Chi ha proposto di variare (a favore di tutti i parlamentari) l’art. 1 del D.L. 98/2011- Costi della Politica?

I Senatori, Mario Ferrara (PDL) e Salvo Fleres (PDL) nonché il relatore di maggioranza Senatore Gilberto Pichetto Fratin (PDL) hanno presentato presso la Quinta Commissione Bilancio, gli emendamenti che eliminano già gli esigui tagli ai costi della politica ed il Sottosegretario di Stato per l’Economia e le Finanze Sen. Antonio Gentile (PDL) ha espresso parere favorevole.
Ecco chi sono:
Senatore Mario Ferrara (PDL) eletto in Sicilia, professione Ingegnere, membro della Quinta Commissione Bilancio e Vice Presidente della Sesta Commissione Finanze e Tesoro.
Senatore Salvo Fleres (PDL), eletto in Sicilia, professione Giornalista, membro della Quinta Commissione Bilancio.
Senatore Gilberto Pichetto Fratin (PDL), eletto in Piemonte, professione Insegnante, Commercialista, membro della Quinta Commissione Bilancio nonché relatore di maggioranza al D.L. 98/2011.
Sen. Antonio Gentile (PDL) eletto in Calabria, professione Impiegato Dirigente, Pubblicista, Dottore in Geologia, nominato Sottosegretario di Stato per l’Economia e le Finanze il 5 Maggio 2011 insieme ad altri 8 nuovi Sottosegretari.
Durante la seduta notturna n. 552 del 13 Luglio 2011 iniziata alle ore 21.50, sospesa alle ore 23.55, ripresa alle ore 00.20 e conclusa alle ore 3.05 presso la Quinta Commissione Bilancio si è discusso degli emendamenti presentati e nel lasso di tempo tra le ore 00.20 e le 3.05 questi “politicanti” riescono a far approvare gli emendamenti n. 1.1000 e 1.2 che permettono di non peggiorare e quindi di ridurre notevolmente, l’eventuale taglio ai costi alla politica che verranno applicati a decorrere dalle prossime elezioni.
Si, avete capito bene, dalle prossime elezioni!!!
Il comma 6 dell’art. 1 dice che tutti i commi precedenti (da 1 a 5) si applicano a decorrere dalla prossime elezioni, nomine o rinnovi e, comunque, per i compensi, le retribuzioni e le indennità che non siano stati ancora determinati alla data di entrata in vigore del presente decreto.
Per cui vuol dire che tutti i benefits già in essere, compreso i vari vitalizi previdenziali della “casta” non vengono toccati.
Affinché tutti i cittadini siano a conoscenza di quanto accaduto, si riporta una parte del resoconto sommario della seduta notturna n. 552:
….. omissis… Il sottosegretario Gentile esprime parere favorevole su tutti gli emendamenti del relatore e contrario sui sub emendamenti ad essi presentati… omissis…
E’ quindi posto ai voti ed approvato l’emendamento 1.1000.
Il Senatore Ferrara (PDL) dichiara il voto favorevole sull’emendamento 1.2. (testo corretto) sottolineandone la compatibilità rispetto all’emendamento 1.1000 testé approvato.
All’esito del voto l’emendamento 1.2 (testo corretto) risulta approvato… omissis..
Cerchiamo ora di spiegare meglio cosa è variato con questi emendamenti rispetto al testo originario dell’art. 1 del D.L. 98/2011.
L’art. 1 comma 1 prevedeva che il trattamento economico annualmente corrisposto (comprensivo delle retribuzioni e delle indennità) ai parlamentari, ai segretari generali, ai capi dei dipartimenti, ai dirigenti generali ed ai titolari degli uffici a questi equiparati, in funzione della carica ricoperta o dell’incarico svolto non dovesse superare la media degli analoghi trattamenti economici percepiti annualmente dai titolari di omologhe cariche ed incarichi negli altri Stati dell’Area Euro.
In moneta Euro, ciò voleva dire che l’importo mensile di Euro 11.700,00 circa, omnicomprensivo di tutto, percepito attualmente in Italia dai parlamentari e da altre cariche elettive si sarebbe ridotto ad Euro 5.300,00 circa al mese se a partire dalle prossime elezioni si prendeva a riferimento la media di quanto percepito nei diciassette Stati che compongono l’Area Euro.
Molto probabilmente in quanto non soddisfatti di questo piccolo taglio ai loro compensi, sono stati approvati “incredibilmente” due emendamenti nella seduta notturna n. 552 del 13 Luglio c.a.
Il primo n. 1.000 del relatore di maggioranza Senatore Gilberto Pichetto Fratin che ha inserito nell’art. 1 comma 1, due semplici parole “sei principali”, cosicché il calcolo della media dalle prossime elezioni non verrà più calcolato prendendo a riferimento i 17 Stati che compongono l’Area Euro ma solo con i sei principali Stati.
Per cui, sempre parlando in moneta Euro, i nostri parlamentari e le altre cariche elettive andranno a prendere a partire dalle prossime elezioni 8.000,00 Euro circa anziché i 5.300,00 previsti dalla prima stesura del Decreto Legge n. 98/2011.
I nostri parlamentari non si sono voluti far mancare i 2.700 Euro circa di differenza, anche per le prossime elezioni, hanno preferito averli garantiti nei loro trattamenti economici anziché fare in modo che fossero i cittadini italiani in difficoltà ad avere più agevolazioni, meno tasse, più aiuti sul sociale, hanno preferito togliere ad altri, invece di ridursi loro stessi lo stipendio.
Ma era troppo poco ciò che si sono concessi, per cui ecco il secondo emendamento n. 1.2 dei Senatori Mario Ferrara e Salvo Fleres che hanno inserito nell’art. 1 comma 1, altre quattro semplici parole “ponderata rispetto al PIL” che permette al trattamento economico corrisposto ai parlamentari, di non superare la media ponderata rispetto al PIL degli analoghi trattamenti percepiti dai parlamentari degli altri sei Paesi.
In poche parole, si dovrà tenere di conto della ricchezza prodotta nei sei principali Paesi dell’Area Euro. E per assurdo, ma dato molto probabile, se il PIL dei sei Paesi principali fosse più che positivo, i nostri parlamentari andranno ad aumentare le loro retribuzioni invece di tagliarle.
Il Sottosegretario all’Economia e alle Finanze, Sen. Antonio Gentile, ha espresso parere favorevole a tutto questo.
E per essere ancora più chiari, è bene dire che il comma 2 dell’art. 3 prevede che con apposito Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, è istituita una Commissione presieduta dal Presidente dell’Istat e composta da quattro esperti di chiara fama, che entro il primo Luglio di ogni anno provvederà al calcolo delle media dei trattamenti economici suesposti.
A nostro parere, non verrà mai istituita alcuna Commissione.
Al Ministro dell’Economia e delle Finanze Giulio Tremonti, il quale il primo Luglio 2011 diceva: “Vogliamo attivare una Commissione presieduta dal Presidente dell’Istat con i migliori esperti e prendere come riferimento la media dei Paesi dell’Area Euro. Senza la riduzione dei costi della politica non entri nella stanza della manovra, perché non puoi chiedere se non dai, non puoi ridurre se non autoriduci. Le formule che abbiamo concordato sono di rinvio alle prassi europee: pensiamo di adottare un paradigma europeo per quanto riguarda il costo dei parlamentari e delle cariche pubbliche.”, vogliamo chiedere una spiegazione seria e credibile dell’avvenuto, inoltre come e quando verranno abrogati questi emendamenti.
Attendiamo cortesemente un gradito cenno di riscontro alla nostra richiesta.
I Partiti, qualunque essi siano, i loro Segretari e/o Leader dovrebbero sempre tracciare la linea da seguire ai loro parlamentari, soprattutto in casi come questi, così come fanno quando chiedono il voto, anche di fiducia, anche segreto, almeno non ci sarebbero “schegge impazzite del sistema” e non permettersi di dichiarare il giorno dopo, il loro sdegno se intervistati dai mass media.
Chiediamo che nel primo provvedimento utile, e meglio se appositamente previsto con carattere di priorità ed urgenza, siano immediatamente abrogati questi emendamenti, altrimenti una volta per tutte deve essere data la possibilità ai cittadini italiani di scegliere nella prossima Legislatura il candidato da votare e non come avviene adesso, di votare i Partiti che poi a loro volta scelgano le persone da designare in Parlamento.
Anche i continui slogan sono divenuti non più credibili.
Se il popolo italiano ha perso fiducia nelle Istituzioni, la responsabilità è solo e soltanto di questa classe dirigente, dei Partiti e dei loro Segretari o Leader.
E tutto questo purtroppo avviene, mentre molti italiani non riescono più ad arrivare con i loro risparmi alla fine del mese.
Di tutto questo siamo fortemente indignati.

Livorno, li 18 Luglio 2011

Il Consiglio di Amministrazione

Fondazione COMMERCIALISTITALIANI

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