Riforma della giustizia, via libera del Consiglio dei ministri. L’Anm: è punitiva, altera i poteri dello Stato

Riforma della giustizia, via libera del Consiglio dei ministri. L'Anm: è punitiva, altera i poteri dello Stato

Non c'entra con il Rubygate, non è punitiva verso i magistrati e rappresenta invece una riforma “storica”. Silvio Berlusconi, intervenendo in conferenza stampa, ha spiegato così la riforma costituzionale della giustizia approvata oggi dal Consiglio dei ministri e illustrata ai giornalisti nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi: è una riforma “alla quale pensiamo dal 1994”.Già durante la riunione di governo il premier aveva sottolineato l'impostazione dell'intervento legislativo: “E' nel programma di governo, bisognava farla e non è contro nessuno”. Insomma, si tratta di “un punto di svolta”. Poi, di fronte alla stampa, il Cavaliere dopo essersi scusato per “l'aspetto” (vistoso il cerotto per l'intervento), ha ripercorso il progetto di riforma, articolato in dieci leggi e volta a garantire “il giusto processo”. Duro, anche se già espresso in numerose circostanze, il concetto sulla separazione delle carriere: “Il pm dovrà comportarsi come l'avvocato, bussare alla porta del giudice, con il cappello in mano e possibilmente dargli anche del lei”.Una riforma necessaria, secondo Berlusconi: se fosse stata approvata 20 anni fa “probabilmente non ci sarebbe stata l'invasione nel campo della politica da parte della magistratura, e non ci sarebbero state quelle situazioni che hanno portato al cambiamento di governi a al tentativo attuale di eliminare per via giudiziaria il governo in carica”. Il premier si è detto aperto a ragionare anche con l'opposizione (anche perché le novità introdotte “per 50 anni sono stati i temi e le battaglie della sinistra”), affidando ad Angelino Alfano il compito di ambasciatore. Per il resto, il presidente del Consiglio ha ribadito di voler essere presente in Aula nei processi che lo vedono imputato, a partire da quello Ruby: “Voglio prendere la soddisfazione di partecipare alle udienze”. Nessuna scorciatoia legislativa all'orizzonte, ha concluso, neanche il 'processo breve': “Non mi sono mai occupato di queste leggi”.Con l'ok alla riforma della giustizia – dei 5 punti presentati alle Camere il 29 settembre il governo ne ha approvati 4 – e sull'ultimo mancante, la riforma del fisco, “stiamo lavorando”, ha detto il premier. “Il 29 settembre presentammo il nostro progetto di riforma della giustizia, e ottenemmo la fiducia al riguardo”, ha sottolineato. Poi c'era “il federalismo municipale, l'abbiamo attuato; i decreti per la sicurezza dei cittadini, attuati; il piano per il Sud, presentato; la riforma della giustizia, approvata; e sulla riforma del fisco stiamo lavorando con i tavoli aperti con imprenditori e parti sociali”. Oltre al pacchetto di norme per la modifica della Costituzione, la riforma della giustizia prevederà anche 10 leggi ordinarie. “Faranno parte della riforma – ha detto Berlusconi nel corso della conferenza stampa che ha seguito il Cdm – 10 leggi di attuazione che avranno percorsi singoli e che verranno presentati al Parlamento in successione”. Anche il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha sottolineato che “questa riforma tutto è tranne che una ritorsione nei confronti dei magistrati o una riforma dettata dalle contingenze o dalla situazione attuale”.”Discuteremo con tutti” – Silvio Berlusconi ha sottolineato che la maggioranza farà “di tutto per poter discutere la riforma della giustizia con tutti e prima di tutto con l'opposizione”, ha detto il premier Silvio Berlusconi. Responsabile di questo confronto, ha aggiunto, “sarà Alfano”. “Zero, assolutamente zero”, ha risposto così ai giornalisti che gli hanno chiesto quanto il caso Ruby abbia influenzato i tempi della riforma della giustizia. “E' una giustizia – ha detto il premier – alla quale pensisiamo dal 1994, cioè dalla mia discesa in campo. Ebbi a dire all'epoca che non avrei lasciato la politica fino a quando non fosse cambiata la giustizia in Italia”.ll Pdl invita “i garantisti di sinistra” a collaborare e convergere sulla riforma della Giustizia approvata dal Governo. “La riforma proposta dal ministro Alfano apre una lunga fase parlamentare che può rappresentare una grande occasione per i garantisti di sinistra”, ha sottolineato il portavoce del Pdl Daniele Capezzone.”Anche dentro il Pd – ha infatti sottolineato il portavoce del Pdl- vi sono segmenti importanti di elettorato e di gruppo dirigente che hanno sofferto, in questi anni, la scelta di una sudditanza politica e psicologica rispetto alle procure, al gruppo editoriale Repubblica-Espresso, così come rispetto ad altre piccoli o medi fenomeni culturali di antigarantismo. Ora, dinanzi a una proposta politica alta, c'è un'occasione che questi settori della sinistra possono cogliere. C'è davvero da augurarsi che l'opportunità sia valorizzata e non sciupata”.L'Anm all'attacco: riforma punitiva – Una dichiarazione brevissima che suona come una bocciatura secca: è la prima reazione dei vertici dell'Associazione nazionale magistrati al via libera del Consiglio dei ministri alla riforma costituzionale della giustizia. “E' una riforma punitiva – commentano in una nota congiunta il presidente dell'Anm Luca Palamara e il segretario generale Giuseppe Cascini – il cui disegno complessivo mina l'autonomia e l'indipendenza della magistratura e altera sensibilmente il corretto equilibrio tra i poteri dello Stato”. Secondo Palamara e Cascini quella varata oggi dal Governo “è una riforma contro i giudici che riduce le garanzie per i cittadini”.

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