GIUSTIZIA. GALLONE: UNA LEGGE A TUTELA DELLE DETENUTE E DEI MINORI

di Elisabetta Ligori

Senatrice Gallone, oggi 8 marzo, festa delle donne, approda in Aula al Senato il testo unificato sulle detenute madri. Una “coincidenza” che assume un significato particolarmente importante. Quali sono le novità rispetto al passato? Cosa cambierà per le detenute e per i loro bambini?
“Il fatto che il disegno di legge approdi in Aula proprio oggi non significa che vuol essere un provvedimento “bandiera”. Si tratta appunto solo di una coincidenza, ma ne sono molto contenta. E' un ddl che mi sta particolarmente a cuore, perché riguarda un mondo femminile molto particolare, ma soprattutto la tutela dei minori. Introduce modifiche al Codice di Procedura penale per salvaguardare il rapporto tra i figli minori e le madri o anche i padri, in caso di mancanza delle prime. Questo governo sta realizzando una serie di iniziative legislative, proprio in base al concetto che l'attenzione per i più piccoli viene prima di tutto. L'ordinamento italiano è già provvisto di una legge che reca misure alternative alla detenzione tradizionale, ma si è ritenuto necessario introdurre nuove disposizioni per migliorare la legge, anche alla luce dei cambiamenti maturati nella nostra società sempre più multietnica. Partendo dal presupposto inderogabile che i debiti con la giustizia vanno sempre saldati, è indispensabile che ciò avvenga sempre nel rispetto della dignità dei detenuti. In questo caso non dobbiamo mai scordarci della nostra Costituzione, che all'articolo 31 recita: “La Repubblica protegge la maternità, l'infanzia, la gioventù favorendo gli istituti necessari a tale scopo”.

Quali sono i punti essenziali del disegno di legge?
“La novità più importante riguarda l'innalzamento dell'età del bambino dai tre ai sei anni, al di sotto dei quali non può essere disposta o mantenuta la custodia della madre in carcere. Salvo, naturalmente esigenze cautelari di eccezionale rilevanza. Riteniamo infatti che fino all'età scolare il bambino abbia diritto a rimanere con la propria madre, dalla quale non può essere staccato in maniera traumatica. Altra novità riguarda la possibilità di scontare gli arresti domiciliari o la detenzione carceraria attenuata presso una casa-famiglia protetta, o comunque in luoghi che non siano di ulteriore disagio per i bambini. Viene disciplinato anche il diritto di visita al minore infermo da parte della madre detenuta. La madre, in casi di particolare gravità, potrà assistere alle visite mediche specialistiche del bambino fino a dieci anni. Inoltre, il permesso potrà essere concesso anche dal Direttore dell'istituto carcerario. Purtroppo spesso oggi a causa dei tempi burocratici, la madre rischiava di non arrivare in tempo o di non essere presente in un momento particolarmente delicato per il figlio.”

Quante detenute saranno interessate da questo disegno di legge?
“Le madri detenute oggi in Italia sono 58, la maggior parte delle quali straniere con problemi di domiciliazione. Con l'entrata in vigore del provvedimento, questo numero si potrebbe al massimo triplicare. Parliamo dunque di una situazione circoscritta, che non comporterà ulteriori costi per lo Stato. Tutte le disposizioni entreranno in vigore a partire dal 1° gennaio 2014.

Non sono mancate le critiche al provvedimento…
“Ogni legge è perfettibile e può essere migliorata, soprattutto nel momento in cui viene applicata e se ne riscontrano eventuali limiti. Mi piace definire questo ddl un primo passo importante, un segnale assolutamente chiaro e preciso della volontà del governo di garantire la serena crescita dei bambini in difficoltà. Mi auguro che, al di là delle discussioni anche giuste su un tema così delicato, questo provvedimento possa iniziare a porre rimedio ad una situazione preesistente. E' un bel punto di partenza per un Paese come il nostro, che deve mettere al primo posto la tutela dei bambini. Con il tempo poi tutti, dagli operatori ai volontari fino ai politici, potranno dare un ulteriore contributo per fare sempre di più e sempre meglio”.

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