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LA FAVOLA DEI WINDSOR CONTINUA: PRIMA DEL GRANDE GIORNO

Per illuminare i valori e la forza ispiratrice della monarchia britannica nella società civile, riporto un episodio accaduto durante la seconda guerra mondiale, nel 1943 in India, in un campo di prigionia con militari italiani. L’allora Colonnello Arrigo Cheli, Generale di Corpo d’Armata dopo i1 1948, prigioniero nel campo fu presente ad una scena: un militare inglese stava lavorando con la pala per scavare qualcosa per terra, lavoro pesante e defatigante per il clima caldo umido. Ad un certo punto il militare si ferma per respirare un po’, un ufficiale in servizio lo vede, si avvicina e gli dice. “E’ servizio di Sua Maestà”, queste semplici parole infondono una straordinaria forza al militare, che subito rincomincia a lavorare con grande lena, dimenticando la stanchezza dovuta al caldo ed alla fatica. Allora il prigioniero italiano pensò: Vinceranno la guerra. E così fu.
La millenaria monarchia britannica, sebbene oggi priva o quasi di un vero potere politico, è tuttora un fortissimo simbolo di orgogliosa unità nazionale, di sentita e condivisa identità etica e culturale da difendere sempre ed a qualunque costo. Si può scherzare su tutto, fare dell’ironia su tanti episodi di cronaca spicciola, ma su quei valori no, quelli sono sacri. Guai a chi li tocca.
Per grande gioia dei media del villaggio globale, ecco la manifestazione più recente della monarchia dell’isola oltre Manica: il matrimonio del Principe William figlio primogenito del Principe Carlo, primogenito della Regina Elisabetta, e di Lady Diana Spencer, con Catherine Elisabeth Middleton, nata a Reading nel 1982, da Michel Francis Middleton e Carol Elisabeth Goldsmith, diventati milionari con una società, la Party Pieces che vende per corrispondenza accessori per le feste. Lui un gran bel giovanotto biondo, che somiglia un po’ alla madre, Lady D. Lei slanciata, sottile e sorridente, secondo un recente sondaggio, Chi è la Principessa più bella?, cui hanno partecipato 127.000 cittadini di Sua Maestà è la terza dopo Grace Kelly e Raina di Giordania.
Questo matrimonio che sembra il sogno di un romanzo di Liala, in cui l’amore era sempre abbinato con la mobilità sociale verso l’alto, non è proprio una novità. In famiglia Windsor, infatti, ci sono dei precedenti di matrimoni fra appartenenti alla famiglia reale e borghesi. Esempi, il famosissimo matrimonio di Re Edoardo con l’americana pluri divorziata Wallis Simpson alla vigilia dello scoppio della II guerra mondiale, causa della sua abdicazione a favore del fratello Re Giorgio VI ; in tempi più recenti quello della Principessa Margaret, sorella dell’attuale regina Elisabetta II con il fotografo Peter Townsend.
La bella Kate, come sposa di un principe reale, riceverà il titolo di Duchessa in aggiunta a quello di Altezza Reale. La cosa più difficile per lei deve essere l’accettazione del suo ruolo nell’etichetta di corte, a livello più alto. Si tratta di interpretare un ruolo che è un misto dei valori privati della famiglia e di rappresentanza in patria e nel mondo dei valori etici pubblici propri del Regno Unito. Non è solo una questione di fascino, è uno stile di vita che deve essere esempio e modello dei suoi contemporanei. Compito non facile.
Qualche curiosità a proposito del matrimonio.
La data del matrimonio, 29 aprile 2011, giorno di Santa Caterina da Siena, da cui Kate prende il nome, sarà una giornata di festa nazionale.
Le partecipazioni sono in carta bianca con bordo dorato, portano i dati fondamentali del matrimonio, compreso il dress code per gli uomini: uniforme, tight o abito.
Chi l’ha ricevuta: la nobiltà di corte ed i membri del governo e del parlamento. Ospiti inattesi: i commercianti di Bucklebury, villaggio del Berkshire dove vive le famiglia Middleton. Ci sarà quindi il macellaio Martin Fidler, il postino Ryan Naylor, il proprietario del pub Old Boot Inn John Haley ed il droghiere indiano Hash Shingadia, insieme alla moglie Chan. Il Presidente degli USA ed quello della Francia e rispettive signore non saranno presenti, non hanno ricevuto alcun invito. Troppo costosa la loro sicurezza. Dal mondo dello spettacolo da notare Sir Elton John che, dopo aver suonato “Candle in the wind” durante i funerali di Lady D., tornerà a Westminster Abbey insieme al marito David Furnish. Per tutti, 21 cuochi al lavoro.
Di favole belle tutti ne hanno bisogno, affascinano, emozionano, ispirano, uniscono gente delle più diverse origini e culture, che si riconosce, proietta sogni e speranze e trae esempio da quei personaggi tanto vicini, ed irraggiungibili.

emedoro@gmail.com
20 aprile 2011

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