf ha manifestato gratitudine nei confronti di quei parlamentari della maggioranza che si sono opposti al tentativo di minare nelle fondamenta il sistema delle professioni intellettuali.
“L’avvocatura si deve mobilitare per scongiurare qualsiasi politica di liberalizzazione selvaggia che potrebbe essere riproposta alla ripresa dei lavori parlamentari”, ha dichiarato il presidente dell’Oua, Maurizio De Tilla.
“La strada migliore per non finire nel tritacarne della politica è quella di portare in porto la riforma forense”, ha sottolineato il presidente della Cassa di previdenza forense, Alberto Bagnoli. “Il testo comunque andrà approfondito”.

Lascia un commento