Miliardari di tutto il mondo, unitevi!!

La borghesia radical-chic in fila per le primarie a Milano

Il gotha della Finanza e dei Salotti buoni
in fila per le primarie a Milano
Bersani umiliato a Milano dal comunista Pisapia
Il Pdl: “La vittoria su Boeri è dèbacle per il Pd”
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Il centrosinistra in effetti aveva allestito 128 seggi e chiamato al voto tutti i residenti, anche i minorenni con più di sedici anni e gli immigrati purché muniti del permesso di soggiorno. E nonostante la pioggia in alcuni momenti della giornata gli elettori hanno fatto la fila. Ma alla fine l’agognato traguardo dei centomila si ferma a quota 67mila, ventimila in meno del 2006. Con candidati come Pisapia e Boeri, che hanno pubblicato dichiarazioni dei redditi a più zeri (e ben lontane dalla classe operaia), non sarà un caso che ai seggi abbia sfilato la borghesia milanese.
Nel centralissimo corso Garibaldi hanno votato l’ex numero uno di Unicredit Alessandro Profumo, sua moglie Sabina Ratti e l’architetto Gae Aulenti. A pochi passi da piazza Duomo è arrivato invece il patron dell’Inter Massimo Moratti. L’architetto Vittorio Gregotti si è presentato al gazebo di piazzale Cadorna, dove nel pomeriggio si è visto anche l’ex presidente della Consob Guido Rossi. In via De Amicis hanno depositato la scheda l’editore Alessandro Dalai, la giornalista Alessandra Beria d’Argentine e la ginecologa Alessandra Kustermann. Il premio Nobel Dario Fo e la moglie Franca Rame hanno votato in via Orti.
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Arlecchino servitore …
tutte le parti in commedia !

Il Pdl attacca Fini: “Deve lasciare Montecitorio”
Capezzone: “Salirà al Colle, per esprimere un parere, lo stesso che è stato causa e artefice della crisi facendo leva sulla sua funzione di terza carica dello Stato”. Lupi: “Parlando con Napolitano si muoverà da presidente della Camera o da leader politico?”. A Roma manifesti nelle vie: guarda

Roma – Non va giù, al Pdl, che a gestire la crisi, chiamato dal presidente della Repubblica Napolitano, vada colui che oltre a essere la terza carica dello Stato è, di fatto, un capo partito, responsabile, tra l'altro, della spaccatura della maggioranza. Una questione di correttezza istituzionale prima che politica. “Lo spettacolo che andrà in scena domani è una grande umiliazione per chi crede in un minimo di tutela delle istituzioni, al di là degli scontri politici contingenti”, denuncia Daniele Capezzone, portavoce Pdl. “Dunque, domani salirà al Colle, per esprimere un parere (immaginiamo super partes…), lo stesso Gianfranco Fini che è stato causa ed artefice della crisi, e che l’ha provocata proprio facendo leva sulla sua funzione di terza carica dello Stato”, è la tesi di Capezzone.

Mai arrivati a tanto in 60 anni “In sessant’anni in cui pure l’Italia ha visto tante anomalie, mai si era arrivati a questo punto, a uno strappo di simile gravità. Non so se il presidente Fini se ne renda conto: ma il precedente che ha creato consentirà ad ogni futuro Presidente di un ramo del Parlamento qualunque tipo di scorribanda faziosa e di parte”, conclude Capezzone.

Lupi: Fini politico o presidente? “Con quale criterio Fini prenderà delle decisioni alla Camera dei deputati? Come presidente della Camera o come leader politico?”, si domanda il vicepresidente Pdl della Camera Maurizio Lupi che, ai microfoni di Radio24, aggiunge: “Chi deciderà nelle prossime settimane se affrontare le discussioni sulla mozione di sfiducia o di fiducia al governo? Chi decide ha l’oggettività dell’interesse dei cittadini? L’intera Camera è parziale o imparziale?”.

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