Fini a Porta a Porta: "Bossi è il vero premier". Duello con Vespa: "Lei frequenta Silvio"

Scintille tra Gianfranco Fini e Bruno Vespa durante la puntata di Porta a Porta. Nel corso di una intervista durata poco più di mezz'ora, il presidente della Camera non ha risparmiato stoccate al giornalista che sono sfociate in velenosi botta e risposta. Prima sul caso Ruby, quando Vespa gli ha fatto notare che molta stampa ritiene che il leader Fli avrebbe già deciso di “accontentare” il Pdl sottoponendo la decisione sul conflitto di attribuzione direttamente all'Aula: “Lei conosce bene la stampa italiana – ha replicato Fini – lei ne è uno degli interpreti e a volte uno degli interpreti più fantasiosi”. Il secondo screzio è sul Piano per il Sud promesso dal governo: “Spero il Cdm si occupi di un piano per il rilancio dell'occupazione giovanile o della reale condizione del nostro Meridione perché del Piano per il Sud non c'è traccia a parte qualche servizio di Tg e di Porta a Porta”. Vespa ha immediatamente replicato: “Abbiamo fatto un solo servizio”. E Fini: “Ho detto qualche, non abbia la coda di paglia”.Il legame tra Vespa e Berlusconi – Di fronte alle domande del conduttore di Porta a Porta, Fini ha commentato: “Lei è molto informato su quello che fa Berlusconi”. E Vespa: “Cerco di essere informato su tutto”. E ancora sulle intercettazioni: “Dovrebbe chiedere a Berlusconi, che lei frequenta…perché disse no alle modifiche proposte da Giulia Bongiorno”. Botta e risposta infine sulle amministrative. Vespa ha insistito molto sulle intenzioni di Fli di schierarsi con il centrodestra o con il centrosinistra: “Avete preclusioni ad allearvi con buoni candidati di destra?”, ha chiesto il giornalista. E Fini: “Lei offende la mia intelligenza”. “Mi fa piacere”, è stata la risposta di Vespa che ha stupito il leader di Fli, il quale a sua volta ha commentato: “Speravo fosse un giornalista più corretto…”.Il caso Ruby e la giunta – Sulla richiesta di conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato avanzata dal Pdl “sono fermamente determinato a far rispettare il regolamento e valutare anche in ragione del fatto che non ci sono precedenti l'opinione della giunta per il regolamento”. Così il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ospite del programma Porta a porta. “La Giunta per il Regolamento – ha aggiunto Fini – non vota. Io l'ho convocata perché non ci sono precedenti, la vicenda è oggettivamente importante e io devo valutarla nello stretto rispetto dei regolamenti. Sentirò i pareri e porterò all'ufficio di presidenza la mia opinione”. “L'ufficio di presidenza è il filtro – ha precisato – che da sempre viene usato quando un deputato chiede alla Camera di eccepire un conflitto di attribuzione. E' un passaggio inevitabile, e in quella sede a volte si è votato a volte no in passato. Non ci sono precedenti che possano essere portati a esempio. Il mio parere personale comunque non sarà espresso perché tutti sanno che il presidente non vota. L'unica stella polare è il rispetto del regolamento e delle leggi a partire dalla Costituzione. Se accade questo non c'è alcuna ragione per conflitti istituzionali che vengono alimentati da legittime posizioni politiche”.Molti i politici dimessi quando coinvolti in inchieste – Fini ribadisce che non ha intenzione di dimettersi da presidente della Camera e rilancia con una stoccata al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi: “Sa quanti uomini politici si sono dimessi quando sono stati coinvolti in vicende giudiziarie?”. Fini ha assicurato di non avere “mai mancato di rispetto alla Costituzione e al regolamento della Camera. Ho espresso e continuerò esprimere le mie opinioni politiche al pari di tutti i deputati ma nessuno mi contesterà di aver violato il mio dovere di presidente della Camera”.Bossi vero premier – “Bossi – ha osservato Fini – non è diverso da quello di ieri ma oggi non c'è più chi come Fini contrastava Bossi quando diceva cose lesive dell'identità nazionale, cose che potevano incrinare l'unità nazionale. Il problema non è Bossi ma Berlusconi che gli ha concesso la possibilità di essere il dominus della maggioranza. Il vero premier è Bossi non Berlusconi. Berlusconi è un signore che ha un bisogno vitale di Bossi”. Silvio Berlusconi “non ha dimestichezza col dissenso: se qualcuno non è d'accordo con lui, immediatamente gli scatta la sindrome del complotto”. Casa ex An Montecarlo – “Fra qualche giorno si pronuncia in via definitiva la magistratura e ci sarà la parola fine anche a questa storia”. A Bruno Vespa che gli domandava se ritenesse di essersi spinto troppo avanti nell'aver promesso di dimettersi da presidente della Camera se la casa di Montecarlo si fosse rivelata di proprietà di suo cognato, Fini ha risposto: “Assolutamente no”.Un errore consegnando la destra a Berlusconi – “Se facessi un ragionamento legato all'interesse – ha sottolineato – probabilmente quello che è accaduto nell'ultimo anno e mezzo non sarebbe accaduto perché se siamo arrivati alla condizione in cui siamo è perché ho reputato fosse più giusto fare quello che si credeva necessario e non quello che quello che si credeva utile. A Berlusconi basta dirgli sempre di sì e gli va tutto bene”. A Bruno Vespa che gli ha fatto notare che negli ultimi 16 anni anche Fini ha detto sempre sì a Berlusconi, il leader di Fli ha risposto: “Ma non avevo mai commesso l'errore di consegnargli la storia della destra italiana…”. Gheddafi “è un satrapo sanguinario” – “Cerchiamo di tamponare l'emergenza e aiutiamo i libici a uscire dalla tirannia”, ha proseguito Fini. “Silvio Berlusconi ha baciato la mano a Gheddafi come fosse un'eminenza della Santa Romana Chiesa”. Lo ha ricordato Gianfranco Fini nel corso di Porta a Porta. “Mentre io – ha aggiunto – a tutela del Parlamento gli chiusi la porta in faccia a fronte di due ore di ritardo perché la Camera non è un albergo”.Riforme, Fli disponibile ma premier dirà no – “Se la legislatura andrà avanti fino al 2013 come Berlusconi dice, perché non usarlo per valutare se è possibile condividere una riforma partendo dall'assetto del nostro Parlamento?. Fli dice in tante occasioni che bisogna almeno le regole del gioco cercare di condividerle”, ha proseguito sottolineando che se si mette mano a una riforma bisogna cambiare anche la legge elettorale: “E questa sarà la ragione per cui Berlusconi dirà no, che non è interessato”.Nessuna preclusione a candidati del centrodestra – “Non ho preclusioni verso i candidati di centrodestra se il criterio è quello del buon governo cittadino”. Fini ha spiegato che “l'amministrazione deve essere collegata a un programma che prevale: ci stiamo orientando a scelte autenticamente di carattere civico, perché non è in gioco l'avvenire dell'Italia ma la buona amministrazione delle città”.03 marzo 2011Redazione Tiscali

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