E’IL MOMENTO DEI FATTI

La squadra del Cavaliere, nonostante tutto, è ritornata sulla cresta dell’onda. Il golpe di Fini è andato male e la maggioranza ha superato la fase dei protocolli formali. Ora PdL, più Lega, hanno i numeri per governare. Il momento della “affidabilità politica” è arrivato. Forse insperato. Berlusconi ha, ora, da affrontare la partita della credibilità che dovrebbe portare in porto, prima della fine della legislatura, le riforme tanto care al Cavaliere. In pratica la riforma della Giustizia e quella del Sistema Elettorale. Il Federalismo, Bossi permettendo, può essere accodato ai primi due obiettivi che riteniamo imprescindibili e primari. Alla Maggioranza non si chiede “miracoli”, ma grande “coerenza”. Quella coerenza che sembrava essere sfumata in queste ultime settimane di diaspora con Fini ed il suo partito che non c’è. Il programma di governo, oggettivamente ridimensionato da quello originario, dovrebbe, almeno, cancellare le “ipotesi”, per affrontare le reali necessità del Paese. Non ci vuole, per la verità, grande acume per individuare i maggiori problemi di casa nostra. Sono gli stessi che avevamo focalizzato nel primo decennio del nuovo secolo; anche se complicati da alcuni incidenti di percorso anche non programmati che, per la verità, avevano distolto la classe politica dalle reali esigenze di sopravvivenza nazionale. Dopo l’euforia dei primi momenti, Berlusconi si è reso conto che anche le più provate alleanze avrebbero potuto determinare problemi. Così, obiettivamente, è avvenuto. Futuro e Libertà è stato una meteora che non ha offuscato le finalità della squadra di governo. Secondo noi, molto meglio così. Così l’Epopea Berlusconiana ha ripreso forza. Le questioni personali del Cavaliere non c’interessano. A noi preme la serietà politica. Ora attendiamo che siano individuate le vere priorità del Paese. Paese che va ben oltre i confini nazionali. La promessa riforma del sistema elettorale dovrebbe prevedere anche una differente svolgimento per il voto dei Connazionali all’estero. E’ importante che, anche in questa dimensione, ci sia chiarezza. Il diritto di voto per via elettronica dei cittadini italiani nel mondo non dovrebbe essere secondario a quella della Giustizia. Politicamente, l’aggiornamento del diritto di voto politico, attivo e passivo, ha da essere garantito come, se non di più, della riforma della Giustizia. Ora che l’esecutivo ha avuto la fiducia del Parlamento, si dovrebbe ridimensionare il tempo degli atti dovuti. Lo spazio per governare si è ampliato. Il Paese attende segnali di ripresa a tutto campo per tornare, tra l’altro, competitivo a livello internazionale. Tramontato il mito della “polarità”, Berlusconi dovrebbe utilizzare la sua innegabile grinta per l’affermazione d’alcuni diritti che consideriamo irrinunciabili. Maggiore importanza, dunque, anche alla forza politica degli italiani all’estero. A tutt’oggi, le “deleghe” firmate in bianco non ci hanno mai convinto. Gli ex emigrati nazionali rivendicano il diritto di poter votare e candidare pure cittadini residenti nel Bel Paese. Ripetiamo che l’unica via resta quella della Circoscrizione Elettorale Unica. Anche questa nostra posizione ha da assumere un suo spessore parlamentare. Prima del 2013. Se il momento dei fatti è venuto, lo si dimostri anche per quelle posizioni tenute nel dimenticatoio da una politica che si è sempre ostinata a non superare, con fatti concreti, i confini nazionali.

Giorgio Brignola

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