Il Consiglio di Amministrazione Fondazione COMMERCIALISTITALIANI

LETTERA APERTA

Ill.mo Presidente
Onorevole Giorgio Jannone,

Le recenti audizioni dei vertici della Cassa di Previdenza dei Dottori Commercialisti e della Cassa di Previdenza dei Ragionieri presso la Commissione Bicamerale di controllo sugli Enti gestori forme di previdenza obbligatorie, sono solo l’ultimo passaggio di un iter istituzionale che cerca di far dialogare due enti previdenziali separati pur in presenza di un Ordine Professionale unico.
Problematiche serie, come il futuro previdenziale di oltre 100.000 iscritti, vengono purtroppo utilizzate in modo strumentale per evitare di affrontare la questione in modo organico. I giovani chiedono certezze in merito all’adeguatezza dei futuri trattamenti, i Professionisti più anziani chiedono che vengano lasciati intatti i diritti acquisiti; ci si scontra sulla sostenibilità o meno delle reciproche politiche previdenziali ma, a parere di questa Fondazione, ci si dimentica di fare i conti con un mondo delle professioni intellettuali che risente di profondi cambiamenti interni dovuti ad un mercato asfittico ed incapace di innovarsi con la velocità che necessiterebbe.
Ormai ci si deve misurare con nuove variabili molto più complesse rispetto al passato che comportano scelte strategiche e conoscenze tecniche che non possono essere legate esclusivamente all’andamento della propria Categoria. L’andamento dell’inflazione, la speranza di vita, gli shock demografici, ecc. non sono più fenomeni che devono essere governati ma anche previsti; non ci si può più permettere di governare solo i fattori interni ai propri enti previdenziali: bisogna avere il coraggio di guardare più in là.
Alcune Professioni intellettuali risentono di un forte aumento demografico, altre di sensibili diminuzioni. Aumenta il rischio di “scontri” generazionali laddove una situazione cristallizzata per anni che ha permesso performance previdenziali di tutto rispetto, ha lasciato il posto a debiti “latenti” che per la maggior parte appesantiscono il futuro pensionistico di molti giovani. Inoltre, già da tempo è iniziato un fenomeno inusuale per le Professioni intellettuali: non trovando sbocchi immediati nel mondo del lavoro, molti giovani tentano la strada delle Professioni iscrivendosi nei registri del praticantato, ma al contempo continuando a tenere monitorate altre opportunità in attesa di tempi migliori, alimentando così una sorta di “precariato” del lavoro autonomo.
Cosa porteranno, dunque, simili sconvolgimenti nel mondo delle professioni in Italia?
La Fondazione Commercialistitaliani non crede che la direzione da intraprendere sia continuare nel tentativo di far dialogare chi non riesce a farlo. E’ importante invece che i vertici degli organismi previdenziali riescano a comprendere la pericolosità di comportamenti di chiusura, non tanto a questa o a quella Cassa, ma nei confronti di una analisi più generale delle problematiche previdenziali che affliggono il mondo delle Professioni per lasciare spazio a ragionamenti e visioni più allargate e proiettate nel futuro.
Non si tratta di discutere del futuro sostenibile di alcune Casse di Previdenza, ma del futuro sostenibile di tutte le Casse di Previdenza del mondo delle Professioni. I virtuosismi individuali poco possono portare di positivo se non si comincerà a fare “sistema”, perché un “sistema” aperto a tutte le libere Professioni ha maggiori possibilità di affrontare il futuro, le variazioni, i cali e gli aumenti demografici, oltre a rappresentare delle economie di scala per l’erogazione di servizi ai propri iscritti.
La Fondazione Commercialistitaliani ritiene che solo il coraggio di uno sguardo d’insieme sul mondo della previdenza delle libere Professioni ed il confronto tra tutti gli enti previdenziali ad esse collegate, possa consentire un futuro più sereno e qualificante per le generazioni future.
Pertanto la nostra Fondazione, forte del messaggio lanciato già da due anni in occasione del tradizionale convegno nazionale “Pacchetto Professioni” e ripetuto lo scorso 12 novembre 2010 durante i lavori della VII edizione, ed in virtù dell’interesse manifestato in quella sede dal Presidente dell’AdEPP (Associazione degli Enti Provati Previdenziali) Dott. Andrea Camporese, dal Presidente di Inarcassa (Cassa di Previdenza degli Ingegneri e Architetti) Dott.ssa Paola Muratorio e dal Presidente di CNPRC (Cassa Nazionale di Previdenza dei Ragionieri e Periti Commerciali) Dott. Paolo Saltarelli, è fermamente convinta della necessità di perseguire il progetto di una Cassa Unica per le Professioni nell’unico interesse di tutti gli iscritti, anche alla luce delle due Proposte di Legge giacenti in Parlamento: A.C. 2715 presentata il 24 settembre 2009 primo firmatario l’Onorevole Cesare Damiano e A.C 3522 presentata il 1 giugno 2010 primo firmatario l’Onorevole Aldo Di Biagio, oltre all’interpellanza proposta dall’Onorevole Giuliano Cazzola in Commissione Lavoro nel maggio 2010 sull’argomento.
L’istituzione di una gestione unitaria Previdenziale dei Professionisti è l’unica azione seria e programmatica per garantire l’equilibrio finanziario e l’adeguatezza dei trattamenti, secondo quanto stabilito dall’articolo 38 della nostra Costituzione; le modalità di attuazione possono essere graduali ed innumerevoli, basta volerlo ma, soprattutto, agire nell’interesse di coloro che ripongono nell’Ente Previdenziale tutte le proprie aspettative future. In caso contrario tutti gli Enti Previdenziali di riferimento dei professionisti si troveranno nel pieno di crisi irreversibili con enorme danno per l’intera collettività: è solo questione di tempo.
Livorno li, 14 Marzo 2011

Il Consiglio di Amministrazione Fondazione COMMERCIALISTITALIANI

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