‘Ndrangheta di Monferrato

Tra le colline pavesiane del Sacro Monte di Crea, nel paesino di Serralunga, la guardia di finanza ha posto i sigilli a un edificio di località San Iorio, tra Madonnina e Forneglio, di proprietà di un uomo di 55 anni da tempo nel mirino degli investigatori per una presunta affiliazione alla ‘ndrangheta. A compiere l’operazione sono state le fiamme gialle di Torino. L’uomo, ora in stato di fermo, è accusato di evasione fiscale totale, pare non abbia mai dichiarato alcuna proprietà al fisco ma l’ammontare dei beni sequestrati supera i due milioni di euro. In base alle indagini della finanza, con l’aiuto della sua convivente russa, gestiva un patrimonio immobiliare disolcato tra il Monferrato e il torinese, e viaggiava sulla Bmw X6. È anche indagato per una serie di truffe nel Canavese.

Non è la prima volta che il termine ‘ndrangheta scuote il placido torpore del Monferrato casalese, già nel 2008 fu sequestrato un cascinale presso Moncalvo, in località Santa Maria, chiamato dalla gente del posto “casa del mafioso”. Apparteneva a Francesco Pace, braccio destro di Provenzano, il quale anni fa aveva acquistato la cascina e i terreni agricoli circostanti. Con il suo vero nome, quello di cascina Graziella, il bene sequestrato è stato impiegato nel 2010 per opere di finalità sociale in base alla legge sul riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata del 1996 (realizzata anche grazie all’impegno di Libera). Oggi, grazie a un protocollo sottoscritto dall’Asl della provincia di Asti, ospita donne in situazione di marginalità ed è un centro di legalità e promozione sociale ed economica.

(m.zol)

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