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Il nostro progresso sotto attacco

GLI STATI UNITI D’AMERICA VISTI DALL’ITALIA

“Dio benedica il nuovo Speaker”, con queste parole Nancy Pelosi ha salutato John Boehner, repubblicano, nuovo Speaker del Congresso americano, accolto con uno scroscio di applausi dalla travolgente maggioranza repubblicana al congresso ottenuta nelle elezioni di mezzo termine del novembre 2010. Parole pronunciate dopo un orgoglioso elogio alla democrazia americana, di cui questa maggioranza è la più recente espressione.
“Fire Nancy Pelosi” era uno degli slogan più condivisi dai repubblicani durante la campagna per quelle elezioni, e sono riusciti a toglierla dalla posizione di Speaker del Congresso con la crescita dei Tea Party, dovuta alla idea di identità americana tradizionale, protestante e bianca, gravemente messa in pericolo dall’uomo nero alla Casa Bianca.
Loro immediato obiettivo la cancellazione definitiva di tutte le leggi di riforma di Barack Obama a cominciare da quella del sistema sanitario. Anche le cure mediche, infatti, sono per i repubblicani una libera scelta del consumatore, in questo caso l’ammalato, sul libero mercato della salute; escludono cioè ogni interferenza dello stato in questa materia.
“Il nostro progresso è sotto attacco”, tuona da parte sua il Presidente, ed accusa i repubblicani di trasformare il progresso democratico in una battaglia di parte. Difende la sua legge sulla sanità e la riforma di Wall Street come passi importanti sulla via del superamento della grande crisi che ha portato in recessione milioni di famiglie. Per questo chiama a raccolta le sue truppe, ovvero il movimento di base costruito con entusiasmo e larga partecipazione di convinti volontari durante la campagna per la presidenza, per difendere con un movimento dal basso verso l’alto queste leggi caratterizzanti la sua presidenza.
Ma come si svolgerà in parlamento questa guerra fra repubblicani tradizionali e religiosissimi, totalmente fiduciosi nella libera economia di mercato senza alcuna interferenza da parte dello stato, e democratici meno religiosi e meno bianchi, fiduciosi invece nella presenza dello stato nell’economia, a sostegno delle esigenze di tanti esclusi dai vantaggi del benessere americano?
I fatti, in questo caso i numeri, dicono che i provvedimenti approvati al congresso dalla larga maggioranza repubblicana sono destinati a fermarsi al senato dove i democratici mantengono una maggioranza sufficiente ad avere la meglio nel campo della battaglia politica. Inoltre, non dimentichiamo che il presidente ha il potere di veto. I provvedimenti approvati dal congresso sono dunque destinati ad essere bloccati al senato. E così gli entusiasmi degli amanti del tè, dovranno per forza fare i conti con la realtà creata dalla costituzione, da quelle norme di controllo ed equilibrio fra i poteri che i padri fondatori misero a fondamento del sistema US.
Potrebbe accadere dunque che in forza di quelle norme, i repubblicani rimangano intrappolati in situazioni senza via d’uscita, e ciò potrebbe causare un ridimensionamento della misura del loro consenso popolare dopo la crescita tumultuosa, come è accaduto al Presidente.
Appare evidente che siamo di fronte all’inizio anticipato della campagna elettorale per le presidenziali del 2012. “Fra quattro anni sarò giudicato per l’economia”, diceva il Presidente due anni fa. Sì, è così, ma ciò che complica la cosa e annuncia esiti incerti ed imprevedibili è la sconvolgente presenza del sistema economico Cina India, predominante a livello globale in una tumultuosa crescita che tocca in profondità il sistema USA. Comincia ad apparire frequentemente nelle cronache la parola default, bancarotta, riferita non ad alcuni stati dell’Europa, Portogallo , Irlanda, Grecia e Spagna, ma al tesoro federale USA ed ai singoli stati. Una prospettiva apocalittica, uno scenario politico sociale da far venire i brividi, a tutti. Il dollaro americano, il biglietto verde, non più affidabile all'interno degli USA e nel resto del mondo.
Oggi gli USA non sono più i soli costruttori del destino loro e di quello degli stati alleati ( o sudditi del loro potere imperiale, a seconda dei punti di vista), sono costretti ad inseguire gli altri per il mantenimento del loro benessere e nella corsa alla crescita.
Novità presente per la prima volta nella storia recente del mondo occidentale e densa di esiti imprevedibili e difficili per chiunque temporaneamente occupi la Casa Bianca.

emedoro@gmail.com
8 Gennaio 2011.

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