Il Far West degli innocenti

“Ci sono storie che non riesco a metabolizzare. Provo a non pensarci, mi distraggo, leggo un libro, faccio altro. Ma tornano come un martello che batte sulle tempie, rimangono dentro ogni pompata di sangue. Come in un gioco di specchi, ti giri e vedi sempre la stessa immagine. Hanno ammazzato Gaetano De Marco, stamattina. Lo hanno fatto a San Lorenzo del Vallo, qualche chilometro da Cosenza. Calabria, terra dei clan e della coca, regione dove lo Stato esiste solo alle elezioni. Disperazione e voti, dipendenza e umiliazioni quotidiane.
A Gaetano hanno scaricato addosso una dozzina di colpi. Era in macchina, fra una sigaretta e i suoi pensieri. In bocca ancora il gusto di un caffé pastoso preso al bar sotto casa. I killer lo hanno raggiunto a bordo di una moto di grossa cilindrata. Hanno aspettato che li guardasse in faccia, che capisse come sarebbe finita. Poi hanno agito con una pioggia di fuoco devastante, esplodendo un numero di colpi che bastava per far fuori dieci persone.
I sicari della Santa si muovono così, esagerano. Sanno di non poter fallire, la vittima deve spirare prima dell'arrivo dell'ambulanza. Devono uccidere senza esitazioni. Prima degli agguati si imbottiscono di coca e Fernet Branca, perché per fare una strage non puoi essere lucido. Stamattina è toccato a Gaetano.
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