CHI HA ANCORA’ VOGLIA DI LEGGERE I GIORNALI ?

Secondo me parecchi giornali cartacei, ma non soltanto questi, almeno da come oggi sono sostenuti e concepiti, non hanno più una motivazione eticamente accettabile con riferimento al loro compito che è il servizio pubblico, inteso come dovere di registrare tempestivamente, lealmente e fondatamente le notizie.
Non tutti sanno però, e forse nemmeno io conosco abbastanza le prassi per mantenere in vita un quotidiano, (né ho peraltro nemmeno la voglia di approfondire correndo pertanto anche il rischio essere …disinformato), oggi succede questo: se un editore dimostra di vendere un tot numero di giornali, esso ha il diritto ad un finanziamento col quale …tirare avanti. Succede però che, quando l’editore si accorge di non raggiungere il numero delle vendite necessario per ottenere detto finanziamento, fa comperare detti giornali con i “suoi” soldi (che suoi non sono in quanto riconducibili al finanziamento per legge) e così raggiunge il numero.
Poi questi giornali invenduti che, in termine tecnico si definiscono “resi”, si fanno passare per falsamente venduti, si fanno triturare e così nessuno ci rimette (tranne la collettività) in quanto l’editore distrugge merce che non ha pagato e che è stata oggetto appunto di finanziamento dovuto… Mi pare, che il diritto al finanziamento sussista non appena si oltrepassa il 25% della tiratura, ma non lo so con precisione, anche se questo è sicuramente il senso che può essere facilmente accertato anche su Internet.
Ovviamente, ho detto le cose un po’ “alla carlona”, ma l’escamotage sta tutto qui, non sottacendo che, quando un lettore si reca in edicola a comperare un quotidiano non spende solo un euro, un euro e venti, ma cinquanta-cento volte di più. Infatti, se è ben vero, come in effetti è, che il finanziamento ai giornali supera annualmente il miliardo di euro mediante la sottrazione fiscale di tale cifra ai cittadini, sarebbe come se si andasse in edicola e pagassimo un qualsiasi quotidiano anziché ad un solo euro, euro e venti, ma a…50-100 euro…o giù-sù di lì.
Ma questo sarebbe niente se le notizie che vengono pubblicate si ispirassero a motivazioni di ordine etico, di convinzione ideologica e quant’altro di accettabile. No, di tutto questo, fatte salve le eccezioni che pur ci sono anche se non proprio al 100%, per cui succede paradossalmente che l’editore se ne freghi completamente del lettore che, nel caso di specie, non conta assolutamente niente, stante il fatto che per lui le uniche cose che contano davvero – eccome ! – sono solo i finanziamenti pubblici.
In questa situazione, siamo di conseguenza costretti a leggere giornali-quotidiani che ne scrivono di tutti i cori, deviando la pubblica opinione, che mirano ad ingrassare l’editore il quale, a sua volta, può disporre dei giornalisti come gli pare e piace, pagandoli poco o niente e facendo scrivere loro ciò che lo può ulteriormente “ingrassare”, anche in periodo di “vacche magre”..

A loro volta, anche i giornalisti (non tutti, ma solo perché la statura professionale di certuni, alias forza contrattuale, lo permette loro) finiscono per adeguarsi alla linea “economica” dell’editore scrivendo cose codificate, spesso anche risibili, che fan andar via la voglia di leggere. C’è chi si vendica non comperando il giornale, ma è la vendetta di chi si taglia gli attributi per far dispetto alla moglie…, in quanto vige il discorso del cane che si mangia la coda, ossia l’equazione tiratura-vendita e finanziamenti pubblici, con riferimento appunto alla dinamica di cui sopra. Di questi tempi di crisi poi l’editore ha ancor più voce in capitolo in quanto lui non ha bisogno di veri giornalisti, ma di scribacchini a basso costo.. per risparmiare e fare utile, ossia di precari in “pianta stabile”. Oggi poi, in quest’era evoluta, quasi tutti sanno scrivere ed hanno voglia di scrivere… circostanza che facilita il compito.
Ed allora leggiamo che la neve è di color nero, che l’avvocato ha dimostrato che è stato il passante a mordere il cane… o, tanto per non eludere la politica, che la famosa sgualdrinella era considerata davvero la nipote di un presidente egiziano…

E’ del tutto assurdo ripetere che chi ha mezzi può permettersi ancor di più, come creare un partito e finanziare quotidiani autoreferenziali, anche con i soldi appunto di chi politicamente la pensa in modo difforme rispetto all’editore. O peggio, a chi intende governare.
Come succede oggi in Italia.

Non sarebbe il caso di rivedere questi finanziamenti ? Un milione di Euro sono infatti circa 2.000.000.000.000 di lire che potrebbero essere spesi meglio. Magari non facendo pagare i ticket della sanità alla povera gente ? Che a volte non ha neanche i soldi per comperare il pane ?
Ma parlare a questo modo, per taluni, significa fare populismo a basso prezzo per avere un ritorno in termini di accondiscendenza !

ARNALDO DE PORTI

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