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Il Governo abbandona il nucleare per salvare Berlusconi

Il Governo abbandona il piano nucleare strombazzato fin dall'inizio della legislatura, pur salvando l'Agenzia preposta al settore per non dare la sensazione, di una completa smobilitazione. Una decisione che svuota di fatto il referendum (vai ai quesiti). In realta' dovra' essere la Corte di Cassazione a pronunciarsi sulla sospensione o meno della consultazione referendaria limitatamente al quesito sul nucleare.

Il ministro Romani nel corso del suo intervento del 20 aprile scorso, in Senato, ha affermato che il Governo ha “rivisto l'impostazione sul nucleare data nel 2009” e rinviato “una decisione cosi' importante ad un chiarimento complessivo in sede Europea”; cosa che lascia trasparire anche un futuro ritorno alla scelta nuclearista. E' evidente quindi che la scelta operata nel decreto legge Omnibus, in esame questi giorni al Senato, e' strumentale e punta a non far ottenere il quorum agli altri referendum ed in primis a quello sul legittimo impedimento, nel tentativo di salvare ancora una volta Berlusconi.

Un motivo in piu' per esercitare il diritto di voto anche all'estero (vedi come si vota), sapendo, tra l'altro, che possono votare da sede estera non solo gli iscritti all'Aire ma anche tre categorie di persone temporaneamente residenti all'estero, purche' ne abbiamo fatto richiesta tramite apposita dichiarazione (vedi allegato) entro l'8 maggio 2011.
Ricordo a tutti l'importanza di votare “SI” per l'acqua bene comune, “SI” contro le leggi ad personam e “SI” contro il nucleare, nel caso restasse il quesito, per un approvvigionamento di energia che vada sempre verso un maggiore utilizzo delle fonti rinnovabili, in linea con le indicazioni europee e come abbiamo chiesto, in una interrogazione di cui sono firmatario, al Ministro dello sviluppo economico (vai al testo dell'interrogazione).
Nel frattempo speriamo che la Santa Pasqua porti saggi consigli ad un Governo che e' riluttante ad incamminarsi lungo la strada del bene comune per il popolo italiano.

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