Giustizia civile ed economia: gli avvocati italiani per la ripresa

Tavola Rotonda


Giustizia civile ed economia: gli avvocati italiani per la ripresa

Venerdì 15 luglio 2011 ore 9,30
Sala delle Colonne – Palazzo Marini – Via Poli n.19
Roma
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Introduce Guido Alpa
Partecipano: Ferruccio Auletta, Anna Maria Bernini, Donato Bruno, Giuseppe Carriero, Cesare Imbriani, Luigi Li Gotti, Franco Mugnai, Marcella Panucci Modera Massimo Luciani
Sono invitati i Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati
i Ministri dell’Economia e della Giustizia
il Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura
i Presidenti delle Commissioni Giustizia del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati
Un seminario di studio e di analisi per sfatare i pregiudizi e le frasi ad effetto propri del dibattito che si è animato in questi giorni sui mass media ad opera di alcuni articoli di economisti nei quali si assume, in estrema sintesi, che il ritardo della ripresa economica è cagionato dagli avvocati.
Guido Alpa: “Il seminario sarà un'occasione preziosa per avviare una discussione seria sull’economia della giustizia, senza pregiudizi, senza condizionamenti e senza presunzioni di mala fede”.
È possibile seguire l'evento in streaming collegandosi al sito www.consiglionazionaleforense.it.


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La presentazione del Presidente Guido Alpa

1. Il dibattito che si è animato in questi giorni sui mass media prende lo spunto da alcuni articoli nei quali si assume che: (i) la ripresa economica nel nostro Paese è ostacolata dalla cattiva amministrazione della giustizia; (ii) la cattiva amministrazione della giustizia è dovuta a diverse cause, tra le quali si annovera il numero troppo alto di avvocati; (iii) il numero troppo alto di avvocati implica una proliferazione innaturale ed elefantiaca delle cause; (iv) le cause non giungono a compimento o sono ritardate per volontà degli avvocati che in tal modo lucrano i loro profitti; la conclusione del ragionamento è che il ritardo della ripresa economica è cagionato dagli avvocati. Si
noti che il dibattito è stato avviato da economisti, le cui posizioni non sono condivise da altri economisti; che il dibattito riguarda altre professioni, come se gli stessi economisti, che non hanno saputo prevenire o comunque avvistare la crisi e ancor meno fronteggiarla, contenendone gli effetti, fossero estranei al mondo delle professioni e potessero, dal loro punto di osservazione, pensare isolatamente di porre rimedio a problemi, come quello della amministrazione della giustizia, di cui non hanno – per la loro naturale propensione oltre che competenza – percezione se non attraverso libri, rapporti, relazioni, dibattiti, ma non esperienza diretta perché non sono operatori di giustizia, come i magistrati, i giudici onorari, gli avvocati, il personale amministrativo e così via.
Ho radicalizzato il processo logico per ragioni di semplicità; ma i materiali raccolti
per l’ indagine che il Consiglio Nazionale Forense, con intenti scientifici e con obiettiva valutazione dei dati, sta conducendo consentono di verificare gli assunti di base, a sfatare i pregiudizi e le frasi ad effetto, soprattutto di comprendere come l’ Avvocatura possa contribuire in modo superiore a quanto già sta facendo a promuovere la ripresa economica.
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