IL NO DELL’IDV ALLA MANOVRA, IL MIO INTERVENTO IN AULA

Presidente, Ministro dell’Economia, dopo annunci, tensioni e scontri nella maggioranza, bufera sui mercati, approda in Aula una brutta, bruttissima manovra. Una manovra distante anni luce dall’impostazione sociale ed economica dell'Italia dei Valori, una manovra che però, ci dicono, potrebbe salvare il nostro Paese dal rischio default, vera e propria bancarotta per l’Italia. Per queste ragioni abbiamo evitato di porre in essere manovre ostruzionistiche che sarebbero state peraltro vanificate dal 46esimo voto di fiducia.
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E proprio la convinta e, per quanto riguarda l’Italia dei Valori sofferta, posizione di responsabilità delle opposizioni ha contribuito a far sì che il nostro Paese risalisse negli ultimi giorni la credibilità internazionale, credibilità che solo la fermezza e la guida autorevole del Capo dello Stato ha evitato venisse fatta a brandelli.

Una manovra che ha messo più tempo per arrivare da Palazzo Chigi al Quirinale di quello che il Parlamento impiegherà per approvarla. Ancora una volta l’irresponsabilità di parte della maggioranza aveva provato ad anteporre la cassaforte personale del presidente del Consiglio alle tasche ormai vuote degli italiani. Sul salva-Fininvest l’opposizione ha fatto compatta sbarramento e, devo dire, anche qualche benpensante che pure continua ad esserci nella maggioranza. Ma al senso dello Stato che l’Italia dei Valori ha mostrato venendo incontro anche alla preoccupazione degli italiani allarmati per il loro futuro, il PdL e la Lega hanno risposto con la consueta e per noi usuale arroganza, senza accogliere quasi nulla di quanto l’IdV e le opposizioni hanno proposto. Ci sarebbe stato da mandare tutto all’aria, ma chi è pronto per la guida di questo Paese non ha inteso giocare al ‘tanto peggio tanto meglio’. Agli interessi di parte ha voluto anteporre quello della nostra Italia.

La manovra è pessima, senza equità sociale, continua a privilegiare la casta e i soliti furbi, per intenderci quelli che dopo l’affaire P4 si accingono a scaricare qualcuno per continuare a spartirsi la torta con la copertura di qualche altro. Veda, Ministro Tremonti, il governo di cui fa parte ha sempre negato con pervicace incoscienza l’esistenza della crisi manifestando un ottimismo di facciata. Più volte il presidente del Consiglio, con esternazioni sempre più vuote, d’altra parte non ha avuto il coraggio di metterci la faccia neppure oggi, e per questo dannose, ha rivolto alle opposizioni critiche tristi, senza prospettive, cariche di odio. Ovviamente non erano fondate, come purtroppo abbiamo sempre saputo e penso che se ne accorga anche egli stesso se ogni tanto si guarda allo specchio.

No, colleghi, nessuno dell’Italia dei Valori con questo scenario si è sentito di fare il bastian contrario, nessuno di noi voleva e vuole fare però la parte del fesso. In tre anni, tra manovre, manovrine, provvedimenti e leggine ne avete approvate ben 20 in materia finanziaria e di sviluppo, e di queste oltre la metà con il voto di fiducia.
Le ultime settimane, e questa manovra in particolare, evidenziano il colossale fallimento della politica del Governo.
La manovra, lo ripeto, è iniqua, non affronta alcun nodo strutturale, come pure l’Italia dei Valori ha richiesto da tempo e come, da ultimo, ha suggerito ancora ieri anche il governatore della Banca d’Italia.

Come al solito, la maggioranza è riuscita sempre meglio a centrare l’obiettivo che persegue dall’inizio della legislatura: togliere ai poveri e conservare privilegi e sprechi ai ricchi e potenti. Sui costi della politica non c’è nulla, e questo per l’Italia dei Valori è un’autentica vergogna. Nessun taglio delle indennità dei parlamentari e alcuna soppressione dei vitalizi. Nessuna norma per l’accorpamento obbligatorio dei Comuni per portare grossi risparmi, nessun taglio delle Province, nessuna cesoia sugli enti inutili, sugli stipendi supergonfiati dei manager pubblici, nessun aumento della tassazione delle rendite finanziarie, neppure le auto blu vengono di fatto toccate e restano tutte le incompatibilità tra parlamentare e amministratore locale.

Lei a saldi invariati ha cestinato ogni suggerimento che le abbiamo formulato pur con le coperture necessarie. Questa manovra, Ministro, è un festival del non senso. Altroché se mettete le mani in tasca agli italiani. I ticket sanitari partono immediatamente senza distinzione di reddito: chi più ha paga come chi nulla ha. E persiste, anche se impercettibilmente attenuato, l’odioso provvedimento contro le pensioni più basse, che vede promuovere la tagliola sulla rivalutazione delle pensioni.
Ministro, dopo lo scudo fiscale che ha fatto lavare soldi oggetto di illeciti guadagni e di evasione fiscale con poco disturbo economico per i disonesti, oggi questa manovra schiaffeggia i contribuenti onesti, non quelli amici di Milanese, di Bisignani e della P4, ma quelli che hanno avuto il torto di pagare le imposte anche più del dovuto non godranno né di rimborsi né di compensazioni. E che dire degli tagli lineari alle agevolazioni. Il Governo e la maggioranza colpiscono quelle sulla casa, quelle sulla famiglia, quelle per lavoro e pensioni, quelle per il terzo settore, quelle per l’energia, compresa quelle alle rinnovabili, le agevolazioni sanitarie, handicap compreso, le agevolazioni per le borse di studio. Una platea di decine e decine di milioni di contribuenti.

No, Ministro, così non va. Se Lei dichiara con una certa impudenza di stare bene al suo posto gli italiani ben volentieri la restituirebbero al ruolo di cattedratico lontano dal ministero dell’Economia e dalle loro tasche. Liberalizzate senza liberalizzare, privatizzate senza regole certe, con il rischio che i gioielli dello Stato e società a capitale pubblico vadano sul mercato per far ricavare poco o niente, Alitalia docet, e arrichiscano speculatori o personaggi dall’incerto oscuro passato

Per questo, Ministro, noi speravamo che venissero introdotte serie norme per combattere l’evasione fiscale, ma questo non è stato fatto. La Corte dei Conti, ancora nei giorni scorsi, ha ribadito il grande salasso che rappresenta questa ignominia per le casse pubbliche, come ignominia per le casse pubbliche è la corruzione pervasiva della pubblica amministrazione.
Noi francamente non abbiamo granché da sorridere. Con questa manovra abbiamo dimostrato responsabilità di governo, mettendoci al servizio dei cittadini. Voi che fino a ora a nostro parere non lo avete fatto, a questo punto dovete rimettervi al giudizio dell’elettorato. Abbiate questo coraggio, abbiate il coraggio di togliere le tende.

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