FONTANONESTATE

Sedicesima edizione
21 giugno – 11 settembre 2011

Giardino della Fontana dell’Acqua Paola al Gianicolo – via Garibaldi 30 – 00153 ROMA
Orario degli spettacoli: ore 21
info e prenotazioni: 06.5883226 / info@fontanonestate.it

Direzione artistica: Enzo Aronica, Riccardo Barbera e Roberto Della Casa

Ufficio stampa: ELISABETTA CASTIGLIONI
tel/fax 06 3225044 – mob. 328 4112014 – elisabetta@elisabettacastiglioni.com

PROGRAMMA DAL 25 AL 31 LUGLIO

Lunedì 25 luglio
IL SOGNO DI IPAZIA

Di Massimo Vincenzi
Con Francesca Bianco
Voce fuori campo Stefano Molinari
Musiche: Francesco Verdinelli
Regia di Carlo Emilio Lerici
Una produzione Ass. Cult. Diritto e Rovescio
in collaborazione con Teatro Belli e Opere Festival 2009

Lo spettacolo racconta l'ultimo giorno di Ipazia, la prima matematica della storia, inventrice dell’astrolabio, oltre ad essere stata la principale esponente alessandrina della scuola neoplatonica. Dal suo risveglio al mattino, seguito dall'uscita di casa per recarsi alla sua scuola, sino all'aggressione e alla morte. La narrazione è intervallata dal ricordo di una delle imprese “disperate” tentate dalla protagonista: salvare la biblioteca di Alessandria, impresa che l’autore Masismo Vincenzi e il regista Carlo Emilio Lerici ritraggono come simbolo della sua intera vita.
A questo ricordo si alterna la voce sempre più veemente, e progressivamente più violenta, dell'autorità politica e religiosa. Partendo dal primo editto di Teodosio del 380 d.c. per arrivare ai veri e propri anatemi del vescovo Cirillo.
Per la parte relativa ad Ipazia la narrazione, pur fedele alla documentazione storica, è stata in gran parte liberamente reinventata. Per la parte relativa all'autorità politica i testi sono tratti dai quattro editti teodosiani. Per la parte relativa al vescovo Cirillo sono stati utilizzati frammenti dei suoi discorsi liberamente riadattati, tenendo come guida le testimonianze storiche che ci sono arrivate.
Lo spettacolo, che ha debuttato nella prestigiosa cornice del Castello Odescalchi di Bracciano nell'ambito di Opere Festival 2009, che lo ha coprodotto, ha ottenuto un incredibile successo nelle ultime due stagioni (quasi 150 repliche tra Milano, Roma, Trieste, Palermo, Venezia, Genova etc.) e la curiosità che ha suscitato a tutti i livelli ha fatto diventare la rappresentazione un piccolo “caso” nel panorama nazionale.
La figura di Ipazia, dopo essere stata cancellata dalla storia per 1600 anni, è tornata alla ribalta grazie anche al film di Amenabar “Agorà”. La sua vita e la sua tragica fine hanno fatto di lei un vero simbolo ed esempio per gli anni a venire.

Martedì 26 luglio
Riposo
(Lo spettacolo previsto per il 26 luglio dal titolo AMERICANI A ROMA: NUOVI PROGETTI 21 a cura dell'American Academy of Rome è stato annullato)

Mercoledì 27 luglio
TERESA

Di Toni Fornari
Ispirato al libro di Jorge Amado Teresa Battista stanca di guerra
Con Silvia Siravo
Scene e costumi: Silvia Polidori
Musiche originali: Enrico Blatti
eseguite dal vivo da Ivan Gambini alle percussioni
Luci: Danilo Facco
Regia di Norma Martelli
Una produzione Casa Editrice Alba s.r.l.

Il monologo s’ispira al celebre romanzo popolare di Jorge Amado “Teresa Batista stanca di guerra”, e narra la vita avventurosa di Teresa, chiamata anche “l’encantada” come la divinità della mitologia afro-brasiliana.
In scena l’attrice Silvia Siravo si cala nei panni dell’eroina: prostituta capace di ridiventare vergine ad ogni nuovo amore, ballerina di samba inarrivabile, debellatrice del diavolo nero.
Teresa si veste di bianco e si prepara per l’ ultimo incontro, il più desiderato, il più atteso. Rivive nel ricordo, le passioni, i desideri, le lotte, nel tentativo di riscattarsi nell’amore e nella speranza di una nuova vita. Questa storia di passione e tormento, vita e morte, è scandita dalla musica eseguita in scena dal percussionista Ivan Gambini.

Da Giovedì 28 luglio a Martedì 2 agosto
LI ROMANI IN RUSSIA

Di Elia Marcelli
Con Elisabetta De Vito, Nicola Pistoia e Paolo Triestino
a cura di Stefano Messina
Musiche di Pino Cangialosi
eseguite dal vivo da Sade Mangiaracina, Sara Natalizi e Michele Secci
Una produzione Neraonda

Tra il 1939 e il 1943 Elia Marcelli (Roma, 1915-1998) partecipa a quattro campagne di guerra come sottotenente di complemento: Francia, Jugoslavia, fronte greco-albanese e Russia. Durante queste campagne si distingue sia per l'impegno militare, sia per una attività volontaria di alfabetizzazione di numerosi soldati. Ferito e invalido di guerra, è insignito della croce al merito di guerra e decorato al valor militare.
Una volta tornato in patria, Marcelli lavora per lasciare la testimonianza della propria esperienza nella guerra di Russia (che costò la vita a più di 200.000 italiani), e lo fa con lo strumento che più gli sembra vicino a esprimere la verità: il dialetto, il suo dialetto romano colloquiale e schietto, l'unico strumento capace di raccontare fino in fondo l'immane tragedia di quella vicenda. Così nasce il poema Li Romani in Russia, che ricostruisce, con la forma tipica del genere epico, e cioè le ottave classiche, la campagna di Russia, e che è considerato dalla critica letteraria una delle opere più importanti della letteratura in romanesco della seconda metà del Novecento.
Nel poema la storia di Remo, Peppe, Mimmo, Sarvatore, Nicola, er Professore, e soprattutto Giggi, l'amico fraterno della voce narrante, è raccontata rispettando assolutamente la verità della storia, alternando i registri stilistici, dal grottesco (la parata iniziale) al lirico, dal narrativo al tragico, e facendo rimanere il racconto costantemente sul livello d'una immediata leggibilità. Ne viene fuori un quadro straordinario di verità, dove il freddo e la fame, la paura e l'angoscia, la volontà di fuga e la scelta di rimanere fermi nel rispetto del proprio dovere e nella solidarietà fra commilitoni sono verità che si evidenziano dai nudi fatti.
Noi seguiremo questa tragica epopea, dall'inizio alla fine, attraverso cinque momenti: l'adunata alla caserma romana della Cecchignola e il viaggio (dal 25 giugno alla fine di luglio del 1941); l'attraversamento delle nazioni balcaniche e della steppa russa (agosto-settembre); la battaglia sul fiume Dnjepr (ottobre); le battaglie, il gelo del “feroce” inverno 1941/42; la conclusione della tragedia, dall'avanzata degli eserciti italiano e tedesco sulla steppa del Don (estate del '42), alla controffensiva dell'esercito russo, alla battaglia di Arbusow, fino alla ritirata degli eserciti italiano e tedesco (gennaio 1942).

Ogni sera, lo spettacolo sarà preceduto dalle Spigolature Garibaldine, microstorie sui personaggi che, nella zona del Gianicolo, diedero vita a una delle pagine più esaltanti del Risorgimento italiano: la Repubblica Romana del 1849. Questi gli argomenti proposti a rotazione:
1 LA STATUA CENSURATA (Ciceruacchio e la strana sorte del figlio cancellato)
2 LO SPARTITO SPORCO DI OLIO (Mameli, la protocrocerossina Cristina Trivulzio ed altre storie)
3 LA GARIBALDINA EN TRAVESTI (Colomba Antonietti Porzi, garibaldina per amore)
4 PATRIOTA O RECLAME? (Ugo Bassi e la strana storia del suo monumento bolognese)
5 LA VERA STORIA DEI BAMBINI-PATRIOTI (da Righetto ai Martinitt, i ragazzini in barricata)
6 QUEL VECCHIETTO ERA UN GARIBALDINO? (Storia dei garibaldini fuori tempo massimo)
7 IL CIABATTINO ARGENTINO (ovvero, come nasce Anita)
8 ER BELLI E LI GIACUBBINI (il popolo e la rivoluzione)
9 GARIBALDI VS IL GENTIL SESSO (battaglie vinte o perse con le donne)
10 IL MISTERO DEI 4 VENTI (le ville della Repubblica Romana)

Maggiori info su www.fontanonestate.it

FontanonEstate 2011 è una manifestazione realizzata con il sostegno di Roma Capitale -Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico.

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